Il videogioco GTA VI è già nel mirino della politica russa

Roma, 19 gennaio 2026 – Il conto alla rovescia per Grand Theft Auto VI è già iniziato. Salvo nuovi rinvii, l’uscita è fissata al 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X. Eppure, nonostante manchino ancora 11 mesi al lancio di quello che è considerato da più parti il videogioco più atteso di sempre, è già polemica. Non per il prezzo elevato, ma per quella che si preannuncia come una possibile censura. Cosa sappiamo.

L’allarme arriva da Mosca

In Russia, infatti, il gioco rischia di non arrivare affatto. O di farlo in versione “ripulita”. A sollevare il caso è Mikhail Ivanov, vicepresidente del Consiglio Mondiale del Popolo Russo e membro dell’assemblea regionale di Bryansk. Secondo quanto riportato da NEWS.ru, Ivanov considera GTA 6 una minaccia per i giovani, accusando il titolo di diffondere contenuti volgari e distruttivi. Ora, è bene precisare che il consiglio non è un organo di governo, quindi non ha alcun potere in tal senso, anche se la sua è una voce che conta nel panorama politico della Federazione russa.

Ivanov su GTA 6: “Corrompe le nuove generazioni”

Nel mirino finiscono alcune scene ritenute incompatibili con i valori tradizionali, tra cui la presenza di spettacoli di striptease maschile. Per Ivanov si tratta di una “violazione cinica delle norme morali” e di un rischio concreto di corruzione culturale. La proposta è netta: vietare la distribuzione del gioco oppure imporre a Rockstar Games una versione speciale per il mercato russo, privata dei contenuti giudicati inaccettabili. In realtà non si tratta della prima polemica di questo tipo: da più parti questo titolo viene giudicato violento e, in effetti, la natura criminale della sua ‘trama’ è ben nota. Un anno fa, Strauss Zelnick, CEO di Take-Two, aveva precisato: “L’intrattenimento non crea un comportamento, l’intrattenimento riflette il comportamento”.

Un precedente che pesa

Non sarebbe una novità assoluta. In passato la Russia ha già bloccato o modificato titoli di grande successo. Roblox è stato bandito con motivazioni simili, mentre Call of Duty: Modern Warfare 2 arrivò sugli scaffali senza la controversa missione “No Russian”. Segnali di una linea rossa che, ciclicamente, torna a farsi vedere. Sebbene Ivanov non abbia un ruolo di governo diretto, la sua influenza politica e sociale è tutt’altro che marginale. E il mercato russo, pur lontano dai colossi di Stati Uniti e Cina, resta tra i più importanti. Un dettaglio che Take-Two Interactive, casa madre di Rockstar, difficilmente potrà sottovalutare. Per ora, però, né dalla parte di Rockstar che di Take-Two arrivano commenti ufficiali. Il dibattito resta aperto. E mentre il mondo aspetta GTA 6 come un evento epocale, le polemiche (proprio come l’hype) probabilmente sono solo all’inizio.