La storia di Nessy Guerra, bloccata in Egitto con la figlia: condanna per adulterio e paura costante per la vita di entrambe

Nessy Guerra, italiana vittima di violenza, bloccata in Egitto con la figlia, rischia carcere e perdita dell’affidamento. Appello urgente per aiuto.

Nessy Guerra, originaria di Sanremo, è stata condannata in primo grado dal tribunale di Hurghada a sei mesi di carcere per adulterio, reato gravissimo secondo la legislazione egiziana. L’accusa è stata avanzata dal marito italo-egiziano Tamer Hamouda, che la donna sostiene di non aver mai commesso. La sentenza di secondo grado è prevista per il 21 aprile e, se confermata, comporterebbe non solo l’ingresso in carcere, ma anche il rischio concreto di perdere l’affidamento della figlia Aisha, di tre anni. Attualmente Hamouda ha ottenuto la detenzione del passaporto della bambina, impedendole di lasciare il Paese. Nessy e Aisha vivono in una località segreta, costrette a spostarsi continuamente per sfuggire alle minacce del marito, noto per episodi di violenza già accertati in Italia.

Dall’amore alla violenza

La storia tra Nessy Guerra e Tamer Hamouda iniziò in Italia, tra momenti iniziali di amore e passione. Trasferitisi in Egitto e sposati, la nascita della figlia segnò l’inizio degli abusi. Secondo la donna, il marito divenne violento verbalmente, psicologicamente e fisicamente. Una notte, per salvarsi, Nessy fuggì con la bambina, scatenando la rabbia dell’uomo, già condannato per stalking e maltrattamenti in Italia. Quando i tribunali hanno mostrato favore verso la madre, Hamouda ha presentato un’accusa di adulterio nel 2024, inizialmente archiviata per insufficienza di prove, e riaperta successivamente con presunti testimoni falsi.

La vita sotto minaccia e l’appello all’Italia

Da oltre due anni madre e figlia vivono nascoste, sottoposte a minacce continue di morte e molestie psicologiche. Nessy denuncia insulti, tentativi di riappacificazione grotteschi e aggressioni dirette a familiari e legali. Nonostante l’attenzione mediatica de Le Iene e una petizione su Change.org avviata da Roberta Rei, l’intervento politico italiano resta tiepido. Nessy chiede un’azione concreta del governo per proteggere lei e Aisha, garantendo loro sicurezza e libertà.

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