“Per mia figlia mi invento filastrocche e cercavo qualcosa che avesse a che fare con Stella Stellina – spiega Ermal Meta raccontando la sua ultima canzone – ma qualche ora prima avevo visto immagini pesanti su Instagram, quei video censurati che devi cliccare e registrarti per aprire. Mi è rimasto impresso lo sguardo di quella bambina. Dopo che mia figlia si è addormentata sono sceso in studio e le parole create per lei hanno incontrato una situazione diversa. La canzone è nata praticamente da sola, in pochissimo tempo. C’era già. Si trattava solo di coglierla e concretizzarla”.
Ermal Meta e Stella Stellina
l brano racconta la storia di una bambina senza nome in un paese senza voce, dal punto di vista di un uomo che trova tra le macerie la sua bambola. La parola Gaza non compare mai nel testo: “Non serviva, è già contenuta in tutti i riferimenti. Quegli sguardi li trovi in giro per il mondo, la musica va ovunque e io non voglio indirizzarla come fosse un’arma. Ci sono cose che non necessariamente devono essere dette o spiegate. Sono convinto, magari un po’ presuntuosamente, che quando uno come me scrive una canzone che vuol far capire la scrive per persone che in quel momento non sono chiuse e sono disposte non solo a comprendere ma anche a condividere”.
È il primo Sanremo da padre per Meta, che con la compagna Chiara Sturdà ha una figlia, Fortuna, nata nel 2024. Una famiglia che per la verità il cantautore ha allargato con molta generosità. La coppia ha adottato due ragazze albanesi di 17 e 18 anni, conosciute in una casa famiglia durante una raccolta fondi: “Mi hanno guardato e mi hanno detto ‘a noi non ci vuole nessuno’. Il cuore mi ha fatto crack. E ho fatto di tutto per averle con me. Quando è arrivato il momento di separarci dopo una vacanza insieme, la casa era calata in un silenzio pazzesco. E abbiamo deciso: non potevamo far finta di non averle mai conosciute. In quel momento per me eravamo già una famiglia”.
Papà Ermal
La paternità ha cambiato il suo approccio: “Il livello di sensibilità è aumentato, lo spessore della pelle si è assottigliato. Prima scrivevo per mia figlia, poi ho pensato fosse il momento di scrivere anche dei figli degli altri, che poi sono i figli di tutti noi. Ci sono responsabilità anche in quello che è il nostro mestiere, non è solo un gioco, o vendere dischi, o divertirsi. Con gli anni impari davvero che se la tua voce ha un peso, anche piccolo, è giusto farla pesare per le cose che ritieni giuste”.
Nella serata delle cover Meta sarà affiancato da Dardust, coautore di “Stella stellina”, per una versione di “Golden Hour” di Jvke: “Con Dardust ci conosciamo da anni, abbiamo iniziato nello stesso periodo. Lui ha una mente diversa dagli altri. La versione che ha arrangiato è molto diversa dall’originale ma contestualmente è anche molto rispettosa di quelle che sono le coordinate del pezzo”.
Venerdì 27 febbraio a cavallo del festival esce l’album “Funzioni Vitali”, dodici tracce che spaziano dalla nostalgia dell’adolescenza alle tensioni del presente.
E sull’Eurovision, se dovesse vincere? “La questione non si pone perché non vincerò, ma andare lì sarebbe il mio modo di sbattere in faccia a tutti questa canzone. Altro che rinunciare…. Sarebbe il motivo eccellente per esserci e dire le cose giuste, non andarci sarebbe come non fare l’ultimo passo. E comunque mai però accetterei di modificare il testo. Devo essere fedele a me stesso”.
Quanto al suo doppio ruolo di artista albanese in Italia che deve molto al suo ruolo di origine e al suo approdo finale Ermal dice… “Lo ammetto, sono cambiato. Forse ormai sono troppo italiano in Albania e troppo albanese in Italia”.

“Le mie scelte obbligate”
Poi a una domanda molto diretta sul perché scrivere cose così forti e pensate in un’epoca dove leggerezza e social impongono un’attenzione meno lucida e profonda Ermal è chiarissimo: “Come ti sentiresti tu avendo la possibilità di fare qualcosa di bello e importante, che ti definisce, ma che ti costa tempo e fatica? Qualcosa che ti rende orgoglioso e ti definisce ma che magari molti non hanno nemmeno voglia di capire? Io mi sento male. Ci sono messaggi che devono essere portati al pubblico. Lo sento come un dovere preciso, non è marketing, non me ne frega assolutamente nulla di questo. È che se non lo faccio non starei bene con me stesso. E io con questi pesi, soprattutto oggi, non ci voglio più vivere”.
Ermal Meta a Sanremo
Ermal Meta al momento è uno dei principali candidati alla vittoria per il miglior testo del Festival (Premio Sergio Bardotti). Un riconoscimento che il cantautore non ha mai vinto e che farebbe il paio con la vittoria nel 2018 insieme a Fabrizio Moro, il Premio Mia Martini nel 2017 e il Premio Bigazzi nel 2021 per la miglior composizione musicale
Dopo il Festival partirà il tour “Live 2026 – Club”, prodotto da Friends & Partners, che toccherà i principali club italiani da aprile a maggio. Meta sarà inoltre il Maestro Concertatore della Notte della Taranta 2026, dedicata quest’anno al tema del Mediterraneo.

Ermal Meta presenta “Funzioni Vitali” alla Feltrinelli di Milano
Martedì 3 marzo 2026 – Ore 18.30 Libreria Feltrinelli, piazza Piemonte 2/4, Milano
Ermal Meta – Live 2026 Club Tour
Mercoledì 29 aprile 2026, ore 21:00 – Perugia, Afterlife (data zero)
Mercoledì 6 maggio 2026, ore 21:00 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
Venerdì 8 maggio 2026, ore 21:00 – Bologna, Estragon
Martedì 12 maggio 2026, ore 21:00 – Milano, Fabrique
Venerdì 15 maggio 2026, ore 21:00 – Padova, Hall
Lunedì 18 maggio 2026, ore 21:00 – Venaria Reale (TO), Concordia
Mercoledì 20 maggio 2026, ore 21:00 – Roma, Atlantico
Venerdì 22 maggio 2026, ore 21:00 – Molfetta (BA), Eremo Club
Sabato 23 maggio 2026, ore 21:00 – Napoli, Casa della Musica