LA TERRA IN RAFFREDDAMENTO: UNA PROSPETTIVA SU 485 MILIONI DI ANNI E LE SFIDE DEL RISCALDAMENTO ATTUALE”

Articolo di Enzo Ragusa – Lunedì 15 Settembre 2025 – Tempo di lettura 3 minuti

Il grafico che vi mostriamo oggi, tratto da un articolo del Washington Post del settembre 2024, si basa su uno studio pubblicato su Science intitolato “A 485-million-year history of Earth’s surface temperature” (Judd et al., 2024). Questo lavoro ricostruisce la temperatura media superficiale globale (GMST, Global Mean Surface Temperature) per gli ultimi 485 milioni di anni (era Fanerozoica) integrando dati proxy geologici (come isotopi di ossigeno e sedimenti) con simulazioni di modelli climatici. Forniamo alcune considerazioni basate sui risultati dello studio e sul contesto paleoclimatico consolidato, focalizzandoci su aspetti oggettivi e supportati da evidenze scientifiche.

Contesto geologico del grafico:

  • Trend generale di raffreddamento a lungo termine: Il grafico illustra che, su scala geologica, la Terra ha subito un raffreddamento progressivo negli ultimi 50-100 milioni di anni, passando da climi “serra” (greenhouse, con temperature medie globali intorno ai 20-25°C durante il Cretaceo, circa 100-65 Ma fa) a un’era “ghiaccio” (icehouse) attuale, con GMST stimata intorno ai 14-15°C negli ultimi milioni di anni. Questo trend è legato a fattori come la tettonica a placche (che ha isolato l’Antartide, favorendo la formazione di ghiacciai), variazioni nei livelli di CO₂ atmosferico (scesi da oltre 1000 ppm a circa 280 ppm pre-industriali) e cicli orbitali di Milankovitch. Di conseguenza, ci troviamo in un “periodo di raffreddamento generale” rispetto ai picchi del Mesozoico e Paleozoico, dove le temperature raggiungevano i 30-36°C in media globale, con regioni tropicali fino a 42°C. La “leggera ripresa” che si vede in ultimo, corrisponde al lieve aumento osservato negli ultimi 2-3 milioni di anni, ma è minima rispetto alle fluttuazioni storiche.

Posizione attuale nel record: Lo studio posiziona il clima odierno tra i più freddi dell’era Fanerozoica, con circa il 68% delle stime (area ombreggiata nel grafico) che indicano una GMST inferiore ai 16°C negli ultimi 2,5 milioni di anni (Quaternario). Questo è coerente con altre ricostruzioni paleoclimatiche, come quelle del Cenozoico, che confermano un raffreddamento graduale dal Eocene (50 Ma fa, 23°C) all’Olocene (14,5°C pre-industriale).

Il grafico marca eventi chiave (es. estinzione dei dinosauri a 66 Ma fa, durante un periodo caldo) per evidenziare come la vita si sia adattata a escursioni termiche estreme, ma il nostro “stadio geologico attuale” è indeed relativamente freddo.

Fonte: Science

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