
La prossima settimana gli Stati Uniti dovranno fare i conti con una configurazione meteorologica particolarmente estrema. Da una parte una discesa di aria artico-canadese porterà un’ondata di freddo sugli Stati orientali, con un ritorno a condizioni normali o leggermente sotto la media per marzo, amplificato dal fatto che molte zone dell’Est hanno vissuto giornate molto miti poco prima.
Sull’Upper Midwest e nell’area dei Grandi Laghi sono inoltre attese nevicate molto abbondanti. Tra Minnesota, Wisconsin e Michigan città come Minneapolis-Saint Paul, Madison, Milwaukee, Green Bay e Traverse City potrebbero essere interessate da una forte tempesta invernale. In alcune zone sottovento ai Grandi Laghi le nevicate potrebbero risultare ulteriormente intensificate dal ‘Lake-effect’, il fenomeno che si attiva quando l’aria artica scorre sopra le acque relativamente più miti dei laghi generando bande di neve molto intense.
Sull’Ovest del Paese invece si svilupperà una cupola di calore o ‘heat dome’ eccezionale; il caldo potrebbe risultare così intenso da stabilire nuovi record per il mese di marzo in diverse città, tra cui Los Angeles, Phoenix, Las Vegas, Reno, Salt Lake City e Denver.
A Los Angeles sono previsti 32-34 °C, con punte superiori nelle aree interne della contea. A Phoenix si potrebbero raggiungere 32-34 °C, a Las Vegas 30-32 °C, a Reno 26-29 °C, a Salt Lake City 24-27 °C e a Denver 23-26 °C. Si tratta di valori anche superiori ai 15°C la media, più tipici dell’inizio dell’estate che della metà di marzo.
Il manto nevoso sulle montagne parte già da livelli piuttosto bassi e rischia ora di fondersi rapidamente con l’arrivo di temperature così elevate. Questo potrebbe ridurre ulteriormente l’apporto d’acqua al bacino del fiume Colorado, una risorsa da cui dipendono circa 40 milioni di persone.
Una fusione precoce della neve potrebbe inoltre aggravare le condizioni di siccità e aumentare sensibilmente il rischio di incendi boschivi tra la primavera e l’inizio dell’estate. In pratica, gli ultimi giorni dell’inverno potrebbero assumere caratteristiche quasi estive su gran parte dell’Ovest degli Stati Uniti.
Lungo la costa occidentale è presente inoltre una vasta area con temperature superficiali marine ben superiori alla media, che tenderà a intensificarsi nei prossimi giorni alimentando una vera e propria ondata di calore marino e contribuendo a peggiorare le condizioni di siccità nell’Intermountain West. Dopo un inizio di marzo già molto caldo su scala nazionale, resta ora da capire fino a che punto questa nuova ondata di caldo potrà spingere ulteriormente verso l’alto l’anomalia termica del mese negli Stati Uniti.
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