Di cosa parlerà il cardinale Zuppi al Meeting di Rimini

Al Meeting di Rimini 2025 il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, assume un ruolo di rilievo nell’arena culturale e religiosa: un’occasione per riaffermare valori di fraternità, accoglienza e dialogo interreligioso. Un invito a costruire ponti nei “luoghi deserti”, oltre le tensioni del presente.

Un simbolo di riconciliazione

Presenza attesa del Meeting, Zuppi porta con sé l’immagine di un pilastro della Chiesa italiana impegnato nel tessere relazioni e favorire la pace. La sua partecipazione rafforza il profilo spirituale dell’evento, animato quest’anno dal tema “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”. Un manifesto ancora più attuale se letto alla luce dell’impegno del cardinale Zuppi, che negli ultimi anni si è speso come inviato di papa Francesco per il conflitto tra Russia e Ucraina, ha pronunciato parole nette sulla tragedia in corso in Israele e Palestina e ha richiamato con forza l’attenzione sull’accoglienza dei migranti come banco di prova della coscienza europea.

Fede, dialogo e comunità

Il cardinale Zuppi si inserisce nel cuore del programma non come semplice testimone, ma come voce che chiama all’impegno concreto: “dialogo, riconciliazione e positività” sono le parole d’ordine della sua presenza, come sottolineato dal presidente della Fondazione Meeting. Atteso anche l’apporto di esponenti del mondo ecumenico e dei movimenti ecclesiali, nella pluralità di voci che animano il dibattito sui valori condivisi.

Un messaggio per i tempi difficili

In un clima segnato da tensioni economiche, politiche e culturali, la presenza di Zuppi assume un valore simbolico forte: incarnare la possibilità di fraternità anche dove regna la divisione. Un appuntamento molto atteso che si inserisce nel percorso del Giubileo dei Giovani, celebrato poche settimane fa a Roma, che ha visto migliaia di ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo riunirsi con Papa Leone XIV. La presenza del cardinale a Rimini raccoglie quell’eredità e la rilancia, con l’invito a costruire comunità più giuste e inclusive.