Roma, 10 marzo 2026 – L’acquisizione del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio da parte dello Stato italiano è stata conclusa per la cifra di 30 milioni di euro. Lo annuncia il ministero della Cultura precisando che l’acquisto è stato il risultato di una lunga trattativa e che “rappresenta uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dallo Stato italiano per l’acquisto di un’opera d’arte e testimonia l’impegno del Ministero della Cultura nel rafforzare le collezioni pubbliche con opere di assoluto rilievo nella storia dell’arte”.
Durante le fasi della negoziazione, grazie a un accordo con i proprietari (un collezionista privato fiorentino), l’opera era stata esposta al pubblico nelle sale di Palazzo Barberini a Roma per alcuni mesi a partire dal novembre 2024 e fino alla conclusione della grande mostra ‘Caravaggio 2025’ che ha accolto oltre 450mila visitatori. In quell’occasione la critica italiana e internazionale ha unanimemente confermato l’attribuzione a Caravaggio, sottolineando l’eccezionale importanza del dipinto. “‘Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini’ – ricorda il ministero della Cultura – raffigura il futuro papa Urbano VIII (1568-1644) intorno ai trent’anni, nella veste di chierico della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa al potere. L’opera fu resa nota da Roberto Longhi nel celebre articolo Il vero ‘Maffeo Barberini’ del Caravaggio, pubblicato su ‘Paragone’ nel 1963, ed è stata da allora ampiamente riconosciuta dalla critica come opera del Merisi.
Longhi stesso riconobbe nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, sottolineando come in esso Caravaggio inaugurasse una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici. Nel ristretto corpus delle opere attribuite con certezza a Caravaggio – circa 65 dipinti in tutto il mondo – i ritratti rappresentano una tipologia estremamente rara: ne sono noti e certi soltanto tre. ‘Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini’ costituisce quindi una testimonianza eccezionale della ritrattistica del maestro lombardo e un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione del suo linguaggio pittorico tra la fine del XVI e i primi anni del XVII secolo”.
“Caravaggio è oggi uno degli artisti più studiati e ammirati al mondo – continua il ministero -, ma il numero delle opere certe rimane estremamente limitato e la comparsa sul mercato di dipinti a lui attribuiti con certezza è un evento rarissimo. Per questo motivo l’ingresso del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini nelle collezioni pubbliche italiane rappresenta un risultato di grande rilievo sia sul piano scientifico sia su quello della politica culturale, assicurando al patrimonio nazionale un capolavoro destinato a rafforzare le opportunità di studio, conoscenza e fruizione dell’opera di Caravaggio. L’acquisizione assume inoltre un valore simbolico particolare per le Gallerie nazionali di arte antica. A Palazzo Barberini il dipinto potrà infatti dialogare con gli altri dipinti di Caravaggio, con la collezione di caravaggeschi tra le più importanti al mondo e, in particolare, con un altro capolavoro del Merisi, la ‘Giuditta che decapita Oloferne’ anch’essa frutto di un acquisto dello Stato italiano avvenuto nel 1971. Quell’operazione segnò un momento decisivo nella riscoperta moderna del pittore e contribui’ a rafforzare la presenza delle opere di Caravaggio nelle collezioni pubbliche italiane. A oltre cinquant’anni di distanza, l’ingresso del ‘Ritratto di monsignor Maffeo Barberini’ rappresenta un nuovo momento di particolare rilievo nelle politiche italiane di ampliamento del patrimonio pubblico e di rafforzamento del sistema museale nazionale, offrendo nuove opportunità di valorizzazione dell’opera del Merisi”.