Roma, 6 dicembre 2025 – I ministri, il sindaco, il ‘bullometro’, il pantheon e, ancora, il mancato confronto tra la premier e la segretaria dem. Ci sono tutti questi ingredienti nel primo giorno di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia che si è aperta ieri – e proseguirà fino al 14 dicembre – ai giardini di Castel Sant’Angelo a Roma. A tagliare il nastro, tricolore, il capo della segreteria politica Arianna Meloni, molti parlamentari di Camera e Senato, i capigruppo Galeazzo Bignami e Lucio Malan e vari ministri, tra cui Adolfo Urso ed Eugenia Roccella. E poi il sindaco, il dem Roberto Gualtieri, “doverosamente” presente “perché rappresentante di tutte le romane e i romani” e anche perché in “una democrazia matura” “le istituzioni collaborano”.
Pur avendo “le mie idee di cui sono fiero”, “collaboro con il governo, con la regione, indipendentemente dal colore politico”, chiosa Gualtieri.
Intanto il mancato faccia a faccia tra Meloni e Schlein tiene (e terrà) ancora banco. Arianna Meloni ha osservato in un’intervista che Conte e Schlein “avrebbero anche potuto coalizzarsi contro mia sorella, darsi forza l’uno con l’altra”. Invece, niente, è stata “un’occasione persa”. La radio dei gruppi parlamentari di FdI la butta sull’ironia: “Elly? Chi l’ha vista?”. Un accorato appello lo lancia anche Bignami: “Elly per favore vieni, ti troverai bene”, “non ci sono le correnti…” né “pro Pal che ti strattonano”. In difesa della segretaria interviene Gualtieri secondo il quale “sarebbe stata una bella occasione” certo, ma se non si è concretizzata “non mi sembra sia particolarmente responsabilità di Elly”.
Gualtieri ad Atreju: vi auguro una bella festa vivace, democratica
Oltre a dibattiti, pista di pattinaggio sul ghiaccio e casette dove si vendono presepi, la festa sfoggia anche un “bullometro”, con i voti alle “parole d’odio della sinistra”, e un pantheon di figure interpreti dell’egemonia dei valori cara a FdI, da D’Annunzio a Veil, passando per Kirk e Pasolini. Tra i “bulli” ci sono l’ex ministra di Italia viva Maria Elena Boschi che si becca un 3 in “originalità” e un 10 in “livore” per la frase: “C’è un posto speciale all’inferno per le donne che non aiutano le donne”.
Sulla lavagna finiscono anche Francesca Albanese (“condanno l’aggressione alla Stampa ma sia un monito”, voti 2 e 3), Maurizio Landini (“Giorgia Meloni è una cortigiana”, originalità 1, livore 10, “ha fatto sciopero dell’educazione”) e Piergiorgio Odifreddi (“sparare a Martin Luther King e sparare a un rappresentante Maga non è la stessa cosa”, originalità 2, livore 10). Nel pomeriggio va in scena un confronto tra l’ex deputata e attivista per i diritti civili Anna Paola Concia e Barbara Saltamartini, ex deputata e autrice del libro Belle ciao! Come Giorgia Meloni e la destra hanno mandato in tilt il femminismo. Per Concia Meloni premier “ha fatto bene anche alla sinistra” perché “assolutamente legata” alla scelta di Schlein per la segreteria Pd: “Conosco il mio ex partito, ci sono stata 30 anni, non era proprio un partito femminista”.