Crans-Montana (Svizzera), 5 gennaio 2025 – Giovanni Tamburi, 16 anni di Bologna. Achille Barosi, 16enne di Milano. Emanuele Galeppini, 17 anni non ancora compiuti, promessa del golf originario di Rapallo ma residente da anni a Dubai con i genitori. Chiara Costanzo, 16 anni anche lei, originaria di Arona, in Piemonte, ma con mamma e papà viveva a Milano. Sofia Prosperi, italo-svizzera di appena 15 anni. E Riccardo Minghetti, 16 anni, di Roma. “Il bilancio è definitivo”. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, mette a referto l’ultima lista delle vittime italiane a Crans-Montana. Ieri si sono spente le speranze di ritrovare tra i feriti ancora senza nome anche per Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti. E sempre ieri in tarda mattinata era arrivata la conferma dall’esame del Dna sul corpo di Chiara Costanzo. Dopo i giorni dell’attesa, ora è il momento del dolore. Nella certezza che “non rivedrò più mia figlia”, le parole di Andrea, il papà di Chiara Costanzo.
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Ora, però, è anche il tempo della giustizia. Di fare piena luce sulla strage. “Il governo farà tutto il possibile per alleviare il dolore delle famiglie colpite dall’incidente di Crans-Montana”, promette il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Allo stesso tempo conferma il piano per completare le operazioni di rientro in Italia dei connazionali feriti (complessivamente 14): “Stiamo trasferendo tutti i nostri ragazzi feriti in Italia: tre sono in volo verso il Niguarda di Milano e una ragazza è in arrivo a Torino”.
Mentre per Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara e Riccardo il triste rientro sarà questa mattina. Il corteo funebre partirà dal Centro funerario de Platta Rue de Loèche nella città di Sion e raggiungerà l’aeroporto militare. I feretri saranno poi riportati in Italia con un volo C130 dell’Aeronautica Militare. L’aereo atterrerà sulla pista di Linate pochi minuti prima di mezzogiorno. Poi proseguirà per Roma Ciampino, dove arriverà nel pomeriggio, per accompagnare la salma di Riccardo Minghetti.
Sofia, invece, resterà in Svizzera, dove abitava con i genitori, a Castel San Pietro, paese di poco più di duemila abitanti nel distretto di Mendrisio. Sofia aveva 15 anni ed era in vacanza con tre compagni, amici della International School of Como di Fino Mornasco: due sono riusciti a salvarsi senza riportare ferite, un quindicenne di Cantù (Como) è ricoverato al Centro Grandi Ustionati di Niguarda, mentre Sofia non ha fatto in tempo a scappare.

Anche Riccardo Minghetti, di Roma, non era solo alla festa del Constellation. Era con Manfredi Marcucci, suo amico, entrambi 16enni, e sua sorella Matilde. “Lei era uscita dal locale prima che scoppiasse l’incendio. Poi è rimasta ustionata alle mani mentre aiutava i soccorritori a scavare. Cercava il fratello, ma non l’ha trovato”, racconta Giuseppa Tomao, preside del liceo scientifico Cannizzaro dove Riccardo frequentava la quarta.
Anche la sorella è iscritta allo stesso liceo, in prima: “Riccardo era un bravissimo ragazzo”, amante della neve, era iscritto allo Sporting Eur per coltivare la sua passione per il tennis. Era appassionata di sport anche Chiara Costanzo, 16enne liceale milanese allo scientifico Moreschi. Praticava ginnastica acrobatica a livello agonistico. Era amica di Achille Barosi, anche lui al Constellation a Capodanno e riconosciuto sabato, tra le vittime, grazie al Dna.
Tutti la ricordano sempre “solare”, “il suo bellissimo sorriso era irresistibile, riusciva a strapparti sempre una risata – scrive l’amica Beatrice in un messaggio -. Sapendo che c’era lei a scuola lo sentivo come un posto sicuro, era meno pesante lo studio pensando che entrata in classe avrei visto lei che mi avrebbe rallegrato la giornata. Ora questa tragedia si è portata via un pezzo del mio cuore”. Ad accogliere le salme di Chiara e Achille, a Linate ci saranno anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana e il sindaco Beppe Sala, che proclamerà il lutto cittadino.