Delegazione del Parlamento UE in Cina per affrontare gli squilibri commerciali

Per la prima volta in otto anni, una delegazione del Parlamento europeo si recherà in Cina a partire per discutere di sviluppo tecnologico, e-commerce e del rispetto da parte di Pechino delle normative europee.

La visita giunge nel pieno della grande crisi che da fine febbraio ha colpito l’area del Golfo, bloccando lo Stretto di Hormuz e mettendo sotto pressione le economie globali. Non solo, il viaggio della delegazione avviene dopo l’importante accordo raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio UE su una riforma di vasta portata del Codice doganale dell’Unione, con l’obiettivo di adattare l’Unione doganale all’esplosione del e-commerce, rafforzare i controlli sui beni che entrano nel mercato unico (in particolare provenienti dalla Cina) e ridurre una frammentazione amministrativa che Bruxelles considera ormai insostenibile.

Secondo quanto riferisce una nota del Parlamento europeo, la delegazione sarà composta da nove membri e sarà guidata dalla presidente della commissione per il Mercato interno e la Tutela dei consumatori Anna Cavazzini (Verdi).

Gli eurodeputati visiteranno Pechino e Shanghai dal 31 marzo al 2 aprile e avranno incontri con figure di spicco dell’establishment cinese tra cui Shen Chunyao, presidente della Commissione per gli affari legislativi del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, e Luo Wen, ministro dell’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato. Gli eurodeputati visiteranno anche la Camera di commercio dell’UE per discutere del commercio online e delle sfide di accesso al mercato che le aziende europee affrontano in Cina. La delegazione discuterà inoltre degli standard di sicurezza per i consumatori e i prodotti con i colossi dell’e-commerce Shein e Alibaba.

A Shanghai, i deputati europei proseguiranno le discussioni con Temu in merito al rispetto delle norme UE sul mercato digitale e alla concorrenza leale. Avranno inoltre l’opportunità di conoscere da vicino i controlli doganali cinesi e le attività di importazione/esportazione presso lo strategico aeroporto internazionale di Pudong, insieme all’Amministrazione doganale cinese e a un’azienda di logistica locale.

Come ricordato dalla nota dell’Eurocamera, si tratta della prima delegazione parlamentare in Cina in otto anni e di “un’importante opportunità per affrontare le sfide comuni in materia di digitale e commercio elettronico e per promuovere una concorrenza equa tra UE e Cina”.

L’obiettivo della visita sarà quello di illustrare la posizione dell’UE in merito alla regolamentazione del digitale, all’autonomia strategica e alla sicurezza dei mercati digitali, con particolare attenzione al rafforzamento della tutela dei consumatori e della sicurezza dei prodotti.

Infatti, come si evince dal comunicato stampa del Parlamento europeo, una delle principali preoccupazioni della commissione per il mercato interno riguarda le violazioni sistematiche delle leggi dell’UE e l’elevato volume di piccoli pacchi non conformi provenienti da piattaforme online extra-UE, inclusa la Cina. È previsto che i deputati sottolineino la necessità che tutti gli operatori commerciali, indipendentemente dalla loro sede, rispettino le norme UE in materia di sicurezza dei prodotti.

Terzo partner economico commerciale dell’UE dopo Stati Uniti e Regno Unito, la Cina è il secondo partner europeo quando si parla di merci. In questi anni il deficit commerciale con l’UE è aumentato continuamente, raggiungendo nel 2024 i 305,8 miliardi di euro con importazioni costituite principalmente da macchinari, veicoli e altri beni manifatturieri.

A preoccupare l’UE è in particolare l’esplosione delle importazioni via piattaforme e-commerce (in particolare Temu, Shein e Alibaba) che sono aumentate vertiginosamente negli ultimi anni. Nel 2024 sono stati circa 4,6 miliardi i piccoli pacchi entrati nel mercato UE. Di questi il 91% provenienti dalla Cina. Il dato è cresciuto ulteriormente nel 2025. Secondo i dati divulgati dalla Commissione UE lo scorso anno sono entrati nell’Unione circa 5,9 miliardi di articoli a basso valore, di cui oltre il 90% dei quali provenienti dalla Cina.

L’ingresso di pacchi di piccole dimensioni ha portato anche a un aumento dei prodotti potenzialmente pericolosi che entrano nel mercato unico. Secondo l’ultima relazione annuale redatta dalla Commissione UE, nel 2025, il sistema Safety Gate ha registrato 4.671 segnalazioni di prodotti pericolosi, 2.006 delle quali riguardavano prodotti originari della Cina.