Gasparri: “La statua di Papa Wojtyla imbrattata dai pro Pal? La colpa è di Landini. L’ignoranza genera violenza”

Roma –  “Landini, se tornasse Stalin si commuoverebbe. Al posto della statua di Giovanni Paolo II, che è stata imbrattata con un gesto davvero deprecabile, vorrebbe quella di Gomulka, leader comunista che governò di fatto la Polonia per molti anni. Anche se…”. Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, fatica a trattenersi.

Anche se… cosa, senatore?

“Anche se dubito, vista la sua ignoranza, che Landini sappia chi sia Gomulka”.

Ok, torniamo alla statua imbrattata di Wojtyla. Secondo lei è un altro sintomo dell’imbarbarimento del clima politico attuale?

“Giovanni Paolo II è un santo ed era un uomo di pace. Ha contribuito in maniera determinante al crollo del comunismo. Sarà questo ad aver dato fastidio. Queste sono le conseguenze delle iniziative e del linguaggio di Landini e capetti vari della sinistra”.

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Perché, secondo lei, è importante non sottovalutare questi atti di vandalismo?

“Perché dimostrano ignoranza. Questi odiano la Chiesa, i santi, i poliziotti. Odiano tutto. Ho visto interviste a ragazzi che sulla liberazione degli ostaggi israeliani hanno risposto: “Non è importante”. L’ignoranza può generare questo atteggiamento. Ma non è solo la statua a preoccuparmi”.

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Cioè?

“Nelle ultime 48 ore ci sono stati 55 agenti feriti, che si aggiungono ai 60 della settimana scorsa. E anche a Roma in serata dei gruppi hanno cercato di creare caos. Nel corteo della capitale è anche apparso uno striscione su cui era scritto “Sette ottobre, giornata della resistenza palestinese”. Ma quel giorno non si può festeggiare. Come si fa a inneggiare a un massacro? Nessuno ha pensato di tirarlo giù e non ho sentito parole chiare di condanna da Conte o Fratoianni. Nemmeno da Landini. Anzi, ormai Landini si è abbandonato a un ruolo da estremista, per usare un termine educato”.

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Secondo lei Gaza, per i manifestanti, è solo un pretesto?

“Sì, per molti è un pretesto per andare contro il governo. Non sanno nulla di storia, della nascita dello stato di Israele. E l’ignoranza favorisce la violenza. Parlano di Gaza, ma non conoscono la situazione. Come dice il giornalista David Parenzo, per risolvere la situazione non servono “due popoli, due Stati“, ma “due popoli, due democrazie“”.

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Bandiere di Hamas e di Hezbollah, tra le migliaia della Palestina portate in corteo a Roma dai manifestanti, 4 ottobre 2025. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Lei ha indicato quelle che, secondo lei, sono le colpe del centrosinistra, nell’alimentare questo clima politico. Ma il centrodestra?

“A tutti è capitato, anche a me, di usare parole esagerate nella tensione del confronto politico. Sarei un bugiardo a dire che non mi è mai successo. Ma dire, come Conte, che il governo, che sta riportando a casa gli attivisti della Flotilla, è “codardo“ è sicuramente un grave errore”.