Cogne, villetta all’asta, quella della Franzoni e del piccolo Samuele. Qualcuno la comprerà?

Cogne, villetta all’asta, quella della Franzoni e del piccolo Samuele (che morì). Qualcuno la comprerà?

Qualcuno comprerà la villetta di Cogne? Quella in cui è stato ucciso il piccolo Samuele Lorenzi. Per il cui omicidio hanno condannato la mamma, Anna Maria Franzoni. Ora è all’asta. Tu ci andresti a vivere?

Di quella casa sappiamo tutto. E’ stato il primo caso di cronaca nera che ha avuto l’onore del plastico a Porta a Porta. Conosciamo la planimetria meglio dell’architetto che l’ha progettata.

Ma la villetta di Cogne evoca, purtroppo, una storia tetra e drammatica. La storia di un bambino ucciso nel suo lettino. Ci vuole un pelo di stomaco, se si decidesse di comprarla, a cacciare i fantasmi da quella casa.

Villetta di Cogne all’asta: c’è anche un abuso edilizio

Si terrà il prossimo 19 febbraio l’apertura delle eventuali offerte per l’acquisto della villetta di Cogne. In vendita nell’ambito di un contenzioso tra i coniugi Lorenzi e l’avvocato Carlo Taormina. L’offerta minima è di 626 mila 475 euro; il valore stimato di 835 mila 300 euro (950 mila 367 euro a cui sottrarne 115 mila per regolarizzare “difformità edilizie”).

Si tratta – si legge nella perizia – di una “villa di pregio isolata su quattro lati” e “bifamiliare”: le due unità immobiliari “sono utilizzate dai proprietari quale seconda casa”. Inoltre “il fabbricato, nel suo complesso, risulta in ottime condizioni generali”.

La “stima dei costi di regolarizzazione” tiene conto, tra l’altro, della mancanza di “comunicazione di fine lavori”, del “certificato di abitabilità” non richiesto, di una diversa suddivisione dei locali nel sottotetto e in un deposito interrato (entrambe sanabili) e di una scala in legno – tra il primo piano al sottotetto – da rimuovere (era prevista una botola).

Il contenzioso tra la Franzoni e Carlo Taormina

In base a una sentenza civile passata in giudicato a Bologna, Anna Maria Franzoni, condannata per l’omicidio del figlio Samuele, avvenuto proprio nella casa di Montroz nel gennaio 2002, deve al suo ex legale oltre 275 mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450 mila nell’atto di pignoramento. E’ stato il tribunale di Aosta, un mese fa, a disporre la vendita dell’immobile, dopo aver respinto, a settembre, le richieste di sospensione dell’esecuzione immobiliare da parte dei coniugi Lorenzi. (Fonte Ansa)