Fiorentina senza punte, la strada sbagliata di Iachini

Non hanno premiato le scelte tattiche studiate da Iachini in un Roma-Fiorentina dominato dai giallorossi e con i viola senza punte di ruolo in campo

La storia parla chiaro, Beppe Iachini non è mai stato un allenatore spregiudicato dalle rivoluzionarie idee offensive. Un’attitudine che forse mal si sposa al progetto Fiorentina. La brutta sconfitta contro la Roma ha segnato uno spartiacque nella stagione viola: la scelta di non schierare punte dall’inizio non può essere la strada giusta.

Un’ora di gioco senza veri attaccanti di ruolo, con il consueto 3-5-2 affidato nel reparto a Ribery e Callejon. Due campioni straordinari sui quali ci sarebbe poco da discutere, ma quanto mai lontani dal concetto di punta centrale. L’idea di non fornire riferimenti alla difesa giallorossa ha completamente toppato.

Ciò che più delude è però l’atteggiamento ultradifensivo di questa Fiorentina: cinque difensori di estrazione, un mediano, due mezzali di talento e due ali là davanti. Non esattamente quel che si attende un popolo che, storicamente, ha il culto del bel gioco e dello spettacolo. Un tifo dal palato fine che non può apprezzare quanto i viola stanno offrendo.

Oltretutto la rosa a disposizione di Iachini è tutt’altro che scarna nel reparto: Vlahovic per la fisicità, Cutrone per il senso del gol, Kouame per l’agilità. Ce n’è per tutti i gusti. Non però per il tecnico gigliato che evidentemente non si fida dei tre giovani grimaldelli. E dire che questa squadra parrebbe disegnata perfettamente per un 4-3-3 certamente più brillante offensivamente. Ciò che saggiamente i tifosi viola auspicano da settimane via social e forum.

Ma nel progetto di una Fiorentina dal profilo internazionale, come vorrebbe il Presidente Commisso, c’è spazio per un approccio tattico così “provinciale”? Difficile immaginarlo, come appare difficile ipotizzare la dirigenza entusiasta di questa gestione. Insomma, il destino di Beppe Iachini potrebbe giocarsi non solo sul piano dei risultati, ma anche su quello del gioco. O del non-gioco.

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