“Mio figlio come il bimbo di Belluno, che vergogna”. Un altro minore ha rischiato di fare 13 km a piedi

Dopo il caso del bambino di Belluno, lasciato a piedi dall’autista, un altro minore ha rischiato di fare a piedi oltre 13 chilometri. Questa volta il caso arriva dalla Provincia Autonoma di Trento, dove un 17enne, con problemi nella validazione dell’abbonamento (comunque pagato), stava per essere invitato a scendere dal mezzo dal conducente, sebbene fosse anche l’ultima corsa disponibile della giornata. L’intervento di un altro passeggero, che ha assistito a tutta la scena, ha fatto sì che il ragazzino non fosse abbandonato al freddo di febbraio, per fare il percorso da Madonna di Campiglio a Pinzolo.

“A pochi giorni dall’accaduto del piccolo bambino fatto scendere dal bus perché non aveva il corretto titolo di viaggio mi trovo purtroppo a raccontare un altro episodio quasi simile ma con un lieto fine”, spiega su Facebook Rosaria Motisi, la madre del 17enne, cui l’autista della corsa di andata gli aveva comunque consentito di fare il viaggio. Diverso per il ritorno, quando un altro conducente si è rivelato più intollerante. “Solo grazie alla preziosa umanità di un signore di Caserta che si trovava lì a fare la settimana bianca che ha assistito al fatto è potuto tornare in hotel perché molto calorosamente ha pagato lui il biglietto di 2,50 euro per mio figlio”. Poi ancora: “Vergogna dove siamo arrivati? Denuncerò l’accaduto perché non possiamo più accettare cose simili! Essere così severi quando mio figlio aveva tutto in regola per potere viaggiare su quella corriera, perché mi chiedo?”.

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