Brendan Fraser e Rachel Weisz si ritroveranno sullo stesso set quindici anni dopo per una nuova avventura tra deserti, tombe sepolte e maledizioni invisibili. La saga de ‘La Mummia’, che ha segnato un’intera generazione a cavallo tra anni ’90 e 2000, è pronta a riemergere dalla sabbia per un quarto capitolo. Secondo indiscrezioni riportate da Variety, il progetto è già partito. In regia ci sarebbe il collettivo Radio Silence, il duo Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, conosciuti per Ready or Not e per la rinascita recente del franchise Scream. Cosa sappiamo.
Il progetto dl quarto capitolo de ‘La Mummia’
Secondo le prime indiscrezioni, la Universal non vuole solo continuare, vuole ridefinire la saga mantenendo però la coppia simbolo. Fraser, reduce da un ritorno al centro dell’attenzione dopo il successo di ‘The Whale’, e Weisz, impegnata negli ultimi anni più sul versante autoriale che blockbuster, dovranno riportare in vita quei personaggi che lanciavano battute mentre affrontavano poteri antichi. La produzione sarebbe affidata nuovamente a Sean Daniel, figura centrale della trilogia originale. Accanto a lui ci sarebbero Paul Neinstein, William Sherak e James Vanderbilt, nomi già legati a Radio Silence. Se confermati, i due registi avrebbero in mano una sfida: non bastano piramidi e sabbie in movimento. Serve fascino, ritmo, ironia e un tocco di mistero che oggi, con la moda del “dark reboot”, rischia di svanire. Insomma, il quarto capitolo dovrà essere qualcosa di diverso rispetto alle altre ‘mummie’. La sceneggiatura è in fase di sviluppo. Non ci sono dettagli sull’ambientazione o sull’antagonista. Nessuna conferma ufficiale sugli altri membri del cast, almeno per il momento. Ma il solo ritorno del duo Fraser-Weisz ha già fatto sognare i fan.
La saga e ciò che ha significato
Quando ‘La Mummia’ uscì nel 1999, non voleva essere un horror puro. Era un’avventura brillante, con l’archeologia come pretesto narrativo e l’Egitto come teatro sospeso tra storia e leggenda. Era il richiamo dell’ignoto, ma senza il peso del terrore. La maledizione non era solo mostruosa: era romantica. Un amore condannato oltre i secoli. Un passato che non voleva essere dimenticato. Insomma, un’alchimia unica che è stata poi il vero segreto del suo successo. Non a caso, il film incassò più di 400 milioni di dollari nel mondo. Il seguito, Il ‘Ritorno della Mummia’, consolidò personaggi e folclore. Weisz si fermò lì. Fraser proseguì fino a ‘La Tomba dell’Imperatore Dragone’ nel 2008, ambientata in Cina, con atmosfere diverse e senza Weisz, sostituita da Maria Bello. Una deviazione che lasciò molti spettatori con una sensazione di amaro in bocca.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo capitolo
Hollywood ‘vive di resurrezioni’, in questi ultimi anni più che mai. Chissà se sia una tendenza figlia di una ‘crisi di idee’ o un semplice esperimento di marketing. Ma alcune, a volte, non sono solo operazioni commerciali: ci sono ritorni che toccano la memoria emotiva, il cuore. Forse il segreto sarà non dimostrare nulla. Solo riaprire una porta nella sabbia, lasciando uscire ciò che custodivamo ancora.Ci sono storie che sembrano morte, ma che stanno solo ‘dormendo’ in attesa di qualcuno che osi pronunciare il loro nome. Chissà, forse quella de ‘La Mummia’ sarà una di queste.