“Ci hanno tolto l’ombrellone dopo 46 anni, vogliono i giovani che spendono al bar”: lo sfogo della coppia di 80enni tradita dal lido

Pescara – “Stiamo riorganizzando i nostri spazi e non possiamo confermare la vostra assegnazione”. Stessa spiaggia, stesso mare per 46 anni. Fino a questo messaggio su WhatsApp. Un avviso di “sfratto”. I fedelissimi del lido “Croce del Sud” in viale della Riviera hanno 87 e 82 anni, sono una coppia di Pescara. Al loro battesimo nello stabilimento cantavano Loredana Bertè (In alto mare) e Alice (Il vento caldo dell’estate), i tormentoni del 1980 quando ancora non si chiamavano così e le classifiche dell’estate le certificava il Festivalbar, non Spotify. Ora si ritrovano veramente persi e gelati dalla nuova filosofia della proprietà: il loro ombrellone andrà a qualcun altro. “Preferiscono i giovani che spendono al bar e al ristorante. Non vogliamo più vederli”, ha spiegato il signor Gabriele, segretario comunale in pensione, al quotidiano Il Centro. “Non è una questione anagrafica, ma una questione di approccio. Stiamo orientando la struttura verso una clientela più dinamica”, ha risposto il gestore del Lido. Ma nessuno vuol mettere una croce sopra a questa storia.

Non è una questione anagrafica, ma una questione di approccio

La notizia riempie da giorni le bacheche social degli italiani. Nei tempi moderni anche lo stabilimento massimizza i profitti. Altro che Bolkestein, più bullismo da battigia. “Ci hanno detto che forse c’era una terza fila, ma prima dovevano aspettare la risposta di un altro cliente”, ha rincarato la dose il signor Gabriele. Ma il nostro posto è là (Pooh, Tanta voglia di te, 1971): la coppia era disposta a tornare a trattamento invariato, non arretrando di posizione: “Costa 4mila euro e noi abbiamo sempre pagato in anticipo“. Cosa è scritto sugli autobus? Lasciare il posto agli anziani. A Pescara non è trendy neppure in spiaggia,

Il lido di Pescara

Ma cos’è questa clientela più dinamica? Risposta: sono i bagnanti che vivono “lo stabilimento in modo completo, seguendo modelli di fruizione diversi rispetto al passato. Anche nei momenti di maggiore affluenza, come nel mese di agosto, l’area della prima fila risultava parzialmente vuota, con un impatto negativo sull’immagine complessiva dello stabilimento”, ha detto il titolare. Vuoi mica che una foto dei lettini deserti poi faccia il giro di Instagram.

L’ombrellone di Pescaraha sollevato una pioggia di polemiche in città. Il presidente della Sib Confcommercio, Riccardo Padovano, ha compreso (e in parte difeso) i titolari della Croce del Sud: “Ma hanno peccato un po’ di ingenuità. Potevano recuperare, perché il cliente ha sempre ragione”. Il consorzio Ciba-Confartigianato di Laila Di Carlo si è schierato con i clienti. Enrico Di Ciano, consigliere comunale di Avs, ha vergato un esposto per la Capitaneria di porto: “L’iniziativa punta a stabilire un precedente chiaro: a Pescara, come in tutta Italia, il mare deve restare accessibile a tutti, senza che nessuno possa sentirsi fuori target su una spiaggia che resta, per legge, patrimonio collettivo”.

Il signor Gabriele ha confessato al Centro d’essersi sentito “maltrattato e umiliato”. A polemica esplosa il titolare avrebbe fatto una mezza retromarcia: “Abbiamo contattato i signori per comunicare la disponibilità di una quarta fila, ma loro non hanno accettato”. Il fedelissimo tradito ha replicato: “Una toppa peggiore del buco. Avremmo accettato qualunque sistemazione, ma non possiamo essere trattati in questo modo. Non li voglio più vedere”. Estate rovente a Pescara.