FINANZA & AI/ Le insidie di una rivoluzione meno potente dei rialzi in Borsa

In un momento di grande splendore per i titoli legati all’AI, per gli investitori il vero problema è quello di non cadere nelle trappole, che saranno sempre più numerose

La mente umana non è, come ChatGPT e i suoi simili, una macchina statistica e avida di centinaia di terabyte di dati per ottenere la risposta più plausibile a una conversazione o la più probabile a una domanda scientifica. Al contrario, è un sistema sorprendentemente efficiente ed elegante che opera con una quantità limitata di informazioni. Non cerca di danneggiare le correlazioni dai dati, ma cerca di creare spiegazioni senza per questo semplificare una realtà che è complessa di suo e sfugge alle letture facili. Smettiamola perciò di chiamarla ‘Intelligenza Artificiale‘, ma definiamola per quello che è e fa: un ‘software di plagioperché non crea nulla, ma copia opere esistenti, di artisti esistenti, modificandole abbastanza da sfuggire alle leggi sul copyright: questo è il più grande furto di proprietà mai registrato da quando i coloni europei sono arrivati nelle terre dei nativi americani”.

Noam Chomsky

Il padre della linguistica moderna che, a 95 anni, ha ritenuto di dover scendere in campo per difendere il suo pensiero di uomo libero che da sempre si batte contro le manipolazioni delle coscienze e dell’informazione, le trappole che determinano le condizioni ideali per il dominio sulla società da sfruttare. Prosegui la lettura