La strage dei ragazzi a Crans-Montana: almeno 47 morti. Chi sono i 6 dispersi italiani. “Trappola di fuoco, solo una scala stretta per scappare”

CRANS MONTANA (Svizzera) – “C’est terrible. Terrible”. Daria stringe al petto un piccolo mazzo di fiori. C’era anche lei nell’inferno di Capodanno a Crans-Montana. È riuscita a fuggire in tempo dal rogo in cui sono morti almeno 47 ragazzi e 112 feriti tra cui 13 italiani (5 con ustioni gravi). Sei i connazionali che non si trovano e che potrebbero essere fra le vittime. Lei è salva ma nel pub Le Constellation c’erano anche i suoi amici. Qualcuno non ce l’ha fatta. Qualcun altro è disperso. Gli occhi lucidi, rivolge lo sguardo oltre il nastro di plastica teso dalla polizia per delimitare la Rue Centrale dove s’affaccia il locale della strage. Quando ormai la sera ha ‘cancellato’ le montagne innevate che circondano l’esclusiva località della Svizzera francese inizia una silenziosa processione attorno a quel cordone di sicurezza. E di rispetto per i ragazzi, molti non ancora maggiorenni, morti nel rogo. Arrivano anche dai paesi vicini.

I 6 dispersi italiani nella strage a Crans-Montana: “Corpi resi irriconoscibili dalle fiamme”. Nessuna vittima già identificata

Crans-Montana, fiori in ricordo dei ragazzi morti nell'incendio: lacrime e dolore
Mourners gather in front of flowers and candles laid near the site where a fire ripped through a crowded bar during New Year’s Eve celebrations in the Alpine ski resort town of Crans-Montana on January 1, 2026. Around 40 people were killed and over 100 injured when a fire ripped through a crowded bar in the luxury Swiss ski resort town of Crans-Montana as young revellers rang in the new year, police said. Police, firefighters and rescuers rushed to the popular resort, which is set to host the Ski World Cup from January 30, after the fire broke out in the early hours of New Year’s Day. (Photo by MAXIME SCHMID / AFP)

“Mi vengono i brividi, mi sembra di sentire ancora le urla di strazio arrivare da là”

Dalla strada che da valle si arrampica tra lussuose ville e resort, Crans-Montana somiglia a un presepe. Le luminarie sono accese, all’ultima rotonda prima di entrare in paese c’è la scritta “Buon Natale” anche in francese. La piazza del casinò è animata. I locali pieni. I ristoranti pure. Poche centinaia di metri più avanti, la strada in discesa ‘sprofonda’ anche nel silenzio.

Crans-Montana, l’inchiesta sulla strage: l’incendio partito nel piano sotterraneo del bar. “Candele sullo champagne o petardo”

“Stasera chiudiamo prima. Non è proprio il caso di fare serata”, scuote la testa il cameriere del Vignaio, a poche decine di metri dal Constellation. La notte di Capodanno “eravamo aperti per un evento privato. Mi vengono i brividi, mi sembra di sentire ancora le urla di strazio arrivare da là”. E con un cenno del capo, mentre finisce di impiattare gli ultimi aperitivi, indica i tendoni allestiti dai soccorritori nella piazza davanti al Constellation. Lì sotto sono al lavoro gli inquirenti e i medici legali per il doloroso tentativo di recuperare i corpi dei ragazzi che non sono riusciti a mettersi in salvo quando il locale è stato avvolto dalle fiamme.

L’incendio a Crans-Montana e l’esplosione: l’ipotesi delle “candele sullo champagne”. Ma le testimonianze divergono

Esplosione a Capodanno in un bar di Crans-Montana: 40 morti e 100 feriti

“Qualcuno ha rotto il vetro delle finestre pur di lanciarsi all’esterno. Ho sentito le urla dei genitori, non le posso dimenticare”

Pochi minuti prima dell’1.30 nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio. Un incendio e, dicono, alcuni scoppi mentre era in corso una festa di Capodanno con molti ragazzi giovanissimi. Il panico. Ma non tutti sono riusciti a mettersi in salvo. Molti non sono riusciti a trovare la via di fuga. L’unica via di uscita, attraverso una scala angusta. Qualcuno ha rotto il vetro delle finestre pur di lanciarsi all’esterno. “Noi abbiamo quattro amici dispersi”, racconta Federico, 19enne di Milano. In mano ha il telefonino. Continua a riguardare uno dei tanti video postati sui social.

Lo strazio di Carla, madre di Giovanni Tamburi: “Ditemi dov’è il mio angelo, andrei a prenderlo anche all’inferno”

Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini dispersi a Crans-Montana

“In questo c’è Greg… ecco è lui che corre via – lo commenta -. Era vestito così. E quello subito dietro è Giovanni (Tamburi, il 16enne di Bologna disperso), ma lui non si trova. Com’è possibile? E se fosse tornato indietro? Non ho dubbi, è Giovanni, mi ricordo com’era vestito”. Eppure Giovanni manca all’appello. “Anche Riccardo Minghetti che è di Roma, Chiara Costanzo e Achille Barosi. Loro sono di Milano. Sentire le urla di disperazione dei loro genitori… non me lo posso dimenticare”. E pensare che pure Federico, Marco e Gabriele avrebbero potuto essere lì.

La strage dei ragazzi a Crans-Montana
Un fermo immagine tratto da un video della polizia cantonale del Vallesse mostra i soccorsi dopo l’incidente a Crans Montana, 1 gennaio 2026. ANSA/ UFFICIO POLIZIA CANTONALE DEL VALLESE +++ UFFICIO STAMPA +++ FOTO NON IN VENDITA – DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++

“Sembrava di essere in un film, si capiva benissimo che la situazione era gravissima. Una roba allucinante”

Invece gli addetti del locale “ci hanno detto di metterci in coda e di aspettare – racconta -. Eravamo un po’ indecisi se fermarci o andare da un’altra parte. Poi però è arrivato il pullman che portava su a Montana, per un evento in piazza a un chilometro da qui e allora siamo corsi sul bus. Qualcuno è rimasto giù. Come Giovanni”.

Le Constellation, cos’è e dov’è il locale della tragedia a Crans-Montana: il bar segreto, il bunker e la terrazza panoramica riscaldata

Ognuno ha fatto la sua serata, ma “a un certo punto abbiamo sentito le sirene di ambulanze, pompieri, polizia e in un attimo ci è arrivata la notizia di quello che era appena successo”. Il cuore in gola, “ci siamo precipitati qua. Quando siamo arrivati avevano già transennato tutto e spento l’incendio, ma c’erano delle brutte scene. Strazianti”. Un incubo. “Sembrava di essere in un film, si capiva benissimo che la situazione era gravissima. Una roba allucinante”. Il pensiero va dritto ai loro amici: “Appena siamo arrivati davanti al blocco della polizia ci siamo attaccati al telefono per provare a contattare i nostri amici che sapevamo essere in quel locale. Qualcuno era fuori a fumare quando è scoppiato l’inferno e si è salvato. Altri sono stati ricoverati”.

Crans-Montana, lacrime e fiori per le vittime della strage di Capodanno

Gli italiani dispersi: Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Emanuele Galeppini e Giuliano Biasini

Il telefonino di Chiara, Achille, Riccardo e Giovanni, invece, non dava segnale. Irraggiungibili. Dispersi come Emanuele Galeppini e Giuliano Biasini. I sei italiani dispersi. E’ l’ultimo conteggio confermato da Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore d’Italia in Svizzera. Una lista compilata raccogliendo le testimonianze dei familiari che si sono radunati al centro di informazioni allestito al centro congressi in Route des Mélèzes. Cinturato. Vietato raggiungerlo. Il cordone della polizia è rigido. Davanti alla vetrata d’ingresso è un viavai di auto. Scendono madri, padri, fratelli e sorelle maggiori. Il volto scavato da una notte e un’intera giornata vissuta sospesi a convincersi che il proprio figlio o la propria figlia sia tra i feriti e che il suo nome sia finito nella lista dei dispersi “solo per la confusione e la concitazione del momento”. 

Crans-Montana, da Jackie Kennedy e Gina Lollobrigida a Roger Moore: l’epopea di un mito glamour

La polizia davanti al locale andato a fuoco la notte di Capodanno a Crans-Montana
epa12620751 Police officers stand near a hearse in area where a fire broke out at the Le Constellation bar and lounge following an explosion in the early hours of New Year’s Eve, in Crans-Montana, Switzerland, 01 January 2026. According to the police, several dozen people lost their lives in the fire and around one hundred people were also reported injured. EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

“Abbiamo portato almeno 200 tovaglie per coprire quei poveri ragazzi scappati dal locale. Impossibile da dimenticare”

Perché “l’altra notte è stato agghiacciante”, si sfoga Giuseppe. Lui è uno dei camerieri del ristorante Vivavoce. Duecento metri dal Constellation. “Io e i miei colleghi siamo usciti di corsa per andare a dare una mano – ricorda -. Abbiamo portato almeno 200 tovaglie per coprire quei poveri ragazzi scappati dal locale. Almeno quelli che hanno fatto in tempo”. Appoggia le mani sulla sedia, tira un sospiro quasi a darsi coraggio per riavvolgere il nastro e ricordare quello che ha visto: “Scene che penso non mi toglierò mai dalla mente. Tantissimi feriti, molti con ustioni gravi. C’erano ragazzini, poco più che bambini, con i vestiti bruciati, la pelle che si staccava. Le urla di dolore e di paura. Difficile da sopportare. Impossibile da dimenticare”