Montepulciano (Siena) – La sintesi, nel corso di una lunga giornata di interventi, la dà naturalmente Andrea Orlando, uno dei promotori della maxi assemblea del Correntone Pd a Montepulciano: “Elly Schlein ha ridato un orizzonte al Pd ed è forte non solo perché ha vinto le primarie, ma perché rappresenta questa comunità. Abbiamo una leadership e abbiamo una coalizione, ma abbiamo anche un partito e lo dobbiamo utilizzare di più”. Eccolo là, il dilemma che si è agitato nei giorni che hanno preceduto questa assise: si vuole rafforzare o condizionare la segretaria? Né l’uno né l’altro, assicura Orlando: “Non siamo qui a dare consigli a una leader, c’è molto patriarcato in questo: a un segretario uomo non si direbbe. Siamo a condizionare nella misura in cui un dibattito può farlo”. Ma sta di fatto che la rivendicazione di un ruolo più forte, di un maggiore coinvolgimento del partito è una chiave di lettura della tre giorni.

Sabato 29 novembre Elly Schlein all’assemblea del Pd
La platea applaude più volte. Un migliaio di persone, stipate nella tensostruttura allestita in tutta furia sotto le storiche mura di Montepulciano dove nella mattina di sabato 29 novembre arriverà Elly Schlein, a collocarsi alla testa della variegata maggioranza del partito. “Spetta a lei guidarci nelle elezioni del 2027, il Pd o lo cambiamo ora o non lo cambiamo più”, dice Marco Sarracino, deputato fedelissimo della prima ora. “È lei la soluzione naturale per la corsa a premier”, rilancia anche Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli.

Il caso Atreju: “Se ci dividiamo facciamo il gioco delle destre”
C’è da dirlo agli alleati, chiaro. In particolare al Movimento 5 Stelle e a Giuseppe Conte, dopo le frizioni sulla partecipazione ad Atreju, con le oscillazioni tra “vado-non vado”, “vado io-andiamo insieme”, “non va nessuno” dei giorni scorsi. “Se ci dividiamo anche su cosa rispondere a Meloni in merito alla partecipazione ad Atreju, non facciamo altro che fare il gioco delle destre. Il risultato, forse anche non voluto, è ancora una volta quello di apparire senza una posizione unitaria di fronte a Meloni”, osserva Dario Nardella, europarlamentare ed ex sindaco di Firenze. È uno dei presenti che allarga il fronte della maggioranza congressuale di Schlein, cioè AreaDem di Dario Franceschini, Dems di Andrea Orlando, gli ex Articolo Uno di Roberto Speranza.
Regionali, Schlein: “La partita per le politiche e’ apertissima”
Dal lavoro povero alla deriva dell’astensionismo: l’agenda del Correntone dem
Nardella, appunto, come la vicepresidente della Camera Anna Ascani, la deputata Debora Serracchiani, il gruppo di Crea tra cui Beatrice Lorenzini, Marco Simiani, Antonio Nicita e tanti altri. Da qui il neologismo Correntone a rappresentare un’ampia – ancorché assai eterogenea – maggioranza del partito. Con l’obiettivo magari di provare a non chiudere il confronto nelle stanze del partito, ma aprirlo anche a vari mondi della società civile: ci sono le parti sociali, i rappresentanti delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, diplomatici e accademici. Si parla di “lavoro povero” (Gronchi, Confesercenti), del peso della burocrazia (Marchesini, Industriali), della deriva dell’astensionismo (“come si può costruire l’alternativa in un Paese in cui il 50 per cento non va votare, è un problema anche sindacale”, Landini, Cgil).
Si parla molto anche di politica internazionale, ovvio, con particolare attenzione al dramma della Palestina. Ma anche ai risvolti assai poco nobili di casa nostra. “Sfasciare le redazioni dei giornali – dice Andrea Orlando – non è il modo per aiutare il popolo palestinese”.