
Disclaimer: il grafico presente nell’immagine simula ma non rappresenta la previsione reale elaborata da ECMWF
Ci stiamo avvicinando all’ultimo mese dell’inverno meteorologico, momento in cui le condizioni in stratosfera tendono a diventare più instabili. Febbraio potrebbe infatti giocarsi la carta del “jolly”: stiamo parlando del Vortice Polare, una figura meteorologica di fondamentale importanza che, pur non essendo l’unico attore in scena, ha la capacità di ribaltare le sorti di una stagione. Andremo quindi ad analizzare questo complesso meccanismo atmosferico per capire cosa ci può riservare la parte finale dell’inverno.
Una trottola gelida in stratosfera
Per chi non avesse familiarità con i termini tecnici, possiamo immaginare il Vortice Polare come una gigantesca trottola che ruota a velocità sostenuta in Stratosfera, a oltre 10 chilometri di altezza (ben lontano dal suolo dove viviamo noi). La sua funzione principale è quella di contenere e trattenere l’aria gelida alle alte latitudini, sopra il Polo Nord. Lo schema di base è piuttosto intuitivo: se questa trottola gira molto velocemente (vortice forte e compatto), il freddo rimane confinato al Polo e sull’Europa e sull’Italia tendono a prevalere correnti miti e occidentali. Al contrario, se la trottola rallenta (vortice debole), le maglie di contenimento si allentano. Questo permette alle masse d’aria gelida di irrompere verso sud, aumentando le probabilità di ondate di freddo e nevicate anche sull’Italiai.
L’analisi delle elaborazioni del modello ECMWF
Le ultime proiezioni fornite dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) offrono indizi preziosi. Osservando le elaborazioni del modello ensemble si nota una certa dispersione delle velocità zonali in stratosfera, ovvero scenari discordanti, ma soprattutto la tendenza della maggior parte di questi scenari a velocità dei venti ad alta quota minori rispetto alla norma. Questa configurazione suggerisce un maggiore dinamismo atmosferico. Più numerose sono le elaborazioni in cui le velocità zonali rallentano, maggiori sono le probabilità che l’aria fredda riesca a penetrare verso il Mediterraneo. Attualmente, i dati suggeriscono proprio una tendenza verso un indebolimento della struttura.
Probabilità di gelo, non certezze matematiche
È doveroso sottolineare un concetto fondamentale: quando si parla di Vortice Polare, si ragiona sempre in termini di probabilità e mai di certezze assolute. Un vortice debole è una “condizione predisponente”, ovvero apre la porta al freddo, ma non garantisce automaticamente che la neve cada su Roma o Milano. Affinché il gelo colpisca l’Italia, devono incastrarsi numerosi altri tasselli barici. Ma un vortice che si divide in più parti (split) o almeno disturbato, quindi non compatto ma con protuberanze, funge spesso da innesco (trigger) per movimenti antizonali, capaci di trasportare aria instabile e rigida verso l’Europa e potenzialmente anche l’Italia.
L’inverno 2026 si conferma dinamico
Alla luce di questi dati, la seconda parte dell’inverno si preannuncia tutt’altro che monotona. Non si intravedono, al momento, segnali di anticicloni inossidabili capaci di bloccare le condizioni meteo per settimane sull’Italia. Tanto per capirci, scordiamoci l’avvento dell’anticiclone africano già in febbraio. Certamente non si possono escludere brevi rimonte dell’anticiclone, ma lo scenario più verosimile per febbraio è quello di una spiccata variabilità, con occasioni per colpi di scena invernali, anche molto intensi. Non si possono prevedere al momento eventi meteo storici: le ondate di gelo intense e durature sono sempre più rare nel contesto climatico attuale, ma l’inverno 2026 promette di confermare la sua natura dinamica anche nella sua ultima parte, pronto a sfruttare ogni debolezza del Vortice Polare per inviare impulsi perturbati e freddi verso le medie latitudini.
Crediti modelli previsionali: l’analisi è basata principalmente sulle proiezioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine – ECMWF
Meteo Febbraio: Vortice Polare in indebolimento, il gelo punta a Sud
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