Crisi governo Conte, cosa succede oggi: le news

(Adnkronos)

Giuseppe Conte incassa la fiducia al Senato, dopo l’apertura della crisi di governo da parte di Matteo Renzi, e oggi potrebbe incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Possibile anche un vertice di maggioranza in giornata. In subbuglio il centrodestra, con Matteo Salvini e Giorgia Meloni pronti a chiedere un colloquio al Quirinale. Ecco le ultime notizie sulla giornata politica:


14.43 – “Auspico che la maggioranza che sostiene il Presidente Giuseppe Conte si consolidi già nelle prossime giornate. Oggi abbiamo primo appuntamento con il voto sullo scostamento di bilancio. L’apertura verso forze responsabili di centro non solo è inevitabile ma anche auspicabile per rendere più agevole il lavoro nelle commissioni. Bisogna costruire una nuova formula politica stabile che guardi al 2023. L’obiettivo comune è dare risposte rapide al Paese: ristori, vaccini e progetti operativi per i 229 miliardi del Recovery Plan”. Lo afferma il deputato Giuseppe Brescia del M5S, presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera e animatore del think tank Parole Guerriere.

14.39 – “Abbiamo fiducia nei Parlamenti e nel Parlamento italiano. La fiducia è fiducia: abbiamo la certezza che il governo italiano risponderà con stabilità e responsabilità agli impegni che la crisi richiede”. Lo dice il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, in videoconferenza stampa a Bruxelles, rispondendo in merito alle prospettive del piano nazionale di ripresa e di resilienza, alla luce del voto di ieri in Senato. “In questo momento – aggiunge Sassoli – credo che tutti gli sforzi debbano essere concentrati sui piani di ripresa: quello italiano è particolarmente impegnativo, perché ha una mole di risorse da impiegare che valgono per la ripresa italiana e per quella europea”. “Credo che questa responsabilità il governo Conte l’abbia assunta e nel rapporto con la Commissione stia facendo del suo meglio perché il piano di ripresa italiano coincida con gli sforzi che l’Europa deve sostenere”, conclude Sassoli.

14.35 – Con Renzi “credo che la rottura sia stata profonda, non si può far finta di niente. Anche dopo quello che ha Renzi in Parlamento, addebitare a Conte un vulnus democratico è una ferita profonda”. Lo ha detto Goffredo Bettini a SkyTg24.

14.29 – “Siamo in mezzo ad una crisi incredibilmente grave. E’ un momento in cui serve stabilità e in cui tutti dobbiamo unire le forze, lavorare insieme il più duramente possibile per superare questa pandemia, ma anche la crisi economica”. Così la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen risponde, a Bruxelles in videoconferenza stampa, alla domanda se l’esito del voto di ieri in Senato desti timore sulla capacità dell’Italia di attuare il piano italiano di ripresa e di resilienza. “La Commissione – continua von der Leyen – è in contatti molto stretti con il governo italiano, da settimane se non da mesi, riguardo al piano nazionale di Recovery. E’ un lavoro in corso, che la Commissione fa con tutti gli Stati membri. Tutti questi piani si stanno evolvendo, per assicurarci che prendano sul serio le priorità che abbiamo: la rivoluzione verde, la digitalizzazione, la resilienza, il settore sanitario, le riforme e massicci investimenti, perché è quello che la gente si aspetta. Quindi, mettiamoci insieme e uniamo le forze”, conclude.

14.28 – “Non è vero” che un partito di Conte toglie voti al Pd, “poi io penso che Conte non abbia intenzione di fare nessun partito”. Lo ha detto Goffredo Bettini a SkyTg24. “Conte è un uomo di raccordo e equilibrio e ha una sua popolarità sull’opinione pubblica per questo, cosa gli conviene ridursi in un partito del 6-10pc? Non credo sia la cosa migliore, non credo lo pensi, on credo che Conte abbia nessuna intenzione di fare un partito”, ha aggiunto l’ex europarlamentare.

14.15 – “Il governo Conte non esiste. Nel 2011 il governo Berlusconi ottenne l’approvazione dell’assestamento del bilancio dell’anno precedente con una maggioranza di 309 voti. L’assestamento fu approvato ma dalla Presidenza della Repubblica Napolitano osservò che il governo non aveva più la maggioranza assoluta. Quella vicenda accelerò le dimissioni del governo Berlusconi che furono presentate pochi giorni dopo. Non si capisce perché la mancanza della maggioranza assoluta in quel caso divenne motivo di dimissioni e in questo caso, per certi versi ancora più grave perché qui si tratta di un voto di fiducia sul governo e non di un assestamento del bilancio dell’anno precedente, le conseguenze non debbano essere le stesse”. Lo afferma i senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. “Conte non c’è più. Mattarella -aggiunge- conosce le leggi, la Costituzione, la prassi parlamentare e il Parlamento. Qualsiasi tentativo di resistenza sarebbe illegale. Qualsiasi tentativo di allargare la maggioranza con la pratica del voto di scambio dovrebbe essere interrotto con l’uso delle manette. Perché anche in questo caso nel passato ci sono stati interventi giudiziari mentre ora si assiste inerti a tutto ciò. Lo ribadisco, il governo Conte è morto, il Quirinale non può tenerlo in vita artificialmente. Ora, basta perché non assisteremo inerti alla violazione di leggi e di norme costituzionali e alla prassi che ha precedenti eclatanti”.

14.13 – Il voto del Parlamento sul governo “è un buon punto di partenza”, adesso “se durante questa emergenza si allargherà la maggioranza, si consoliderà il quadro, significa che potremo fare un patto di legislatura fino alla fine e un riassetto del governo. Se non accadrà non abbiamo paura delle elezioni, che sono l’ultima risorsa democratica”. Lo ha detto Goffredo Bettini a L’intervista di Maria Latella su SkyTg24.

15.59 – “Il governo ha comprato i Responsabili, i Costruttori, i Volenterosi come i due parlamentari eletti con Fi e quindi anche con i voti della Lega, eletti per fare politiche di centro destra che ieri invece hanno votato la fiducia a Conte, con i Ciampolilli e con Monti, vogliamo parlare di Mastella e Tabacci o di un elettore del M5s in buona fede che ha votato per ‘aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, e si ritrova nella stessa maggioranza con Monti e Mastella?”. Lo ha domandato il segretario della Lega, Matteo Salvini, su Facebook, riferendosi ai senatori del centrodestra Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin che ieri hanno votato a favore della fiducia al governo Conte. “Conte ha detto che ha il governo e i ministri migliori al mondo e che non è vero che l’Italia è ultima tra i grandi Paesi europei per crescita economica. Ieri gli ho mostrato il ‘Wall street journal’ che certifica che l’Italia è l’ultimo Paese in occidente per crescita economica. Primi per numero di morti e ultimi per crescita economica”, ha concluso Salvini.

13.43 – “Io sono sintonizzato con i tanti italiani che pensano che una crisi di governo in questo periodo sia insostenibile. Dobbiamo pensare solo alle famiglie ed alle imprese, per questo per me ora l’unica cosa prioritaria è il decreto ristori”. Lo ha detto il capogruppo del Pd a palazzo Madama Andrea Marcucci in collegamento con l’Aria che tira su La7.

13.38 – “Per governare ci vogliono i numeri e qui non ci sono”. E’ netto il giudizio del presidente della Regione Veneto Luca Zaia sulla situazione del governo, dopo la fiducia di ieri in Senato. “Qui ci vuole un governo più forte a livello parlamentare -ha spiegato- e se io avessi i numeri come questi sarei sempre appeso ad un filo e appeso al voto dell’ultimo sconosciuto che ti pone condizioni”. Così per il governatore del Veneto “serve una maggioranza più strutturata: Parlamento di numero che non so se basteranno per la fiducia su vari provvedimenti. Una maggioranza davvero ‘tirata’ se a uno viene il raffreddore e non va in aula è un bel problema…”. Così secondo il presidente del Veneto non c’è dubbio: “Ci vogliono i numeri e oggi non ci sono. Vedremo nelle prossime settimane cosa succederà: l’imbuto del Parlamento sarà sempre più importante. Cosa ne sarà del Recovery fund, della riforma del welfare e della riforma della giustizia? -si è chiesto Zaia- sono misure che hanno bisogno di un grande consenso”.

13.33 – “Al Quirinale andremo anche noi a ragionare in maniera pacata e rispettosa a chiedere a Mattarella se questa maggioranza che va da Mastella a ex grillini ai senatori a vita può davvero risolvere i problemi dell’Italia”. Lo ha affermato il segretario della Lega Matteo Salvini, in diretta su Facebook.

13.17 – Non si terrà la riunione con Nicola Zingaretti, il capodelegazione e i capigruppo dem prevista per le 16,30.

13.17 – “Ciampolillo, quello che ieri ha chiesto il Var per votare al Senato, è lo stesso che voleva curare il Covid con le canne, sconfiggere la xylella con l’acqua e il sapone e si propone per fare il ministro dell’Agricoltura. In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle. Questo è il governo Conte”. Lo ha affermato il segretario della Lega, Matteo Salvini, in una diretta su Facebook.

13.16 – E’ iniziato a Palazzo Chigi il vertice di maggioranza convocato dal premier Giuseppe Conte dopo il voto di fiducia in Aula al Senato. A quanto si apprende, alla riunione dovrebbero partecipare sia i capi delegazione che i leader di maggioranza.

13.05 – “Altro che turarsi il naso, questa maggioranza si consoliderà già nei prossimi giorni. L’obiettivo comune è far ripartire il Paese con i 229 miliardi del Recovery Plan. Iniziamo da oggi con il voto sullo scostamento di bilancio per i ristori da 32 miliardi”. Lo scrive su Twitter Carlo Sibilia (M5S), sottosegretario all’Interno.

13.01 – “Il Governo può dimostrare di cambiare passo, il presidente Conte colga l’appello ed intervenga. E il Parlamento, in occasione del prossimo esame della nuova bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), indirizzi trasversalmente Palazzo Chigi in questo senso”. La sollecitazione arriva dalla segreteria politica di Insieme, il neo-partito di ispirazione cattolica fondato tra gli altri da Stefano Zamagni, che è anche uno dei primi firmatari dell’appello, nato dal basso e rivolto a tutte le forze politiche, sul tema del grave scadimento del sistema pubblico di inserimento lavorativo delle persone disabili. “Insieme – spiegano dalla segreteria del neo-partito all’Adnkronos – crede nella politica fatta in questo modo. Bisogna seguire i problemi veri, che toccano la gente. Per il presidente del Consiglio quello del lavoro ai disabili può essere uno dei primi, immediati banchi di prova in cui il Governo potrà giustificare la propria esistenza, risolvendo i problemi segnalati dai cittadini, nonché cogliendo ed avvalendosi degli stimoli e dei contributi che provengono dal terzo settore”. “L’appello – conclude Insieme – si rivolge a tutti i membri del Parlamento e chiede, molto semplicemente ma fornendo già gli indirizzi tecnici per l’attuazione, che gli organi parlamentari, in occasione del prossimo esame parlamentare della nuova bozza del Pnrr, si facciano portatori di un preciso indirizzo al Governo in questo senso”.

12.56 – Il premier Giuseppe Conte è arrivato da pochi minuti a Palazzo Chigi, in auto accompagnato dalla sua scorta.

12.44 – “Le regole si scrivono sempre assieme, o almeno così sarebbe auspicabile. Ecco perché l’invito del Presidente Conte, rinnovato oggi anche dal ministro Franceschini, poco ha a che vedere con la tenuta della maggioranza. Non vi è dubbio che in un orizzonte di medio-lungo periodo un assetto proporzionale potrebbe modificare gli equilibri delle alleanze parlamentari. Né ritengo una legge elettorale di questo tipo ad oggi, con la presenza dei 5 Stelle che hanno interpretato la propria estraneità a destra e sinistra alleandosi in maniera alternativa ad entrambi, rischiosa per la stabilità politica. D’altronde in questa legislatura, in un Parlamento eletto con il rosatellum, che ha una forte componente maggioritaria, stiamo assistendo al terzo rimescolamento dei numeri”. Lo dichiara Paolo Romani, senatore di Idea-Cambiamo. “Mi posso annoverare fra i pochi che ancora non hanno preso parte alle diverse maggioranze che si sono susseguite, ed è dall’opposizione di questo governo che proseguirà il mio impegno, sia nella riscrittura delle regole, ma soprattutto su quello che ritengo più urgente per il Paese: l’elaborazione di un piano concreto per la richiesta e il successivo impiego dei fondi europei del Recovery Fund. Tema su cui vorrei vedere al più presto coinvolto tutto il Parlamento, maggioranza e opposizione”, conclude.

12.40 – “La maggioranza esiste ma non pensiamo di poter governare in questa situazione. Ci vuole una riflessione del Presidente Conte, ci vuole un patto di legislatura chiaro. Dobbiamo dimostrare che questa è una maggioranza che ha idee chiare, in grado di coinvolgere gruppi e singoli parlamentari”. Lo dice il capogruppo Pd a palazzo Madama Andrea Marcucci a L’aria che tira su La7.

12.26 – “Io penso che questo non sia il momento dei ‘responsabili’ dalla pelosa morale e dalla dubbia utilità. Credo che sia invece il momento della ‘responsabilità’. Per uscire dall’emergenza più difficile della nostra storia recente serve un Governo che tenga insieme le migliori energie del Paese, con un’ampia forza parlamentare, una grande capacità di dialogo con le forze economiche e sociali, una importante capacità di influenzare le politiche europee”. Lo afferma il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo! Giovanni Toti, in un post su Facebook. “Nessuno – prosegue – può chiamarsi fuori da questo sforzo collettivo, così come nessuno può considerarsi autosufficiente solo per aver preso un pugno di voti in più. Né tantomeno, con spocchiosa ipocrisia, qualcuno può sentirsi l’unico detentore della patente di democraticità, liberalismo, europeismo”.

12.25 – “Non può essere il Governo Ciampolillo ad affrontare la crisi sanitaria ed economica più grave di sempre. Non può essere una maggioranza raccogliticcia ed eterogenea, affidata in modo decisivo a senatori senza alcun profilo politico omogeneo a rivedere il Next Generation Eu”. Lo dichiara il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. “Un altro Governo europeista e riformatore è possibile, con una nuova leadership e una maggioranza più ampia basata sulla politica e non sulla semplice aritmetica. Chi pensa che invece si possa andare avanti come nulla fosse – sottolinea Della Vedova – non aiuta l’Italia e prepara semplicemente una autostrada per il ritorno in grande stile dei sovranisti Salvini e Meloni alle elezioni, che comunque arriveranno”.

12.15 – “Il voto in Parlamento conferma che c’è una maggioranza per continuare ad affrontare le urgenze del paese, che vive una profondissima crisi sanitaria e sociale. E’ un primo passo ed ora si può lavorare ad un quadro più solido, necessario per fare quelle riforme che l’Europa ci chiede. Si può rafforzare la maggioranza intorno a contenuti e progetti che hanno come obiettivo il bene del Paese. L’appello è rivolto al senso di responsabilità di chi si riconosce nelle esperienze moderate ed europeiste”. Così a Radio InBlu il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.

12.10 – “Le telecamere sono ormai entrate nella vita di tutti i giorni dai campi di calcio, alle istituzioni. Ben venga se, grazie alla tecnologia, si evitano degli errori sia in campo che nell’aula del Senato”. Il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, commenta così all’Adnkronos l’episodio di ieri sera al Senato con la presidente Elisabetta Casellati, in versione arbitro di Serie A, che dopo aver rivisto le immagini ha cancellato il ‘cartellino rosso’ mostrato a al senatore Lello Ciampolillo permettendogli di votare la fiducia al governo Conte.

12.02 – “Non è che i senatori che si sono aggiunti ieri a sostenere il governo sono coloro che porteranno un aiuto nell’elaborazione del Recovery Plan. Ognuno può fare le scelte che meglio crede, ma di certo coloro che hanno deciso ieri di uscire da Forza Italia porteranno dei voti al governo per l’approvazione del Recovery, ma non di certo un contributo di idee o creativo nell’elaborarlo”. Così intervistato da Adnkronos/Labitalia, l’economista Giovanni Tria, già ministro dell’Economia nel Conte 1, sul via libera ottenuto ieri dal governo Conte in Senato.

11.50 – “Sul mio voto al Senato leggo interpretazioni sbagliate, sul voto sul filo di lana addirittura arzigogoli senza nessun fondamento. Voglio ringraziare tutti coloro, e sono tanti, che mi sono stati vicino in giornate davvero complicate, anche chi ha espresso opinioni diverse. Abbraccio a tutti”. Lo scrive su Facebook Riccardo Nencini. “Il ritardo è dipeso dal fatto che la segreteria del partito è durata diverse ore con strascichi altrettanto lunghi. La mia posizione era nota: astensione benevola in attesa di capire se le aperture del presidente Conte all’area socialista fossero davvero fondate -spiega il senatore socialista-. Avrei comunque votato a favore dello scostamento di bilancio e del decreto Ristori e di qualsiasi altra misura per fronteggiare la pandemia. Una posizione che è emersa chiaramente dal mio intervento in aula. E che è stata apprezzata dalla maggioranza. Insomma, una posizione responsabile che teneva conto dello stato difficile del Paese e metteva in risalto la diversità rispetto al voto di Italia Viva”.

“Il PSI era già in maggioranza dunque non può essere associato a parlamentari che hanno votato la fiducia provenendo dall’opposizione. Due storie completamente diverse”, sottolinea Nencini che poi specifica: “3. Gli arzigogoli. Leggo ricostruzioni fantasiose circa il voto in ritardo. Nencini ha trattato per un ministero. Mi viene da ridere. Proprio perché, per il protrarsi del dopo segreteria del partito, ho votato per ultimo, quando i voti a favore erano solo 154, il mio voto sarebbe servito a ben poco poco”.

11.05 – “La solidità del governo? Il governo sta in piedi perché Italia Viva glielo ha consentito, con la sua astensione. Altrimenti non avrebbe avuto la fiducia. Poi bisognerà vedere cosa accadrà più avanti. Questo sul piano parlamentare”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, l’economista Giovanni Tria, già ministro dell’Economia nel Conte 1, sul via libera ottenuto ieri dal governo Conte in Senato. “Per il resto -spiega Tria- credo che Italia Viva, con il discorso del senatore Renzi al momento dell’annuncio delle dimissioni delle ministre di Iv, avesse posto dei quesiti a cui non è stato dato risposta. Pose dei problemi di difesa delle istituzioni democratiche, dei problemi di metodo e dei problemi di merito riguardo il Recovery plan e alla conduzione dell’economia nel suo complesso. E io credo che avesse ragione. A tutto questo non è stato dato risposta”, aggiunge Tria. E per l’economista “mi pare che ieri non sia risolto assolutamente nulla. Al di là della maggioranza o meno, non è stata data risposta alle questioni che sono state poste sul tappeto che io in gran parte condivido, come d’altronde sono stati condivisi da gran parte dei partiti”, conclude.

10.40 – “Quando tra qualche mese guarderemo a ciò che è accaduto in Parlamento e lo compareremo con la gravità della situazione del Paese capiremo che ieri è andata in scena una macabra commedia, una giornata di ordinaria follia che segue mesi di altrettanta follia”. Lo ha detto Carlo Calenda, leader di Azione, ospite di ‘Mattino5’. “Trovo incomprensibile il comportamento avuto ieri da Renzi: ha danneggiato un Governo che ha fatto nascere, considera Conte come il male assoluto ma alla fine si astiene”, ha aggiunto l’ex ministro dello Sviluppo. Per Calenda “questa vicenda è un fallimento tanto per il Partito democratico quanto per Forza Italia perché entrambi dimenticano che in Europa liberali, socialisti e verdi, governano già insieme e tagliano le forze estremiste. All’Italia servirebbe un governo come quello che c’è a Bruxelles ma non sarà possibile perché saremo in balìa delle onde di Renzi e di Ciampolillo, uno che prese la residenza su un albero…”, conclude Calenda.

10.25 – “Quando ho capito di non poter più svolgere il mio lavoro, mi sono dimessa. Sarei rimasta a fare tappezzeria. Fare il ministro porta onori e oneri, quando è diventato solo un onore senza poter incidere ho capito che quello non era più il mio posto”. Lo ribadisce a Radio Capital, l’ex ministra Teresa Bellanova, sottolineando come anche il voto di astensione, di ieri in Aula, da parte di Iv, Italia Viva, sia stato dettato dalla responsabilità: “Abbiamo posto problemi che riguardano l’Italia, su quelle questioni abbiamo lasciato una porta aperta a Conte a ai partiti di maggioranza”.

“Se invece di affrontare le questioni ci si occupa di mettere fuori una forza riformista come Italia viva, allora vuol dire che la politica è arrivata a livelli bassissimi. Non sento di essere la responsabile della crisi, sono stata solo responsabile verso il Paese”, conclude Bellanova.

10.18 – “Conte si è molto affezionato al suo ruolo e alla sua centralità e ha tolto spazio al ruolo del Parlamento. Basta vedere quanti decreti e quanti Dpcm sono stati fatti. Non ci si può sostituire alle sedi parlamentari. Io ho provato a comunicare con lui. Il giorno della conferenza stampa gli ho scritto anticipatamente delle mie dimissioni. Ma come al solito non ha risposto”. Così la senatrice di Italia Viva, Teresa Bellanova ospite su Radio Capital. “I voti presi da Conte? Mi paiono poca cosa. Pensare di aver vinto con 156 voti, alcuni dei quali raccattati con contrattazioni poco qualificabili e tre senatori a vita. Le sorti delle istituzioni mi sembrano poco solide”, continua Bellanova.

10.05 – “Dopo la fiducia al Senato, bisogna riprendere a lavorare e sostenere con ancora più forza il Presidente Giuseppe Conte e il progetto del suo governo, l’unico in grado di dare risposte serie al Paese in questa fase storica senza precedenti. Con convinzione #AvantiConConte!”. Lo scrive su Facebook il sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, del Movimento 5 Stelle.

9.54 – “I costruttori non sono solo in Parlamento, vanno cercati anche nel Paese, mi aspetto che il governo da stamattina convochi le parti sociali”. Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ad “Agorà” sui Rai 3. Landini sollecita il governo a convocare il sindacato soprattutto in vista della presentazione del Recovery Plan. “Noi non abbiamo ancora avuto la possibilità di confrontarci sul Recovery abbiamo idee e proposte”. Inoltre Landini sollecita il governo “ad avviare le riforme necessarie della pubblica amministrazione, del fisco e degli ammortizzatori sociali. Il governo o fa queste cose o non ha futuro”, ha rimarcato Landini – il governo c’è, a questo punto faccia quello che non ha fatto prima e coinvolga davvero le parti sociali”.

9.37 – “Il Parlamento ha votato, io prendo atto che c’è una maggioranza e c’è un governo con le debolezze che può avere, ma questo è”. Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini ad “Agorà” su Rai 3.

9.23 – “Se qualcuno crede di poter governare un paese in un momento di pandemia così, mi sembra che sia molto lontano dalla realtà. Voglio ricordare che non si sono raggiunti i 161 voti, ma dei 156 presi ci sono tre senatori a vita, due usciti da Forza Italia e due arrivati all’ultimo trascinati dentro l’aula”. Lo ha affermato Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ai microfoni di Radio 24.

9.06 – “Con il premier Conte ci siamo sentiti ieri sera”. Lo dice Nicola Zingaretti, ospite di radio Immagina, parlando del voto di fiducia di ieri sera in Senato. “Mi sembra – aggiunge – c’è consapevolezza di voler dare segnale di concretezza per l’emergenza e di affrontare i nodi politici”. “Il Pd – rivendica – ha dato il suo contributo, l’Italia ha potuto contare su un Pd unito e unitario, una cosa che ha fatto la differenza”:

9.03 – “E’ stato evitato un salto nel buio, ora dobbiamo gestire il piano vaccinale, dobbiamo discutere il recovery, ora dobbiamo concentrarci sui problemi degli italiani, vuol dire affrontare le emergenze”. Lo dice Nicola Zingaretti, leader del Partito Democratico, ospite di radio Immagina. “Si apre la sfida prioritaria del buon governo, dobbiamo costruire una prospettiva politica, l’esito dei voti conferma che non c’era altra ipotesi di governo”, sottolinea Zingaretti.

8.30 – Alfonso Ciampolillo, detto ‘Lello’. E’ lui il protagonista della convulsa serata al Senato, che si conclude con la fiducia al governo: 156 voti a favore dell’esecutivo al termine di una giornata ad alta tensione. L’ultimo brivido lo regala il senatore Ciampolillo. Arriva tardi o in tempo per la seconda chiama? Mistero e la presidente Casellati deve far ricorso al Var. Ciampolillo, secondo le immagini, arriva in Aula in anticipo rispetto al fischio finale. Vota sì, sipario. Ma chi è il protagonista a sorpresa della seduta? Nato a Bari, 49 anni da compiere il 2 febbraio, professione impiegato prima dello sbarco in politica. Ciampolillo è stato eletto con il M5S nel marzo 2018. Ha lasciato il Movimento circa un anno fa: il 5 febbraio 2020 è entrato nel Gruppo Misto. Nella prima parte della sua avventura ha fatto parte della Commissione Esteri. Attualmente siede nella Commissione per l’Infanzia e l’Adolescenza.