Roma, 17 marzo 2026 – Nessuna ferita, ma un dolore all’occhio che non desta particolare preoccupazione. Sono queste le condizioni del militare italiano, prontamente soccorso dal personale sanitario, a seguito della caduta di alcuni detriti nella base Unifil di Shama nel sud del Libano – sede del Comando del settore ovest a guida italiana –, provocati dai razzi intercettati dai sistemi antimissile di Israele. Secondo le prime informazioni, non si registrano feriti.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in costante contatto con i vertici per monitorare la situazione, mentre il destino della stessa missione Unifil oscilla tra le ipotesi di nuove regole di ingaggio e di una chiusura anticipata: a deciderlo sarà il Consiglio di sicurezza dell’Onu forse a giugno.
Iran, attacchi di Israele e Usa anche nel centro e nell’ovest del Paese
Nella mattinata di ieri intanto sono cominciate le operazioni israeliane con i boots on the ground in Libano. L’intervento via terra sarà limitato e mirato, secondo lo Stato ebraico, a smantellare le roccaforti di Hezbollah. “Centinaia di migliaia di residenti sciiti che sono stati evacuati – ha annunciato il ministro della Difesa israeliana, Israel Katz –, non torneranno nell’area a sud del fiume Litani finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti israeliani”. Katz ha poi minacciato il gruppo paramilitare sciita e il suo leader, Naim Qassem: “Hezbollah pagherà un prezzo pesante e Qassem presto potrà incontrare Hassan Nasrallah (suo predecessore, ndr) e l’ex Guida suprema Ali Khamenei nelle profondità dell’inferno”. Secondo le autorità libanesi, gli sfollati sarebbero ormai più di un milione.
Si allarga il fronte in Medio Oriente
Ma la guerra continua anche nella Repubblica islamica. Se da una parte Tel Aviv ha avviato una campagna di attacchi su larga scala contro Shiraz, Tabriz e Teheran – distruggendo anche l’aereo della ex Guida suprema Ali Khamenei –, dall’altra il capo della magistratura iraniana, Gholam Hossein Mohseni Ejei, ha invitato i tribunali a non essere indulgenti con le persone affiliate a Israele e Stati Uniti.
A Gerusalemme una scheggia di missile è caduta nei pressi dell’ufficio del premier Benjamin Netanyahu, mentre altre hanno colpito un’abitazione e una scuola ebraica, ferendo un uomo di 42 anni. Difficile è invece capire se ci siano speranze per il dialogo. “Stiamo parlando – ha detto Donald Trump -. Non credo che l’Iran sia ancora pronto, ma c’è vicino”. Parole che però sono state smentite dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Il giallo su Mojtaba Khamenei
In Medio Oriente tiene banco una serie di misteri intorno alla figura della neo Guida suprema, Mojtaba Khamenei. Secondo una fonte iraniana vicina ai riformisti, come riportato dal media kuwaitiano Al-Jarida, il primo messaggio di Khamenei sarebbe stato scritto dal segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani.
La Guida suprema non sarebbe neanche stata informata del discorso (diffuso tramite una registrazione audio) e si troverebbe segretamente a Mosca per motivi di sicurezza e per sottoporsi a un intervento chirurgico. Intanto la guerra infuria in tutta la regione. No comment dal Cremlino sulla ricostruzione. Intanto, risulta che Mojtaba sarebbe scampato al raid del 28 febbraio in cui è stato ucciso il padre, perché era uscito in giardino per fare una passeggiata pochi istanti prima dell’attacco.
Ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, un missile iraniano ha ucciso un cittadino palestinese, un drone ha provocato un incendio nel nord del Paese e una serie di attacchi hanno colpito un centro petrolifero e bloccato l’aeroporto di Dubai. Altre esplosioni si sono susseguite a Doha, in Qatar, mentre alcuni frammenti di missile sono caduti nella città giordana di Irbid, ferendo un bambino.
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