La storia dei due anziani sfrattati dal lido dove andavano da cinquant’anni: “Preferiscono i giovani che spendono al bar”

A Pescara una coppia di pensionati di 86 e 82 anni si è vista togliere il proprio posto in prima fila nel loro lido preferito dopo oltre cinquant’anni, con una comunicazione via WhatsApp che ha chiuso bruscamente una consuetudine costruita nel tempo. “Vi auguriamo il meglio per la prossima stagione”, è il messaggio ricevuto, accompagnato dalla spiegazione dei nuovi gestori: “Stiamo riorganizzando i nostri spazi e non possiamo confermare la vostra assegnazione”. La storia è stata raccontata dal Centro in questi giorni.

Per Luigi e Rosaria, quel posto non era solo un ombrellone, ma un punto fermo dell’estate, condiviso per decenni con amici e familiari. Negli anni avevano conquistato la prima fila, simbolo di fedeltà premiata anche con sconti e con la possibilità di pagare sempre in anticipo. Un rapporto consolidato che, con il cambio di gestione avvenuto due anni fa, si è però incrinato fino alla rottura.

Dietro la decisione, secondo quanto riferito dalla coppia, ci sarebbe una precisa strategia: “Preferiscono i giovani che spendono al bar e al ristorante”. I titolari respingono l’accusa di discriminazione e parlano invece di una nuova impostazione: “Stiamo orientando la struttura verso una clientela più dinamica, che viva lo stabilimento in modo completo, seguendo modelli di fruizione diversi rispetto al passato”. Una linea che, di fatto, privilegia chi garantisce maggiori consumi.

Dopo il messaggio, i coniugi hanno cercato un confronto diretto. “Siamo andati per sapere se ci spostavano dietro”, raccontano, ricevendo però solo una risposta incerta: “Forse c’era una possibilità in terza fila”, subordinata alla decisione di un altro cliente. Poi nessuna conferma. “Ci hanno detto che ci avrebbero fatto sapere”, ma non è arrivata alcuna risposta, se non il silenzio e una segreteria telefonica.

Quando il caso è esploso sui media, i gestori hanno parlato di un tentativo di rimediare: “Abbiamo contattato i signori per comunicargli la disponibilità di una quarta fila, ma loro non hanno accettato”. Una versione smentita con decisione: “Nessuna proposta di quarta fila, stiamo scherzando?”. E ancora: “Sentir dire il contrario mi fa sentire diffamato”.

La vicenda ha sollevato un dibattito più ampio. Da un lato le scelte imprenditoriali, dall’altro il tema dell’accesso a un bene pubblico.

Per la coppia, però, la questione resta soprattutto personale. “La toppa è stata peggio del buco”, dicono, parlando di un trattamento che li ha fatti sentire “maltrattati e umiliati”. Dopo più di mezzo secolo, la decisione è presa: “Non li voglio più vedere”. Cambieranno spiaggia, lasciando alle spalle non solo un posto al mare, ma un pezzo importante della loro vita.

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