
C’è qualcosa che non torna, guardando le elaborazioni d’insieme di ECMWF per questa fine di Marzo 2026. L’atmosfera ha deciso di rimescolare le carte proprio nel momento in cui le temperature avrebbero dovuto avvicinarsi a valori più consoni alla stagione. Le previsioni ensemble mostrano con una certa chiarezza un’anomalia di geopotenziale a 500 hPa fortemente negativa su gran parte dell’Europa occidentale, con scarti che toccano localmente i 150-160 metri al di sotto della norma climatologica. Una deviazione tutt’altro che irrilevante.
In parole povere: una sacca d’aria fredda in quota si è incuneata sull’Europa centro-occidentale, forzando la circolazione verso schemi da Febbraio piuttosto che da primavera. Il contrasto con il blocco di Alta pressione che si consolida a nord-est, tra la Scandinavia e l’Europa orientale, genera un gradiente barico marcato. Ed è proprio lungo questo corridoio che scivolano i sistemi frontali atlantici, con energie tutt’altro che primaverili.
Anomalia termica a 850 hPa: temperature da pieno inverno
A 850 hPa (circa 1400-1500 metri), lo strato atmosferico che meglio fotografa le masse d’aria in transito, il modello ensemble europeo evidenzia un’anomalia termica negativa ben pronunciata sul bacino del Mediterraneo occidentale, sulla Penisola Iberica e sull’Italia. I valori oscillano tra i 4°C e i 6°C al di sotto della media del periodo, un dato che non passa inosservato considerando il calendario.
Siamo a fine Marzo, con l’equinozio di primavera già alle spalle da giorni, eppure le masse d’aria in circolazione raccontano tutt’altra storia. Sull’Italia in particolare, i modelli segnalano condizioni termiche significativamente sotto norma stagionale, con la possibilità concreta che le quote della neve si abbassino in modo sensibile sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale. Non un evento storico, sia chiaro, ma comunque un richiamo pungente di un inverno che non ha ancora voglia di andarsene.
Il contrasto è netto guardando verso est. La Russia europea e i Paesi scandinavi risultano in anomalia positiva, con temperature sensibilmente superiori alla norma. Questo pattern, con caldo anomalo a nord-est e freddo anomalo a ovest e sul Mediterraneo, è un segnale classico di struttura dipolare che rallenta il flusso zonale atlantico e blocca di fatto il normale avanzare della primavera verso ovest. Una configurazione che i meteorologi conoscono bene e che, storicamente, può persistere per diversi giorni prima di dissolversi.
Le precipitazioni: segnali a ovest, Italia in zona d’ombra
Guardando le anomalie di precipitazione, il quadro si fa più sfumato. Nel brevissimo termine l’Europa centrale e l’Italia restano in un regime sostanzialmente secco, con anomalie di precipitazione prossime allo zero o leggermente negative su gran parte della Penisola. Qualche segnale positivo compare sulla Norvegia e sulle Isole Britanniche, dove i sistemi frontali atlantici scaricano piogge in eccesso rispetto alla media.
Sul medio termine, a sette giorni, la situazione evolve in parte. Le anomalie positive di precipitazione si estendono verso la Francia settentrionale e le regioni alpine, mentre l’Italia centrale e meridionale rimane in una zona d’ombra, con apporti pluviometrici nella norma o leggermente deficitari. Il Mediterraneo orientale mostra invece segnali di precipitazioni sopra la norma, con qualche sistema instabile che potrebbe interessare la Grecia e l’area balcanica nelle ultime ore del periodo considerato.
La primavera costretta ad aspettare: Europa spaccata in due
La lettura complessiva delle mappe ensemble racconta di un’Europa divisa da un gradiente termico insolitamente marcato per la stagione. A nord-est il clima scorre mite, persino oltre norma. A ovest e sul Mediterraneo, invece, l’atmosfera si comporta come se il calendario avesse qualche settimana di ritardo. Per l’Italia, questo si traduce in giornate più fredde del previsto, cieli instabili soprattutto al Nord e la possibilità di qualche episodio nevoso a quote non proprio estreme sulle Alpi e sull’Appennino.
Una primavera che, per ora, preferisce aspettare in corridoio.
Credit
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- DWD – Deutscher Wetterdienst
- GFS – NCEP Global Forecast System
- NASA – Goddard Space Flight Center, Atmospheric Sciences
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