La guerra nel Golfo si ripercuote sul turismo: 4 milioni di italiani cambiano destinazione per Pasqua

Roma, 21 marzo 2021 – La guerra in Iran si ripercuote sul turismo italiano diretto verso l’area del Golfo. Nonostante le rassicurazioni della Fanesina, 4 milioni di Italiani hanno cambiato i programmi di viaggio pasquali: 2,9 milioni non partiranno e altri 920mila hanno modificato la destinazione.

Solo l’8% ha modificato i piani a causa dei rincari, tutti gli altri lo hanno fatto per il timore di attacchi alle mete più gettonate e la chiusura improvvisa degli spazi aerei, rischiano di rimanere bloccati durante gli scali, come è già accaduto a Dubai, Abu Dhabi e Doha

Minacce dell’Iran a mete turistiche? “Non vedo rischi imminenti in Italia, ma certamente non va mai sottovalutata. I controlli sono aumentati dall’inizio della guerra, la prevenzione fondamentale”, ha sottolineato ieri sera il ministro Antonio Tajani al Tg4

Minacce alle mete turistiche? Tajani: “I controlli sono aumentati”

“Le nostre forze dell’ordine, le nostre intelligence sono al lavoro da quando è scoppiata la guerra e quindi i controlli sono aumentati. E questo però non ci deve neanche costringere a essere spaventati di tutto, perché al momento io non vedo rischi imminenti nel nostro Paese, però è giusto che si innalzi il livello di sicurezza proprio perché la prevenzione è fondamentale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato dal Tg4.

“Tutte le azioni delle nostre forze dell’ordine vanno nella direzione di tutelare i nostri cittadini, ma anche i cittadini stranieri che vengono a passare le loro vacanze in Italia”, ha aggiunto il vicepremier.

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Cambiano le mete di Pasqua, gettonati i viaggi a cortissimo raggio

A causa del conflitto in Iran circa 4 milioni di Italiani hanno cambiato i loro programmi di viaggio pasquali. Questo il primo dato emerso dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca ‘mUp Research’ e Norstat. Circa 2,9 milioni di italiani hanno deciso di non partire, mentre poco meno di 920mila hanno scelto di cambiare destinazione.

Fra chi ha cambiato meta, la principale è diventata l’Italia seguita, più genericamente, dall’Europa. Ben distanti tutte le altre destinazioni e, anche, il gruppo di chi ancora non ha scelto la località per la propria vacanza di Pasqua. Inoltre, emerge dalla ricerca, l’8% di chi dichiara di aver cambiato destinazione del viaggio lo ha fatto per ragioni economiche e per il rincaro dei prezzi.

“La definizione delle mete scelte da chi ha cambiato destinazione rispecchia a pieno la classifica generale dei viaggi. Visto il periodo di grande incertezza e gli aumenti connessi in buona parte proprio al conflitto in Iran, molti hanno scelto il corto o cortissimo raggio anche, ad esempio, per risparmiare sulla benzina“, spiegano gli esperti di Facile.it.

Gli italiani disertano il Golfo: 15 milioni di cancellazioni

Secondo le proiezioni di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppo, l’incertezza internazionale e alcune difficoltà operative nel traffico aereo stanno già influenzando le decisioni dei viaggiatori. Un primo indicatore dell’impatto potrebbe emergere già durante le vacanze di Pasqua, periodo che storicamente concentra circa il 13% dei viaggi annuali verso le destinazioni del Golfo. Le stime indicano per il periodo pasquale circa 72mila partenze dall’Italia, per un valore economico complessivo vicino ai 120 milioni di euro.

“Le prime indicazioni del mercato segnalano però un rallentamento della domanda: si registrano circa 15mila cancellazioni e oltre 25mila prenotazioni ancora in attesa di conferma, con un valore economico potenzialmente esposto pari a circa 50 milioni di euro“, sottolineano gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.

Cosa succederà in estate: la domanda potrebbe ridursi fino al 30%

L’impatto più significativo potrebbe però emergere nei mesi estivi, quando si concentra circa un terzo dei flussi annuali verso l’area del Golfo. Tra giugno e settembre sono attese circa 250mila partenze dall’Italia, per un mercato stimato in oltre 400 milioni di euro.

Nel complesso, tra primavera ed estate il mercato italiano dei viaggi verso il Golfo vale circa 520 milioni di euro, con 170 milioni potenzialmente esposti al rischio di cancellazioni o rinvii. “Se il clima di instabilità dovesse proseguire nei prossimi mesi, la domanda potrebbe ridursi fino al 30%, con una perdita potenziale di circa 60mila viaggi e un impatto economico superiore ai 120 milioni di euro“, avvertono gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.

Viaggi cancellati e riprogrammati dai tour operator

Sul piano operativo alcuni operatori turistici stanno già intervenendo sulle programmazioni. Il tour operator Vamonos Vacanze, ad esempio, ha sospeso in via precauzionale tutti i viaggi verso le destinazioni del Golfo fino al primo maggio, in particolare verso gli Emirati Arabi Uniti. E, per quanto riguarda invece i viaggi di lungo raggio che prevedono scali negli hub dell’area – Dubai, Abu Dhabi e Doha – la situazione viene monitorata quotidianamente. In alcuni casi, i voli vengono riprogrammati con compagnie aeree alternative, con costi sostenuti direttamente dall’operatore turistico.

 Le destinazioni alternative

L’incertezza geopolitica ridisegna le preferenze dei viaggiatori italiani. Si stanno infatti registrando aumenti della domanda per alcune destinazioni percepite come più stabili, tra cui Spagna, Grecia, Italia, Capo Verde, Caraibi e Africa.

“Un ulteriore effetto della crisi riguarda il costo dei trasporti“, mette in evidenza il tour operator. Alcuni viaggiatori stanno infatti anticipando le prenotazioni per evitare gli aumenti dei prezzi dei voli previsti nelle prossime settimane.