Si segue la pista anarchica per il crollo del casolare abbandonato nel parco degli Acquedotti a Roma: gli investigatori ipotizzano che le due persone morte, un uomo e una donna, stessero maneggiando un ordigno, forse destinato a un attentato nelle prossime settimane.
L’ipotesi, ancora al vaglio, è che l’esplosione che ha provocato il crollo dell’edificio sia avvenuta durante la preparazione dell’ordigno. Tra i possibili obiettivi vengono citati infrastrutture sensibili come la rete ferroviaria o aziende legate al settore della difesa, in un contesto che potrebbe collegarsi anche a iniziative di rilancio della campagna a favore dell’anarchico Alfredo Cospito, in vista di una scadenza legata al regime detentivo del 41-bis prevista a maggio.
Il crollo, secondo i primi accertamenti, sarebbe dunque la conseguenza diretta della deflagrazione avvenuta all’interno del casale. Sul posto sono in corso rilievi tecnici da parte della polizia scientifica, impegnata a individuare eventuali residui dell’esplosivo e altri elementi utili a chiarire la dinamica dei fatti.
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