Al tavolo della pace il dirigente scampato all’attacco in Qatar. La delegazione del movimento islamista palestinese Hamas, attesa in Egitto per i negoziati diretti sulla prima fase del piano del presidente Usa Donald Trump, sarà guidata da Khalil al Hayya, il dirigente dell’organizzazione preso di mira circa un mese fa dall’attacco israeliano lanciato a Doha, in Qatar. Secondo l’emittente saudita “Asharq”, i colloqui inizieranno dalla questione relativa alla creazione delle condizioni affinché gli ostaggi israeliani possano essere rilasciati entro pochi giorni.

Chi è Khalil al Hayya
Vicepresidente dell’Ufficio politico di Hamas fino al 2024, Khalil al Hayya è membro del Comitato temporaneo direttivo di Hamas e del Consiglio legislativo palestinese come rappresentante di Gaza city. Il 9 settembre scorso era stato preso di mira dall’esercito israeliano a Doha, in Qatar: quel giorno la leadership di Hamas era stata bombardata da un caccia mentre era riunita in una villetta nell’elegante quartiere Qatara per discutere la precedente proposta di cessate il fuoco presentata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In un primo momento diverse fonti di stampa dell’area avevano dichiarato morto al Hayya. Poi è arrivata era arrivata la smentita da Hamas.
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Le origini a Gaza City e “mediatore” con Assad
Nato nel 1960 nella Striscia di Gaza, all’epoca dell’occupazione egiziana, al Hayya è stato uno stretto collaboratore dell’ex leader Yayha Sinwar e nel 2022 ha partecipato a un incontro con il presidente siriano Bashar al-Assad a Damasco, per cercare di ricomporre la frattura aperta durante la guerra civile siriana (l’organizzazione palestinese si rifiutò di sostenere il regime).
Al vertice sul massacro del 7 Ottobre
Nel luglio 2023, secondo il New York Times, al Hayya era presenta alla riunione di Hamas in cui vennero discussi i dettagli dell’attacco del 7 ottobre. Dopo l’invasione e il pogrom nei confini israeliani, la carneficina e la presa di ostaggi, al Hayya aveva affermato: “L’operazione si è resa necessaria per cambiare l’intera equazione e non solo per cercare uno scontro. Siamo riusciti a rimettere sul tavolo la questione palestinese e l’obiettivo di Hamas non è gestire Gaza e portare acqua e elettricità, ma, appunto, rinnovare l’attenzione sulla causa palestinese”. Nel 2024 Khalil al Hayya aveva anche affermato che Hamas avrebbe accettato un cessate il fuoco, deponendo le armi, se fosse stato istituito uno Stato palestinese indipendente con i confini precedenti al 1967 e “Gerusalemme capitale”.
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Witkoff e Kushner per gli Usa, Ron Dermer per Israele
Secondo un alto funzionario di Hamas, citato da Asharq, il movimento islamista è oggi “desideroso” di raggiungere un accordo per la pace. Ai negoziati in Egitto, che dovrebbero tenersi a Sharm el Sheikh da lunedì 6 ottobre, parteciperanno mediatori egiziani, qatarioti e statunitensi. A rappresentare gli Stati Uniti saranno l’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero del presidente Usa Trump nonché alto consigliere di politica estera, Jared Kushner. La delegazione israeliana sarà guidata dal ministro per gli Affari strategici Ron Dermer.