Lo spot SIP con Massimo Lopez protagonista torna in onda: i motivi del revival pubblicitario che ha segnato un’epoca

Se avete fatto zapping, pratica desueta con le piattaforme ma sempre possibile sul piccolo schermo, in questi giorni vi sarà capitato di imbattervi in uno spot con protagonista Massimo Lopez che usa un telefono con la cornetta: “Una telefonata allunga la vita” e poi compare la scritta SIP in alto a sinistra del teleschermo. Non è necessario chiamare la guardia medica, non avete le allucinazioni. Nè tantomeno siete finiti in un cortocircuito spazio temporale.

Semplicemente la TIM (a cui appartiene la SIP) ha scelto di mandare in onda un celebre spot del 1994. Quella campagna pubblicitaria, nella fattispecie, ha segnato un’epoca: era una delle prime volte che gli spot televisivi avevano anche la funzione di strisce episodiche. C’era il primo, poi dopo qualche mese arrivava il secondo, poi il terzo e così via. Fino a un massimo di 7-8 pillole. Veri e propri cortometraggi con dialoghi, trama e collegamenti.

Lo spot SIP torna in onda dopo 32 anni

Oggi è prassi, infatti gli spot vengono girati da registi acclamati e anche con attori esteri che si prestano (per un lauto compenso) a promuovere qualunque cosa. Si pensi a Luca Guadagnino che ha diretto Margot Robbie per sponsorizzare una nota marca di profumo. La stessa, per intenderci, che piaceva tanto a Marilyn Monroe. Tornando a 32 anni fa, la pubblicità con Massimo Lopez aveva una trama ben strutturata: il protagonista è un condannato a morte al cospetto del plotone di esecuzione in un fortino sperduto.

Gli chiedono quale sia il suo ultimo desiderio, Massimo Lopez – con i capelli lunghi e un folto baffo – chiede di poter fare una telefonata. A questo punto comincia una conversazione lunghissima volta a rimandare l’esecuzione. La forza di quello spot è proprio la comicità di Lopez che riesce, in un esercizio di stile, a improvvisare una conversazione ricca di dettagli e particolari legati alla vita quotidiana.

“Una telefonata allunga la vita”

Le guardie, pronte a eseguire la condanna, sfinite dalla parlantina dell’attore protagonista, desistono e il condannato a morte resta in vita. Da qui il claim: “Una telefonata allunga la vita”. Erano tempi in cui le interurbane si potevano non pagare grazie a tariffe univoche, oggi sembra un espediente vetusto. Allora, però, con questo stratagemma, le relazioni (anche telefoniche) cambiarono radicalmente.

A commissionare la campagna pubblicitaria in questione fu la Società Italiana per L’Esercizio delle Telecomunicazioni. Unico gestore telefonico italiano a metà anni Novanta. Altrimenti noto come SIP che divenne, successivamente, una “costola” di Telecom Italia Mobile. Meglio conosciuta come TIM. La rivoluzione, in termini televisivi, venne fatta da Armando Testa che scelse di dare una nuova struttura – più simile a quello che vediamo oggi – al concetto di campagna pubblicitaria e più ampiamente di spot.

La rivoluzione di Armando Testa

Non era più sufficiente il singolo spot immediato e profondamente originale: c’era bisogno di qualcosa che accattivasse lo spettatore, ma lo lasciasse con la curiosità di vedere il prossimo punto da promuovere. Da questa necessità parte la campagna a episodi: mini spot con una trama che si sviluppa nel corso di mesi. Una pubblicità dopo l’altra fino a sviluppare l’intera storia con evoluzioni particolari e apparentemente impercettibili che, però, compongono un mosaico definitivo con inizio, svolgimento ed epilogo tra il serio e il faceto. Il concetto di sceneggiatura, con le dovute proporzioni, va di pari passo a quello di promozione.

La pubblicità della SIP, quella che stiamo rivedendo in questi giorni, continuò per anni. Almeno un decennio è passato dalla prima messa in onda all’ultimo frame della campagna. Nel finale, poi, oltre a Massimo Lopez partecipò anche Tullio Solenghi. I due erano e sono amici e colleghi, anche grazie all’esperienza de Il Trio (gruppo artistico che hanno portato avanti anche con il contributo fondamentale di Anna Marchesini).

Lopez e Solenghi di nuovo insieme

Nell’ultimo spot della SIP, Solenghi viene paracadutato dal cielo per salvare l’amico Lopez dal fortino. Il riferimento, se vogliamo la citazione, è a un’altra campagna pubblicitaria di una nota marca di caffè nella quale l’interprete è in paradiso. La SIP ha voluto creare un collegamento anche in termini di trama. Quello che, oggi, verrebbe definito crossover.

Armando Testa, oltretutto, ha aggiornato la campagna con Massimo Lopez nel 2023 mostrando l’attore nell’ormai celebre fortino ma con uno smoking e, al posto del telefono, fisso uno smartphone. Anche questo un omaggio a quella che fu una striscia di spot in grado di scandire un periodo storico ben preciso. Allora perchè torna in onda la versione primaria del 1994 dopo tutto questo tempo? La ragione potrebbe essere legata al Festival di Sanremo.

Sanremo e la partnership con TIM

La kermesse canora ha TIM come official partner e potrebbe, dunque, essere l’occasione giusta per rispolverare un cult e dotarlo di nuovi episodi aggiornati. Anche questo crea interesse. Naturalmente ci saranno cambiamenti: una telefonata allunga la vita, ma il tempo passa per tutti. Il regista del primo spot pubblicitario fu il celebre Alessandro d’Alatri, scomparso a soli 68 anni. Correva l’anno 2023. Riproporre la storica pubblicità, quindi, diviene anche un modo per ricordarlo. La storia della televisione e del cinema può essere fatta in molti modi, persino attraverso uno spot.