Parigi, 22 marzo 2026 – Parigi resta, come da 25 anni a questa parte, feudo della sinistra francese. Ad Anne Hidalgo succede l’erede designato Emmanuel Grégoire, forte di un successo netto contro la destra Rèpublicains di Rachida Dati: 53% contro 38%, secondo le prime stime.
Un’affluenza bassa (circa il 57% alle urne, superiore soltanto al 2020 con le elezioni in piena pandemia), la crescita dell’estrema destra ha rallentato. Marine Le Pen si è rallegrata per una “vittoria immensa” del suo partito RN che ha ormai “migliaia di consiglieri municipali”. Tralasciando la batosta in quella che sperava potesse diventare la prima grande città ad essere governata dall’estrema destra, Marsiglia.
Nella città definita la “porta del Mediterraneo” il sindaco della sinistra socialista ed unita, Benoit Payan, senza accettare l’alleanza del partito di Mélenchon, ha tenuto duro all’attacco del RN di Franck Allisio. Ma la debacle di Rn è più grande, dove tradizionalmente è forte, visto che ha perso due roccaforti come Tolone e Nimes.
Ma La Le Pen non è l’unica a vedere solo la parte mezza piena del bicchiere, ad esempio dall’altra parte c’è il numero 2 de La France Insoumise (LFI), Manuel Bompard, che ha esultato per lo “sfondamento” del suo partito che “si conferma si amplifica e si rafforza”, dimenticando la sconfitta a Limoges e in quasi tutte le città in cui i socialisti si sono alleati con LFI.
E infatti è stata vincente la strategia di respingere da parte socialista le offerte di LFI, come dimostrano Parigi e Marsiglia.
Inoltre a Lione è stato rieletto il sindaco ecologista Grégory Doucet, vincente al ballottaggio contro lo sfidante Jean-Michel Aulas, ex presidente della squadra di calcio locale, sostenuto dalla destra e dato a lungo come favorito dai sondaggisti. In questo caso però Doucet, alla testa di un’unione della sinistra al ballottaggio ha firmato una “fusione tecnica” con LFI, ha ottenuto circa il 54% dei suffragi, contro il 46% di Aulas.