Da domani coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5: si può uscire la sera solo per necessità

Da domani 5 novembre per un mese sarà vietato uscire dalle 22 di sera alle 5 di mattina, un coprifuoco nazionale per tentare di arginare i contagi coronavirus.

Coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5 del mattino da domani fino al 3 dicembre. Ulteriore stretta per gli italiani con il nuovo Dpcm. L’Italia viene divisa in 3 aree di rischio e in quella dove il contagio è più diffuso e gli indici epidemiologici sono più critici scatterà, di fatto, il lockdown come a marzo. Si potrà uscire di casa solo per andare a lavorare, per fare la spesa, per motivi di salute o necessità. E per portare i bambini a scuola.

Dalle 22 alle 5 del mattino ci sarà comunque un coprifuoco nazionale e si potrà uscire solo per questioni di stretta necessità, come motivi di salute e di lavoro. Sarà necessaria un’autocertificazione

“Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Questo è quanto si può leggere nel nuovo Dpcm firmato da Conte.

L’Italia divisa in tre colori

Regioni rosse: Piemonte, Lombardia, Alto Adige e Calabria. Regioni arancioni: Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Campania e Puglia. Regioni verdi: Trentino, Friuli, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Per tutti e tre i colori scatta comunque l’obbligo del tutti a casa dalle 22 alle 5 di mattina, salvo comprovate necessità (lavoro, salute) e apposita autocertificazione compilata. Spostarsi sui mezzi pubblici sarà ancora più difficile vista la capienza ridotta a metà. 

Cosa accade nelle Regioni rosse

Ma nelle zone ad alto rischio, rosse, sono vietati gli spostamenti tra territori e tra Regioni, tranne che per lavoro, salute o accompagnare i bambini a scuola. Anche la seconda e la terza media saranno a distanza. E’ fortemente incentivato il lavoro a casa per tutti, dipendenti pubblici e privati.

Nelle zone rosse si potrà fare attività motoria solo nei pressi di casa e saranno chiusi i circoli sportivi ma anche ristoranti, negozi, bar. I parrucchieri resteranno aperti. Chiudono in tutta Italia nei weekend i centri commerciali. Così come le sale bingo, i casinò e ferme le crociere. Il tutto da domani sino al 3 dicembre, salvo altri Dpcm.

Cosa accade nelle Regioni arancioni

La seconda area è quella arancione. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie qui resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Potranno fare solo asporto e delivery. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi: 50 per cento di capienza sui mezzi pubblici, didattica a distanza integrale alle superiori, stop ai musei e coprifuoco dalle 22.

Nelle regioni arancioni, dove il rischio è “medio-alto” i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado seguiranno le lezioni al 100% a distanza anziché al 75% com’era oggi. Anche se poi già molte regioni hanno deciso di semplificarsi la vita passando tutto in Dad nei licei e negli istituti tecnici e professionali. Continuano le lezioni in presenza nelle scuole medie ed elementari e nelle materne. In queste ultime senza obbligo di mascherina per i più piccoli, che deve invece essere indossata dai sei anni quando ci si sposta dal banco.

Cosa accade nelle Regioni verdi

È la zona con regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. Alle scuole superiori, ci sarà la didattica a distanza al 100%. Nel trasporto pubblico, è prevista una capienza dimezzata: 50 per cento su bus, metro e treni regionali. I centri commerciali sono chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Si fermano anche i musei, le mostre, le sale bingo. Bloccate le crociere. Vengono sospesi i concorsi pubblici, anche quello della scuola. Con l’eccezione di quelli che riguardano il personale della sanità. Sarà consentito l’accesso ai parchi, sempre rispettando la regola del distanziamento di un metro. (Fonti Corriere della Sera e Repubblica).