Roma, 4 aprile 2026 – Chi ha vinto la terza puntata di Canzonissima? Quella del programma condotto da Milly Carlucci ogni sabato in Prima serata su Raiuno è una formula particolare, nella quale a vincere è la canzone e non l’artista. Di solito. Nella terza puntata di ‘Canzonissima’, andata in onda sabato 4 aprile, in realtà sono stati promossi cantante e brano, visto che il tema della serata era ‘La svolta’: ognuno dei 12 partecipanti al programma ha dovuto scegliere la canzone della propria carriera musicale che ha rappresentato un punto di svolta. In realtà a fare questa scelta sono stati 10 partecipanti su 12. Vittorio Grigolo ha scelto ‘Caruso’ di Lucio Dalla, mentre i Jalisse hanno optato per ‘Gloria’, cover del successo di Umberto Tozzi.
La giuria
Anche questa settimana, le canzoni saranno sottoposte al giudizio della giuria composta da Riccardo Rossi, Francesca Fialdini, Caterina Balivo, Simona Izzo, Giacomo Maiolini, Pierluigi Pardo e Claudio Cecchetto.

Chi ha vinto la terza puntata di ‘Canzonissima’
Al termine della prima puntata aveva vinto ‘Il mio canto libero’ interpretata da Fabrizio Moro, nella seconda ‘La leva calcistica della classe ‘68’ cantata da Arisa, nella terza invece a vincere è stata
Le pagelle della terza puntata di ‘Canzonissima’
Enrico Ruggeri – ‘Mistero’: voto Però la voce per cantare serve. Continua a parlare. Lui non canta, parla. E, siccome quando cerca di cantare non becca una nota, forse è decisamente meglio così. ‘Mistero’ però è una canzone leggendaria. Peccato che lui non si manifesti all’altezza.
Arisa – ‘Sincerità’: voto Show. Nel senso che spoglia la canzone dell’atmosfera “cartoonesca” originaria e la porta sul palco di Liza Minnelli. Dimostrando ancora una volta di non avere soltanto una voce pazzesca, ma anche una presenza scenica unica a livello internazionale. Brava, ma brava brava.

Fausto Leali – ‘A chi’: voto Classicone. Detto che l’orchestra – peraltro quella di ‘Canzonissima’ è clamorosa – regala almeno un paio di gradini di sontuosità a qualsiasi brano, quello che Fausto Leali fa è portarci in un viaggio nel tempo. E, per inciso, arrivarci alla sua età con quella voce. Applausi.
Fabrizio Moro – ‘Pensa’: voto Bah. Nel senso che Fabrizio Moro riesce persino a urlare più di quanto di solito faccia Fabrizio Moro pur di sovrastare l’orchestra. Ecco, Fabri, forse ci dovevi pensare un pelo di più prima di proporre una versione del genere. Non mi convince
Leo Gassmann – ‘Vai bene così’: voto Cucciolotto. Questa è sicuramente la “meno Canzonissima” della serata perché è una delle due più recenti. Non è stata l’interpretazione della vita, però tutto sommato l’effetto “mini nostalgia” funziona.
Irene Grandi – ‘Bum bum’: voto Rock, rock, rock, meravigliosamente rock. Che bello risentire questa energia dopo diversi anni. L’energia che da sempre caratterizza Irene Grandi, peraltro. Canzone pazzesca, Irene Grandi con un carisma e una presenza scenica incredibili. La amerò per sempre.
I Jalisse – ‘Gloria’: voto Manco a fa’ così. La scelta più ovvia sarebbe stata quella ‘Fiumi di parole’ grazie alla quale i Jalisse hanno vinto il Festival di Sanremo nel 1997. E invece ecco che i Jalisse, che dimostrano di volersi allontanare da quella canzone, ma giammai dal palco dell’Ariston, puntano su un successo di Umberto Tozzi. Emmammamia che permalosi. Una notazione: tutte le Gloria d’Italia si sono svegliate di soprassalto sentendo Alessandra Drusian urlare questa canzone. Anche meno, dai.
Elio e le Storie Tese – ‘La terra dei cachi’: voto Clamorosi. Loro lo sono sempre e lo sono da decenni. E’ una rarità, purtroppo, vederli in tv negli ultimi tempi. Ma quando li si vede, è sempre spettacolo. Sono un cult a prescindere.

Malika Ayane – ‘Feeling better’: voto Mille Malika. Nel senso che ne vorresti mille come lei nella tua vita. Ha classe ed eleganza anche quando cammina sul palco. Canta col sorriso. Sempre. Ma che bello. Non avrei scelto questa canzone all’interno del suo repertorio, però lei fa emozionare e cantare sempre e comunque.
Vittorio Grigolo – ‘Caruso’: voto Fuori gara. Continuo a non comprendere la sua partecipazione a ‘Canzonissima’: cosa c’entra la lirica con le canzoni pop? E’ ovvio che tutti gli diranno che è bravissimo, fantastico e meraviglioso. E lo è, sia chiaro. Ma per nulla nazionalpopolare. Il genere, non lui.
Elettra Lamborghini – ‘Musica (E il resto scompare)’: voto Ok che il resto scompare, ma magari la voce… Rispetto alla scorsa settimana, devo ricredermi. Stavolta, infatti, la voce di Elettra credo sia rimasta a casa a guardare la puntata sul divano. Sembra che sbagli in continuazione a dosare i respiri, è costantemente in affanno. Finalmente lascia l’immobilità che ormai la caratterizza e ci regala qualche secondo di twerking: oooh, questa è la Elettra Lamborghini che vogliamo rivedere. “Stavo per cadere, stavo ammazzandomi col tacco” spiega a fine esibizione. La si ama. E poi eccola fare lezione di twerking a Simona Izzo, Francesca Fialdini e Caterina Balivo. Grande momento di televisione. “Vogliamo fare veramente questa brutta cosa in Prima serata?” domanda la romagnola. Elettra Lamborghini è l’unica ad avere buon gusto. Incredibile.
Michele Bravi – ‘Il diario degli errori’: voto A metà. Peccato per la voce un po’ alla Topo Gigio con la quale è finito a cantare in questa puntata, perché la canzone è senza dubbio uno dei punti fermi non solo nella discografia di Michele Bravi, ma in tutta la musica italiana degli ultimi decenni. Ecco, lui che canta ormai tutto come se stesse recitando un drama anche basta.