“Israele demolirà tutte le case nei villaggi di confine in Libano”. L’annuncio choc di Katz

Tel Aviv, 31 marzo 2026 – Misura choc di Israele: tutte le case nei villaggi libanesi vicino al confine israeliano saranno demolite. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Israel Katz, sottolineando che intende procedere “come a Rafah e Beit Hanoun”, riferendosi alle aree della Striscia di Gaza dove l’Idf ha effettuato demolizioni su vasta scala di abitazioni durante la guerra. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz

“Circa 600.000 residenti evacuati dal Libano meridionale non potranno far ritorno finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti nel nord di Israele”, ha annunciato Katz, affermando che l’Idf istituirà una zona cuscinetto nell’area e mantenuto il controllo fino al fiume Litani.

Intanto l’Europa e la comunità internazionale (tranne gli Usa) condannano la legge del governo Netanyahu che introduce la pena di morte per i palestinesi accusati di terrorismo: il giudice può imporla anche se non viene chiesta dall’accusa.

Israele, sì della Knesset alla pena di morte per palestinesi

Ue: “Pena di morte è grave passo indietro”

L’Unione Europea esprime “grande preoccupazione” per la legge sulla pena di morte votata in Israele, che definisce “un passo indietro” e presenta una “natura discriminatoria”. Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione, notando come in Israele si siano levate voci contrarie e che ci sia un appello alla corte suprema.

“La pena di morte è una violazione del diritto alla vita, e questo è un valore fondamentale per l’UE”. Lo ha detto il portavoce della Commissione agli Esteri, Anouar El Anouni, durante il briefing quotidiano con la stampa.

“Ricordiamo che Israele ha a lungo sostenuto un modello di fatto sia per le esecuzioni che per le condanne a morte, dando così l’esempio nella regione, nonostante la complessa situazione di sicurezza e violenza”, ha proseguito El Anouni rispondendo ai giornalisti. “Detto questo, l’approvazione di questa legge rappresenta un grave passo indietro rispetto a questa importante prassi e alla posizione che Israele stesso ha espresso in passato. Noi, come UE, abbiamo una posizione chiara: chiediamo a Israele di rispettare i suoi principi precedenti, i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale e il suo impegno per i principi democratici”.

Il ministro della Difesa, Israel Katz
La conferma del ministro della Difesa Katz

La nuova legge della Knesset

La Knesset ha approvato in lettura finale la legge che introduce la pena di morte in Israele per atti di terrorismo, passata con 62 voti a favore e 48 contrari. Il premier Benyamin Netanyahu ha votato a favore, mentre uno dei partiti ultraortodossi della coalizione si è opposto. Ma la legge ha incassato il sostegno del partito di opposizione di Avigdor Lieberman.

Secondo il testo, è passibile di condanna a morte ”chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”. Il testo finale prevede che il tribunale abbia la facoltà di convertire la pena in ergastolo, nonché di imporre la pena capitale anche se non richiesta dall’accusa e senza che sia necessaria unanimità tra i giudici.