Roma – Ci sono zone d’ombra nel femminicidio di Federica Torzullo. Come è stata uccisa dal marito Claudio Carlomagno? Ha fatto tutto da solo in meno di un’ora per occultare il cadavere o è stato aiutato? E, soprattutto, aveva già premeditato il delitto? “Gli investigatori stanno cercando ancora l’arma del delitto. Un’arma da taglio affilata, verosimilmente un coltello”. Sono le parole del procuratore capo di Civitavecchia, Francesco Liguori, nel corso di un fugace incontro a Palazzo di Giustizia. “Mi sto recando al carcere per sentire Carlomagno. Un interrogatorio che anticipa quello di garanzia nei prossimi giorni”. Ma il faccia a faccia si risolve in un monologo. L’uomo, che ha passato la prima notte nel carcere di Borgata Aurelia a Civitavecchia, non scioglie alcun enigma e si trincera della facoltà di non rispondere. E la fossa scavata nel canneto dentro l’area della ditta di famiglia per seppellire il corpo di Federica è stata allestita già prima del delitto? Il dubbio rimane, ma sulla premeditazione, obietta il procuratore, “bisogna avere più elementi”.

“Premeditazione? Servono più elementi”
Anguillara Sabazia è come un pugile groggy, barcolla senza trovare una direzione. A poche ore dal dramma, il liceo ‘Ignazio Vian’ di Bracciano osserva un “minuto di rumore”, su proposta della comunità studentesca, in ricordo di Federica. Ma la fiaccolata serale lungo le strade che guardano il lago di Bracciano viene annullata all’ultimo momento. Il sindaco, Angelo Pizzigallo, spiega in una nota: “In accordo con la famiglia, nel rispetto del loro dolore e della loro volontà espressa, non si terranno momenti pubblici di commemorazione spontanei. Invitiamo tutti a gesti di vicinanza discreti e rispettosi”.
Nel paese il secondo femminicidio in meno di 15 anni: nel 2012 la morte di Federica Mangiapelo
Il paese non riesce a metabolizzare il secondo femminicidio in meno di 15 anni, dopo quello del 2012 di Federica Mangiapelo, uccisa dal fidanzato. Ora il nuovo agghiacciante episodio lo fa ripiombare nella cupezza e nella paura. E allora davanti al bar Colorado, quello frequentato proprio da Carlomagno, si parla a voce alta dell’indagine quasi il rumore della voce potesse esorcizzare il dolore e alleviare il lutto.

Carlomagno non accettava la fine della relazione con Federica Torzullo: lei aveva un nuovo amore
Scorrendo il decreto di fermo emesso nei confronti di Carlomagno, tutti sottolineano i nuovi particolari emersi. L’uomo – scrivono i pm nel provvedimento di fermo – era pronto alla fuga, dopo aver tentato di disfarsi del corpo, immaginando di smembrarlo e bruciarlo per renderlo irriconoscibile. Secondo l’accusa, il presunto omicida non accettava la fine della relazione: Federica aveva intrapreso da tempo una nuova storia con un uomo di Ascoli, la separazione era a un passo.
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Accoltellata o uccisa a mani nude? Lo dirà l’autopsia
Non ancora ritrovata l’arma del delitto, ma il dubbio resta: accoltellata o uccisa a mani nude? Lo dirà l’autopsia. Tracce ematiche sono state trovate sul pavimento, tra le scale e l’ingresso della villetta, nella cabina armadio al primo piano, sui vestiti di Carlomagno (pantalone, felpa e maglietta) e in altri luoghi. Analisi sulla Kia SW, sul bobcat usato per scavare la fossa e nel deposito aziendale blindano i reati di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

“Quella notte non ho sentito rumori o grida”
“Una persona tranquilla, veniva al Colorado a prendere il caffè col padre. Impensabile”, raccontano. Un vicino di casa, conferma: “Parlava di palestra e giocava a pallone col figlio. Quella notte non ho sentito rumori o grida”. Ma gli inquirenti invitano a non farsi incantare perché questo è un “omicidio feroce, particolarmente violento e il corpo di Federica è irriconoscibile. È possibile – aggiunge Liguori – che l’assassino abbia utilizzato un’arma bianca, ma non solo. Aspettiamo di avere gli esiti dell’autopsia”.