Roma, 30 settembre 2025 – Le provocazioni via drone da parte della Russia potrebbero continuare nelle prossime settimane: secondo un’analisi ripresa da Euronews e basata su un report di Defence Express, i droni ‘Shahed’ di fabbricazione iraniana impiegati dalla Russia stanno ampliando in maniera significativa il raggio d’azione degli attacchi collegabili al Cremlino.
Con autonomie che secondo l’intelligence ucraina variano tra 1.800 e 2.500 km, questi mezzi – capaci di trasportare cariche esplosive più grandi rispetto alle versioni precedenti – metterebbero quasi tutto il continente. Nel rapporto si evidenziano tre aree di lancio particolarmente favorevoli alla Russia: Capo Chauda (Crimea), una base nell’oblast di Bryansk e una terza localizzata nei pressi di San Pietroburgo.

Le basi
La base di Capo Chauda di trova sulla penisola di Crimea, e dal 2014 – anno di inizio dell’occupazione russa – è una piattaforma militare chiave per il Cremlino sul Mar Nero. Ospita infatti la flotta del Mar Nero, basi aeree, sistemi di difesa costiera e infrastrutture per operazioni a lungo raggio. Capo Chauda, per la sua posizione sulla costa meridionale della Crimea, è citato come sito favorevole per lanciare sistemi aerei verso il Nord e l’Europa centrale.
Bryansk è una regione russa al confine con l’Ucraina e con la Bielorussia: per questo, è strategicamente rilevante per operazioni verso l’est europeo e verso il fianco occidentale del territorio ucraino. La sua vicinanza al fronte e a corridoi logistici ne fa una scelta logica come area di lancio o di dispiegamento di mezzi aerei e contromisure.
La regione attorno alla città di San Pietroburgo comprende importanti infrastrutture navali e militari (come porti, cantieri navali, installazioni della Marina e basi aeree), oltre a una solida rete di difesa aerea per proteggere la grande area urbana e i siti strategici della zona.

Dove potrebbero colpire
Partendo da queste basi, con un raggio fino a 1.800 km, gli Shahed sarebbero in grado di colpire obiettivi in gran parte della Scandinavia, nei Paesi Baltici, in buona parte della Germania, in Austria e in porzioni dell’Italia meridionale. Con un raggio esteso fino a 2.500 km, la copertura raggiunge quasi tutta la Francia, la Svizzera, l’Italia nella sua totalità, il Regno Unito e l’Irlanda.

Defence Express sottolinea inoltre che, in uno scenario di conflitto esteso, la Russia potrebbe rapidamente creare nuove postazioni di lancio – ad esempio in Bielorussia o nella regione di Kaliningrad – riducendo ulteriormente le distanze e mettendo alla portata città come Madrid e il nord della Spagna. Per il momento, Lisbona risulterebbe l’unica capitale europea ‘al sicuro’.