Mare Fuori 6 arriva nuovamente sul piccolo schermo, ma prima passa dalla piattaforma ufficiale della Rai. Il prossimo 4 marzo 2026, infatti, la sesta stagione di una delle fiction più amate avrà un’anteprima in digitale con i primi 6 episodi in esclusiva. Tante sono le novità di un titolo che non ha mai visto tramontare il proprio successo nell’arco di 5 stagioni.
L’ultima, quella che vedremo in primavera, ha la prerogativa di avere grandi personaggi del passato recente, ma anche qualche novità importante che andrà ad arricchire un cast corale pieno di possibilità e sfumature. Oltre al rinnovo degli interpreti, la prossima stagione di Mare Fuori vedrà anche un cambio sostanziale alla regia.
Mare Fuori 6, un titolo sempre più affidabile
Il codice di condotta – sul piano aziendale – è chiaro: la fiction in questione è una sorta di laboratorio permanente, queste sono le testuali parole usate da Picomedia in sede di presentazione, ciò implica un rinnovamento costante. Anche di interpreti che lavorano alacremente dietro le quinte.
I registi, che in questa stagione che parte da marzo saranno due, Beniamino Catena e Francesca Amitrano non fanno eccezione. Quest’ultima ha fatto anche la vera e propria “gavetta”: negli anni passati, infatti, era aiuto regia al fianco di altri grandi nomi che hanno scandito la resa televisiva della serie. Nel 2026 arriva Catena, ma la sostanza non cambia: l’uomo viene dal mondo del videoclip musicale, ma ha diretto anche titoli conosciuti sul piccolo schermo tra Rai e Mediaset.
Beniamino Catena e Francesca Amitrano alla regia
Pensiamo a Doc – Nelle Tue Mani oppure Squadra Antimafia – Palermo oggi. Un professionista a tutto tondo che ha il compito di trovare un’ulteriore quadratura a un arco narrativo sempre più ricco, importante e complesso. Si è focalizzato, nello specifico, su due concetti chiave: musicalità e armonia. Tornano anche dietro la macchina da presa, in special modo quando c’è l’esigenza profonda di raccontare storie importanti ma frammentate.
Proprio come quelle che animano i ragazzi dell’IPM di Napoli. Quindi troveremo tanta azione, ma anche moltissima emotività e un pizzico di pathos. Qualcosa di più Catena ha voluto rivelarlo in esclusiva ai microfoni di TvBlog, in attesa di vedere l’anteprima degli episodi su RaiPlay. Disponibile dal mese di marzo.
Armonia e musicalità
Mare Fuori è stato definito in più occasioni, anche in sede di presentazione, come una sorta di laboratorio scenico permanente che cambia interpreti senza snaturarsi: com’è entrare dentro un prodotto così forte dovendo cercare di portare il proprio bagaglio professionale senza tradire i valori di riferimento della fiction?
“Non è semplice perchè entrare in sesta stagione, con un marchio così consolidato, non è mai una passeggiata. Ho cercato di instaurare una continuità con il passato ma cercando di dare qualcosa di mio. Mi sono concentrato molto sulla musicalità e iconicità di questa serie, ho voluto restituire una sorta di flusso armonico con attenzione particolare alla resa delle emozioni e dei sentimenti in audiovisivo. Armonia nella gestione di inquadratura e spazio scenico, quasi come se fossimo davanti a un continuum musicale. Io provenendo dal mondo del videoclip ho quel tipo di influenze”.
L’evoluzione dei protagonisti
Mare Fuori, anche in passato prima che arrivasse lei, ha sempre fatto della musica un proprio vessillo…
“Proprio perché è una delle cifre stilistiche più importanti della serie sono partito da questa. Ho cercato di ampliare l’armonia dei toni anche ad altro: pensiamo al ritmo dei dialoghi o al montaggio. Ho cercato di dare un’architettura precisa, con confini ben definiti entro cui però è possibile spaziare. Anche nella musica ci sono gli assoli, ecco i personaggi principali avranno assoli che serviranno a enfatizzare tutto il gruppo e rendere ancor più importante una storia in divenire”.

Dal punto di vista costruttivo come ha coniugato le scene d’azione con l’emotività dei singoli componenti?
“Per quanto riguarda l’azione è una sorta di mia personale comfort zone avendo fatto già moltissimi polizieschi, secondo me qui c’è n’è fin troppo poca. Mi sarebbe piaciuto osare di più (ride ndr), ma in quelle che abbiamo girato c’è stato tanto impegno e la resa è stata ottima. Divertente a livello personale, sul piano professionale posso dire che ho amato curare le reazioni dei singoli interpreti nelle scene più cruente. Ciascuno reagisce in modo diverso, ho cercato di porre l’accento su questo”.
Le prossime stagioni
Ci sarà anche la stagione 7 e subito dopo la stagione 8: avete già fatto qualche colloquio in tal senso, a che punto è la fase creativa?
“Sì ho già avuto qualche colloquio, ma è ancora presto per potersi esporre. Nel senso stiamo lavorando, ma non ci sono abbastanza elementi per capire che direzione prenderanno questi progetti. Sicuramente si riparte da un titolo in forma che speriamo possa accrescere ulteriormente il gradimento dei telespettatori. C’è grande attesa e vedremo di non tradire queste aspettative”.
In Mare Fuori 6 c’è tutta una rappresentanza di nuovi attori: per un regista navigato come lei, cosa vuol dire tornare a lavorare con esordienti o quasi?
“Questo cambio generazionale è tutto da scoprire. Sul piano della regia posso affermare che girare con ragazzi che vanno da 14 a 20 anni è strepitoso: ti dà una carica emotiva incredibile. Anche perché ti trasmettono un entusiasmo davvero contagioso, è bellissimo. Sono una fonte inesauribile di meraviglia sia sul piano creativo che in ambito sentimentale ed emotivo. Per me è stato bellissimo davvero, sembra – citando Truffaut – di girare Gli anni in tasca tutti i giorni (ride ndr)”.
“Lavorare con i giovani? Una benedizione”
In termini di strategia lavorativa: è vero quello che si dice sui giovani che sono delle “spugne”, cioè assimilano tutto quello che gli viene chiesto e insegnato, oppure ha dovuto faticare per avere la resa ottimale di alcune scene?
“No, assolutamente, la cosa straordinaria è stata proprio questa. Io avevo un po’ di timore all’inizio perché, quando trovi ragazze e ragazzi alla prima esperienza o giù di lì, temi di dover disegnare su un foglio bianco sentendo – in qualche modo – anche maggiore responsabilità. Trovare, invece, dei ragazzi (professionisti e professioniste) che avevano già “il personaggio in tasca” in termini di applicazione e predisposizione è stato molto particolare e stimolante. Abbiamo camminato insieme, sulla stessa lunghezza d’onda, dall’inizio alla fine e spero che questa complicità si veda anche in televisione”.