Alla fine si sono mosse le diplomazie. Con un duplice risultato: da una parte gli studenti che non ne potevano più della didattica a distanza torneranno presto sui banchi; dall’altra la Regione evita – almeno per il momento – di farsi “ bocciare” l’ordinanza che in questi giorni ha imposto la Dad, nonostante il Governo non la prevedesse.
Il ricorso presentato dagli avvocati Gian Maria Laurenti e Roberto Damonte, per conto di cinque genitori e due studenti maggiorenni, si è risolto così: la Regione tramite i propri legali si è impegnata a riaprire le lezioni in presenza nelle Superiori da lunedì, come aveva anticipato due giorni fa il presidente Giovanni Toti. In più, a meno di peggioramenti improvvisi dell’epidemia – ma tutti i dati e le tendenze al momento dicono il contrario la didattica in presenza sarà garantita almeno fino al 10 febbraio.
Perché questa data? Perché allora il ricorso verrà discusso nel merito, ovvero i giudici dovranno esprimersi sulla legittimità dell’ordinanza regionale che supera le disposizioni nazionali. Un pronunciamento che avrà il suo peso in caso di eventuali chiusure future.
Per l’avvocato Gian Maria Laurenti « quello che davvero conta è il ritorno a scuola con la garanzia di una certa continuità, senza aperture e chiusure a singhiozzo » . Per sincerarsi della possibilità di una soluzione del genere, i giudici del Tar hanno ascoltato anche il commissario straordinario di Alisa Francesco Quaglia, che ha spiegato come i contagi stiano rallentando. Da lunedì dunque si ricomincia al 50 per cento, ma secondo Toti « in base ai dati potremo decidere di portarla al 75 per cento nelle prossime settimane » . Se diversi studi hanno evidenziato come i contagi dentro le scuole siano ampiamente sotto controllo, è altrettanto noto come il pericolo siano gli assembramenti nei mezzi di trasporto. Ogni comune dovrà fare in modo di evitare autobus sovraffollati, e in questo senso il sindaco Marco Bucci ieri ha annunciato il suo piano: « Prevede che 20 linee di autobus saranno servite anche da scuolabus riservati agli studenti. Si tratterà di mezzi granturismo, per i quali ci siamo rivolti ad aziende private, che si muoveranno in due orari di ingresso e di uscita scaglionati. Siamo pronti a partire da lunedì mattina, questo comporterà un extra costo ma fra nostre riserve e sovvenzioni che arrivano dallo Stato siamo coperti per due o tre mesi. Poi vedremo».
La scuola superiore riparte in un contesto abbastanza favorevole. I numeri dell’incidenza Covid sono in leggero ma costante calo, così come i ricoveri in ospedale. L’indice di “contagiosità” Rt è sceso sotto l’1 e ciò si tradurrebbe nel ritorno in zona gialla, che però potrà scattare soltanto dal 31 gennaio perché le misure restrittive durano almeno due settimane.
Ciò non vuol dire che il virus abbia smesso di fare male: soltanto ieri Alisa ha comunicato il decesso di 24 persone. Per quanto riguarda le vaccinazioni, secondo Toti la fase 1 verrà completata tra la terza e la quarta settimana di febbraio, con qualche giorno di ritardo visti i tagli delle dosi della Pfizer: « La riprogrammazione del piano vaccinale avrà effetti limitati per la nostra regione. Alisa ci sta consentendo di fare tutti i richiami e di continuare con le prime somministrazioni della fase 1, ancorché a un volume leggermente ridotto».