
Negli ultimi giorni diverse stazioni sciistiche delle Alpi francesi hanno dovuto sospendere temporaneamente l’attività a causa di nevicate eccezionali e di un marcato aumento del rischio valanghe.
Località come La Plagne, Les Arcs e Tignes hanno registrato accumuli di neve molto abbondanti in poche ore, con conseguente instabilità del manto nevoso che in alcune zone supera i tre metri. In alcuni settori il pericolo valanghe è stato classificato al livello massimo (5 su 5 – molto forte), rendendo necessaria la chiusura di impianti e piste per motivi di sicurezza.

In altre località simbolo delle Alpi francesi, come Chamonix e Val Thorens, non si è trattato sempre di chiusure totali, ma di forti limitazioni, con accesso ridotto alle aree in quota e interventi intensivi di bonifica tramite distacchi artificiali controllati.

Il paradosso è evidente: non la mancanza di neve, ma l’eccesso concentrato in tempi brevissimi ha messo in difficoltà il sistema turistico alpino. Quando grandi quantità di neve fresca si depositano su strati preesistenti deboli o poco consolidati, il rischio di distacchi spontanei cresce rapidamente.
La situazione resta dinamica e in continua evoluzione: con il miglioramento delle condizioni molte aree stanno progressivamente riaprendo, ma la prudenza rimane fondamentale, anche in vista delle nuove nevicate attese da giovedì sulle Alpi francesi.

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