Sessantasei anni di vita, un pubblico che non smette di crescere e una stagione 2025 che li ha piazzati al terzo posto in Italia per numero di biglietti venduti. I Legnanesi sono un caso davvero unico ma anche straordinario nel panorama di un teatro italiano che mostra segni di stanchezza e anche di crisi.
Antonio Provasio, regista e memoria storica della compagnia, protagonista delle comedie de I Legnanesi dal 1999 nei panni della Teresa, Enrico Dalceri (la Mabilia) e Italo Giglioli (che dal 2022 ha raccolto l’eredita de il Giovanni, il marito di Teresa) portano avanti con ostinazione e passione la tradizione della rivista all’italiana, spettacolo dopo spettacolo, cortile dopo cortile. Con “I Promossi Sposi” sono in tour fino a maggio. Li abbiamo incontrati.
Quarantaquattro repliche al Manzoni: un risultato storico
Antonio, avete appena chiuso al Teatro Manzoni di Milano con quarantaquattro repliche e ottocento spettatori a sera. La compagnia non recitava in corso Manzoni dal 1966… Come si festeggia un risultato del genere? “Siamo felicissimi di essere tornati al Teatro Manzoni ma anche e soprattutto di avere tenuto la scena per quarantaquattro date filate, sette settimane, nessun’altra compagnia ha avuto così tante repliche a Milano. L’accordo è che il Manzoni sarà la nostra casa per questa e per altre due stagioni. Tutti i milanesi che ci vorranno venire a trovare sanno dove siamo. E poi come al solito gireremo tanto, il più possibile, ovunque ci sia richiesta”.
Il ritorno al Manzoni dopo 60 anni è il segnale di una vera consacrazione per la compagnia che ha vissuto anni di transizione non facili: “Pensiamo che questo sia un passaggio fondamentale che di fatto riunisce la tradizione e la cultura lombarda tra il teatro e I Legnanesi, quindi per noi è una cosa molto bella, particolare. Tornare in quella sala dopo così tanto tempo, su quel palco che ha una storia immensa, ha avuto un significato speciale per tutti noi. E poi il pubblico non ci ha deluso, come del resto non ci delude mai: vedere quella platea piena sera dopo sera è qualcosa che ti riempie il cuore, ogni volta come se fosse la prima.”
“I Promossi Sposi”: la trama tra satira e la morale
Lo spettacolo parte da un pretesto comico — la scomparsa del certificato di matrimonio di Teresa e Giovanni – ha una morale precisa… “Non volevamo scomodare l’immenso Manzoni. La nostra non voleva essere una rivisitazione né tantomeno un adattamento. Quest’anno volevamo mettere al centro dell’attenzione la famiglia e la sua importanza. Teresa, Giovanni e Mabilia sono comunque una famiglia con i propri equilibri e le sue solidità. Siamo convinti che la famiglia sia importante, la famiglia intesa in senso ampio, come luogo affettivo, come rete di persone che si vogliono bene e si danno una mano e che spesso si concretizzano tra i vicini di casa, gli amici più stretti. Il concetto di famiglia allargata è semplice ma attuale e potente, e il pubblico lo sente.”

La Mabilia, le Olimpiadi e il pubblico che cambia
Enrico Dalceri, nei panni della Mabilia ha anche dovuto accendere il braciere olimpico: “Era un argomento di estrema attualità non senza qualche polemica e sarcasmo. Ci tenevamo a dare la nostra versione e il nostro omaggio della Milano Olimpica. In fondo sono le prime che passano da qui. Il tutto in uno spettacolo che deve parlare di attualità anche perché a teatro ci sono persone informate, e tanti giovani, anche giovanissimi portati dalle mamme o dai nonni che a volte traducono loro le battute in milanese più stretto. Al dialetto non rinunciamo anche se il nostro tentativo è comunque quello di farci capire sempre di più e sempre meglio da tutti.
Il tutto con un pubblico che con gli anni è decisamente cambiato: “È proprio questo il bello de I Legnanesi in questi ultimi anni è che il nostro pubblico si è rinnovato, facedosi sempre più eterogeneo e trasversale. La Mabilia sta allargando la sua cerchia di fan anche tra giovanissimi, e questo mi fa un enorme piacere. Quindi tornando alle Olimpiadi, non potevamo non cogliere questa opportunità: le nostre commedie sono sempre molto attuali, ed è bello poter portare sul palco un pezzo di storia che sta accadendo proprio adesso, qui da noi.”
Italo Giglioli: diventare il Giovanni
Anche se Italo Giglioli è il più ‘anziano’ della compagnia dal punto di vista anagrafico – cinque anni più di Dalceri e Protasio e moltissimi anni tra teatro e tv, cabaret e commedie – è il più giovane della compagnia, arrivato solo nel 2022. Una transizione non facile: “C’è voluto per il pubblico ma anche per me per sentirmi davvero del tutto a casa nei panni del Giovanni. Il ruolo è consolidatissimo, la sua è una maschera irrinunciabile nei Legnanesi: è la vittima predestinata, l’uomo di casa soverchiato da moglie e figlia. Ma è anche un personaggio dolce, pieno di umanità e di sfumature delicatissime. Quest’anno quando scoprirà che il suo certificato di matrimonio è carta straccia a rimanerci male sarà soprattutto lui e ce la metterà tutta per riconquistare la moglie in modo anche molto grottesco e bizzarro”.
Il tutto prendendo un ruolo difficile… Luigi Campisi aveva recitato nei panni del Giovanni per oltre quarant’anni. Nel 2019 la separazione dalla compagnia, con qualche strascico polemico. Ora vive in Puglia dove gestisce lo splendido bed and breakfast della sua compagna, mancata prematuramente lo scorso anno. Lorenzo Cordara, che gli era subentrato per tre stagioni nel 1999, aveva faticato nei panni di un uomo che sul copione avrebbe dovuto avere quaranta-cinquant’anni più di lui.
Giglioli con il tempo ha riportato Giouan alle sue origini: “I primi tempi sono stati impegnativi, sentivo che il pubblico mi studiava, cercava di capire se ero davvero all’altezza del ruolo e della sua storia. Ho cercato di mettermi al servizio della compagnia e del copione, portando qualcosa di mio. Questo è stato lo spettacolo in cui sicuramente mi sono sentito più a mio agio. Il Giovanni è un personaggio bellissimo, apparentemente schiacciato dalla Teresa ma in realtà pieno di risorse. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.”

La televisione? “Forse è lei ad aver bisogno di noi”
Vi hanno proposto di andare in tv. Avete detto no, ma non esattamente per le ragioni che uno si aspetterebbe… “Senza volere sembrare snob o presuntuosi, crediamo che si possa fare a meno della televisione. Siamo a teatro, la gente lo sa e chi vuole vederci sa come farlo. Riempire il Manzoni con così tanta gente per così tante settimane è un dato di fatto. Non credo che questa compagnia abbia bisogno della TV, forse la TV ha bisogno di noi — ma se sarà, decideremo noi come, quando e con che cosa. Abbiamo avuto esperienze in passato, su Rete 4, sulla Rai, e sono andate bene. Ma quello che ci interessa davvero è che la gente venga a vederci dal vivo. Li preferiamo in sala che davanti allo schermo. Il teatro ti dà qualcosa che la televisione non può darti: la presenza, l’energia, quel filo invisibile che si crea tra il palco e la platea e che cambia ogni sera.”
La vera sfida potrebbe essere qualcosa di completamente diverso: “Forse una sit-com qualcosa che abbia senso nel format televisivo e che la gente non possa vedere a teatro. Ma al momento siamo concentrati a chiudere questa stagione che è lunghissima e faticosa. Poi inizieremo a pensare alla prossima, per la verità stiamo già raccogliendo il materiale. E vedremo”.
Fino alla fine di maggio i Legnanesi sono in replica a teatro anche molto lontano da casa, Roma inclusa con I Promossi Sposi, forte anche di qualche personaggio di spalla davvero forte: Raoul, il personal trainer gender fluid in caschetto occhialini e completino animalier, e il guru indiando Asvapanda. Davvero divertenti.
Calendario I Legnanesi
Marzo 2026
Dal 18 al 22 marzo – Seregno
Dal 24 al 29 marzo – Varese
Aprile 2026
8 aprile – Castiglione delle Stiviere (MN)
10 aprile – Bassano del Grappa (VI)
12 aprile – Roma
15-19 aprile – Legnano
21 aprile – Casale Monferrato (AL)
Dal 23 al 26 aprile – Como
28 aprile – Villadossola (VB)
30 aprile – Lugano (CH)
Maggio 2026
1-2 maggio – Lugano (CH)
6 maggio – Monza
8-10 maggio – Concorezzo
15-16 maggio – Genova
19 maggio – Pallanza (VB)
21-24 maggio – Gallarate