James Van Der Beek è morto all’età di 48 anni dopo una lunga malattia. A darne l’annuncio è stata la moglie Kimberly Van Der Beek su Instagram. “Il nostro amato James se n’è andato serenamente questa mattina” – ha scritto la donna – “Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia. C’è molto da condividere riguardo ai suoi desideri, al suo amore per l’umanità e alla sacralità del tempo. Quei giorni arriveranno. Per ora chiediamo un po’ di serena privacy mentre piangiamo il nostro amato marito, padre, figlio, fratello e amico”.
Il famoso attore di Dawson’s Creek lascia i sei figli Olivia, Annabel, Emilia e Gwendolyn, Joshua e Jeremiah. Prima della scomparsa, aveva condiviso con la rivista People la sua diagnosi di cancro, comunicando che si stava concentrando sul suo stato di salute e sull’amore per la famiglia. “Ho un cancro del colon-retto” – aveva confessato – “Ho affrontato questa diagnosi in privato e ho preso provvedimenti per risolverla, con il supporto della mia incredibile famiglia“.
Chi era James Van Der Beek
Famoso soprattutto per aver dato il volto al personaggio Dawson Leery nella fortunata serie tv Dawson’s Creek, James è nato in Connecticut nel 1977 da una famiglia originaria dell’Olanda. Ha iniziato a recitare quando era ancora adolescente ed è apparso in varie recite scolastiche, continuando con questa passione anche dopo il college, quando si è iscritto alla Cheshire Academy e poi alla Drew University. Il primo esordio in tv è avvenuto nel 1993, quando ha preso parte a una puntata della serie Clarissa, e due anni dopo è approdato al cinema con il film Angus. Il vero successo è però arrivato con la serie Dawson’s Creek, dove ha recitato fino al 2003 per un totale di sei stagioni.
Nel corso degli anni era apparso in altri film minori, partecipando saltuariamente anche a serie come Ugly Betty, How I Met Your Mother, One Tree Hill e Law & Order: Criminal Intent. Tra il 2012 e il 2013 c’era stata l’esperienza con la sitcom Non fidarti della str**** dell’interno 23, dove aveva interpretato la versione romanzata di sé stesso.