“Oggi ci sono cinque piazze piene. È strano dire che non rappresentiamo il Paese reale, chi è rimasto indietro. Chiediamo al governo di fare scelte diverse. Il Paese ha bisogno di risposte, che finora non sono sufficienti” afferma il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dalla manifestazione in piazza del Popolo a Roma per lo sciopero generale di Cgil e Uil. “Sta aumentando la distanza tra il palazzo della politica e il Paese. Noi invece diamo voce al disagio sociale che c’è nel Paese. Abbiamo bisogno di prendere la parola e farebbe bene chi è in Parlamento ad ascoltarci” dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che parla di “avvio di una mobilitazione perché pensiamo che il Paese vada cambiato, con una riforma fiscale e delle pensioni degna di questo nome e cancellando la precarietà. È l’inizio di una battaglia”.
La protesta, accompagnata dallo slogan “Insieme per la giustizia”, si sviluppa con manifestazioni a Milano, Bari, Cagliari, Palermo e Roma.
Secondo i primi dati, tra i metalmeccanici l’adesione è all′80%. “Lo sciopero sta andando molto bene, noi stiamo facendo assemblee in tutti i luoghi di lavoro da due mesi” afferma Francesca Re David, leader Fiom, in piazza del Popolo a Roma. “Naturalmente l′80% è un dato molto significativo e dice il malessere dei lavoratori che non si sentono rappresentati in questo Paese”. Secondo i dati della Fiom in particolare ad Acciaierie Italia ha incrociato le braccia il 70% dei lavoratori, a Lamborghini il 90% degli operai e il 60% degli impiegati, a Berretta Brescia il 95% degli operai e l′80% degli impiegati, all’Ast Terni il 90% con un’adesione dell′80% nell’indotto, a Nuovo Pignone Firenze l′85%, ad Almaviva Roma il 90%, a Magneti Marelli di Napoli il 95%, a Dana Graziano di Torino l′85%, a Electrolux di Porcia il 70%, alla Vitesco Tecnologies di Pisa ha scioperato il 100% degli operai e il 60% di impiegati.
Nel settore elettrodomestici di Fabriano, riferisce ancora la Fiom, si registra un’adesione del 95% ad Ariston Cerreto, dell′80% ad Ariston Genga, dell′85% ad Ariston Albacina, del 90% a Thermowat, del 90% a Electrolux, del 50% ad Antonio Merloni, dell′80% a Whirlpool, del 90% ad Elica del 75% a Faber.
Dura la posizione del leader della Lega Matteo Salvini. “Siamo davanti a uno sciopero-farsa contro l’Italia e i lavoratori, la Cgil ci aiuti a ricostruire il Paese anziché bloccarlo”. Più accomodante Giuseppe Conte. “Mi auguro che non ci sia nessuno scollamento con il Paese. Stiamo vivendo una situazione difficile, chiaramente c’è un malessere diffuso che la classe politica non può trascurare” afferma il leader M5S, annunciando che “la settimana prossima incontrerò i sindacati e le associazioni di categoria per capire le loro ragioni”. Carlo Calenda twitta criticando le parole di Pierpaolo Bombardieri: “Per lui il resto dell’Italia è il paese irreale. La pretesa di rappresentare tutto il paese ‘buono e operoso’ conto ‘i palazzi’ non è solo un esempio di populismo sindacale ma anche un’affermazione ridicola, visti privilegi dei leader sindacali”. Per il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, “lo sciopero è dannoso per la ripresa. È stata appena decisa la proroga dello stato di emergenza e quando c’è una emergenza si lavora per gli interessi del paese. Fare lo sciopero quando c’è una lenta ripresa e quindi bloccarla mi sembra una cosa priva di senso non è questo il modo di andare incontro ai lavoratori”.
Questo articolo è originariamente apparso su L’HuffPost ed è stato aggiornato.