Roma, 20 gennaio 2026 – La bufera Trump sui dazi per la Groenlandia devasta le Borse europee che in una giornata sola hanno bruciato 225 miliardi di capitalizzazione: Piazza Affari 14,4 miliardi. L’annuncio del presidente degli Stati Uniti di dazi del 10% a partire dal primo febbraio per i Paesi che hanno inviato contingenti sull’isola, ha provocato la reazione negativa delle Borse. Le tensioni Usa-Ue hanno scatenato un clima di incertezza che ha scatenato la corsa ai beni rifugio. Primo fra tutti l’oro che ha messo a segno un nuovo record, balzando a 4.690 dollari l’oncia, con gli analisti che vedono sempre più vicina la soglia dei 5.000 dollari.
Groenlandia, segretario Tesoro Usa Bessent “sconsiglia” controdazi Ue
Non è un caso che dal Fondo monetario internazionale si metta a fuoco come l’eventualità di un’escalation sui dazi e nelle tensioni geopolitiche rappresenti “un rischio rilevante, che potrebbe incidere in modo significativo sulla crescita”. La direttrice generale del Fmi, Kristalina Georgieva, ricorda che le tensioni sulla Groenlandia potrebbero frenare la “crescita e quindi la strada migliore da seguire è trovare un percorso verso un accordo”.

Al momento della chiusura dei modelli predittivi, a fine dicembre, le nuove minacce di Washington non erano ancora incorporate. Ora l’allerta si alza: una escalation tariffaria “occhio per occhio” tra Europa e Stati Uniti rappresenterebbe “un rischio significativo”, ha avvertito il capo economista Pierre-Olivier Gourinchas davanti ai cronisti a Bruxelles, invocando una “soluzione amichevole” per scongiurare una guerra commerciale che, nella sua analisi, “non avrebbe vincitori”. Finora l’economia si è mostrata capace di uscire “più rapidamente” delle attese “dalle perturbazioni commerciali”. Ma questo, è la sottolineatura dell’istituto con sede a Washington, “non significa che i dazi non abbiano avuto effetti”, bensì che altre forze ne abbiano attenuato lo shock.
L’Europa al Polo in ordine sparso. Non funziona
Per i Paesi europei interessati ai dazi per la Groenlandia gli economisti di Goldman Sachs stimano un impatto negativo sul Pil tra lo 0,1% e lo 0,2%, con la Germania che “subirebbe il colpo più duro”. L’effetto potrebbe essere ancora più “grave in caso di effetti negativi sulla fiducia o sui mercati finanziari”. Quello che si va delineando, sottolineano gli analisti, è un “quadro geopolitico schizofrenico” con un “imbarbarimento del clima”. Ma torniamo ai dati delle Borse europee. I listini che hanno registrato la peggiore performance sono Parigi (-1,78%) e Francoforte (-1,34%). Giornata pesante anche per Milano (-1,32%), che manda in fumo 14,4 miliardi di capitalizzazione. Più contenute le perdite di Madrid (-0,26%) e Londra (-0,39%). A pagare il conto sono stati principalmente il lusso (-3,4%), il settore tecnologico (-3,3%) e le auto (-2,4%). E se da un lato le Borse bruciano miliardi, dall’altro il dollaro si indebolisce sulle principali valute internazionali. Un contesto di incertezza macroeconomica che ha inoltre provocato il calo del prezzo del petrolio e quello del gas.
I mercati si interrogano su quale sarà la risposta dell’Ue a Trump. Molteplici le opzioni che vengono valutate, tra cui la lista di beni, per circa 93 miliardi di export Usa, da sottoporre a dazi preparata dopo il Liberation Day, e l’utilizzo dell’anti-coercion instrument, la cui attivazione richiede però un processo lungo e complicato. Ritorsioni europee contro le mire americane sulla Groenlandia, sotto forma di dazi nei confronti degli Stati Uniti, “sarebbero molto imprudenti”, spiega, però, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent al suo arrivo al Forum economico mondiale a Davos. Sul tappeto però c’è anche l’ipotesi che alcuni “governi europei a ridurre le loro partecipazioni negli asset statunitensi”, ipotizzano gli analisti di Deutsche Bank. Dal fronte Ue arrivano le parole del commissario all’Economia Valdis Dombrovskis il quale ha ricordato che “abbiamo degli strumenti a nostra disposizione. Al momento, nulla è escluso”.