Gelmini: “Le elezioni anticipate non hanno senso. La maggioranza è solida: può e deve governare”

Roma – “Non vedo problemi nella maggioranza”. I rimpasti e le dimissioni che hanno scosso il governo negli ultimi giorni, insomma, non preoccupano Mariastella Gelmini, senatrice Noi Moderati e responsabile Enti Locali.

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Il risultato del referendum ha però segnato inequivocabilmente una battuta d’arresto per la separazione delle carriere. Crede che esistano ancora i margini tecnici per una riforma ordinaria?

“La riforma era più ampia della semplice separazione delle carriere: il voto degli italiani è sovrano e lo rispettiamo. Credo che adesso sia giusto che l’azione del governo si concentri sulle altre urgenze del Paese: dalla situazione economica alla sicurezza, dal sostegno a famiglie e imprese al completamento del Pnrr. Di giustizia si tornerà a parlare più avanti”.

In molti ambienti si evoca lo spettro del voto anticipato a causa delle fibrillazioni interne alla coalizione. Secondo lei, il governo ha la forza per arrivare alla scadenza naturale del 2027.

“Questa delle elezioni anticipate è una cosa totalmente inconsistente. E del tutto illogica. Argomenti da ‘retroscenismo’. Ma la maggioranza è solida. Ha i numeri in Parlamento. Può e deve continuare a governare. D’altronde Giorgia Meloni ha sempre sostenuto che l’esito del referendum non avrebbe condizionato la vita del governo e così sarà”.

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Si discute di una soglia di sbarramento al 3%. Per una forza di area moderata come la vostra, questa soglia rappresenta un incentivo a creare un unico ‘listone’ di centro e qual è il contributo programmatico che porterete in coalizione?

“Prima di discutere di soglie, occorre capire quale sarà l’atteggiamento dell’opposizione. L’attuale sistema elettorale non garantisce la governabilità, lo sanno anche Elly Schlein e Giuseppe Conte: se faranno le barricate significa che tifano per il caos o per un governo tecnico. Sarebbe la prova che non credono di poter vincere e che sono uniti solo dal ‘No’ a tutto. Spero invece che siano collaborativi. Detto questo, l’offerta politica si modellerà in relazione alla legge. Non temiamo le soglie e con Maurizio Lupi siamo determinati ad offrire alla coalizione il nostro contributo programmatico per la tutela delle famiglie italiane, per il quoziente familiare, per la natalità, per le piccole imprese, per la libertà di insegnamento, per stipendi decorosi per i giovani al primo impiego”.

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In questo clima di dimissioni e rimpasti (da Gasparri a Delmastro a Santanchè), come si garantisce la stabilità del lavoro parlamentare nei prossimi due anni, evitando che le dinamiche dei singoli partiti paralizzino l’attività legislativa?

“Mi pare che ci sia stata una eccessiva drammatizzazione determinata anche dal tentativo di rappresentare una crisi del centrodestra che in realtà non c’è. La maggioranza parlamentare non ha perso pezzi e non li perderà neanche dopo queste dimissioni. In un governo che si appresta ad essere di legislatura sono cose fisiologiche”.

Lei è responsabile enti locali di Noi moderati. Tra poche settimane si vota in molti comuni. Sarà decisivo per riequilibrare i pesi tra le forze di maggioranza o rimarrà un test puramente locale?

“Non è la tornata elettorale generale, oramai le amministrative sono parcellizzate e rispondono a logiche locali. Voteranno circa 900 comuni, ma quelli sopra i 15 mila abitanti sono poco più di 100. Ogni elezione naturalmente è importante, ma non ci saranno scossoni. Il giudizio sull’azione del governo lo daranno gli elettori nel 2027”.