Influenza 2025, l’Italia a letto con la variante K: i sintomi per riconoscerla. Pregliasco: “Il picco dopo le feste”

Roma, 21 dicembre 2025 – Gli italiani sono a letto con l’influenza e la temutissima variante K o ‘super flu’, come è stata rinominata nelle aree dove si sta facendo sentire di più come il Regno Unito, che sta vivendo una stagione molto pesante e una significativa pressione sui sistemi sanitari.

Per gli esperti è proprio questo virus – A/H3N2 J.2.4.1, alias sottoclade K – che sta contribuendo particolarmente all’aumento dell’attività influenzale stagionale osservato negli ultimi mesi a livello globale, caratterizzato quest’anno da una crescita della percentuale di virus influenzali stagionali A H3N2 rilevati. Anche in Italia la nuova variante è ormai prevalente, secondo i dati che arrivano dalla sorveglianza.

I sintomi per riconoscere la variante K o ‘super flu’

E in molti si chiedono se ci siano sintomi caratteristici che permettono di riconoscerla. In realtà, precisa all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, “la vera influenza è sempre uguale. Cambia piuttosto la numerosità dei casi. La variante K ha 7 mutazioni che rendono la sua emoagglutinina più immunoevasiva”. Anche gli esperti britannici che per primi hanno lanciato un alert al riguardo evidenziavano che, forte di queste mutazioni, il patogeno sembra eludere meglio parte del sistema immunitario. Il che incide sulla maggiore capacità di circolare. Su un aspetto, però, le autorità sanitarie a livello internazionale, e anche in Italia, convergono: non ci sono segni al momento di una maggior gravità nelle manifestazioni cliniche dell’infezione da questo virus. Semplicemente, se “gli anticorpi non lo riconoscono” con la stessa solita efficienza, l’equazione è presto fatta: “Tanti casi, e quindi tanti casi gravi o impegnativi”, spiega Pregliasco.

Premesso questo, all’atto pratico, sebbene si tratti di una nuova variante, l’H3N2 si presenta proprio come la tipica influenza: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari, stanchezza e talvolta disturbi gastrointestinali, elenca per esempio un medico di base britannico, Nisa Aslam, in un focus sul ‘Telegraph’.

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Le ‘spie rosse’

Le ‘spie rosse’ da considerare per capire si è stati eventualmente colpiti dall’influenza stagionale sono sempre le solite 3: “Inizio brusco e improvviso della febbre”, sopra i 38°C, indica Pregliasco, “almeno un sintomo respiratorio” come naso chiuso o che cola, tosse, gola infiammata, “e almeno un sintomo sistemico”, quale dolori muscolari o articolari e stanchezza, spossatezza marcata.

Pregliasco: “Il picco dopo le feste”

 “Negli ultimi 7 giorni monitorati abbiamo avuto più di 800 mila casi” di infezioni respiratorie acute e la curva continuerà a salire. Visto l’andamento sostenuto, “nella settimana clou del Natale potremmo arrivare a superare il milione” di casi. E’ quanto prospetta all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, commentando l’incremento dell’attività dei virus respiratori registrato in questi giorni in Italia, come segnala l’ultimo bollettino della rete di sorveglianza nazionale RespiVirNet. In Italia “siamo ancora in una fase di crescita, testimoniata dall’importanza dell’incidenza nella fasce d’età più giovane, 0-4 anni in particolare, e 5-14, che sono un po’ il segno della spinta in avanti dell’epidemia”, analizza il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale e direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio del capoluogo lombardo. “Presumibilmente le feste saranno un elemento facilitante”, sottolinea l’esperto citando i “viaggi, i baci e abbracci” che si scambieranno durante le vacanze, e i vari “momenti di contatto”, fra i fattori che contribuiranno a spingere ancora più in su i numeri. Cosa aspettarsi? “Alla riapertura delle scuole vedremo ancora un incremento – conclude Pregliasco – e quindi il picco” dei casi della stagione, “che arriverà – si può stimare – poco dopo le festività”, come tipicamente accade.