Musk vince la sua battaglia: da Tesla via libera al mega stipendio di mille miliardi

Roma, 6 novembre 2025 – Tesla ha annunciato che gli azionisti hanno votato a favore del piano retributivo da quasi 1.000 miliardi di dollari del ceo Elon Musk, con il 75% di sostegno. I risultati del voto sono stati annunciati giovedì durante l’assemblea annuale degli azionisti ad Austin, in Texas. Il pacchetto per Musk, già la persona più ricca del mondo, consiste in 12 tranche di azioni da assegnare se Tesla raggiungerà determinati traguardi nel prossimo decennio, ha riporta Cnbc. La prima tranche di azioni verrà erogata se Tesla raggiungerà una capitalizzazione di mercato di 2.000 miliardi di dollari. L’attuale capitalizzazione di mercato di Tesla è di 1.540 miliardi di dollari.

Gli azionisti erano chiamati a decidere se il maxi-compenso da 1.000 miliardi di dollari per Musk fosse adeguato o eccessivo. In gioco c’era il futuro del colosso delle auto elettriche: se il compenso approvato e proposto dal consiglio di amministrazione non fosse passato il rischio era l‘addio del miliardario dalla guida della società. Musk aveva minacciato infatti di lasciare la sua creatura nel caso di una bocciatura, mettendo di fatto gli azionisti di fronte a una scelta: decidere se il rischio di perderlo come amministratore delegato superava le preoccupazioni di governance e sociali di assegnare all’uomo più ricco del mondo quello che ora sarà il più grande stipendio aziendale della storia.

Diversi azionisti avevano già svelato le loro intenzioni di voto. Il fondo sovrano norvegese aveva già detto che avrebbe votato ‘no’, così come il maggiore fondo pensione americano Calpers.

Charles Schwab, Morgan Stanley e il fondo pensione pubblico della Florida erano invece a favore del maxi-compenso a Musk. Cruciali per l’esito delle votazioni Vanguard, BlackRock e State Street, i tre maggiori azionisti con rispettivamente il 7,5%, il 4% e il 3,4%. La presidente del consiglio di amministrazione di Tesla, Robyn Denholm, aveva trascorso le ultime settimane a cercare di convincere gli investitori a votare a favore di Musk, mettendoli in guardia su un futuro incerto nel caso in cui il miliardario dovesse lasciare.

Non è la prima volta che il compenso del patron di Tesla finisce nella bufera. Lo scorso anno un giudice del Delaware ha bocciato il pacchetto da 56 miliardi che Tesla gli aveva garantito al raggiungimento di obiettivi che sembravano irraggiungibili nel 2018, quando erano stati fissati. Musk non solo li aveva centrati ma li aveva largamente superati.

In base al nuovo pacchetto compensi, Musk non riceverà alcun salario o bonus ma incasserà azioni quando Tesla raggiungerà nell’arco di dieci anni determinati obiettivi di capitalizzazione di mercato. Per intascare la maxi cifra di 1.000 miliardi, Musk dovrà riuscire a far valere Tesla 8.500 miliardi, più di otto volte quanto vale ora. E dovrà impegnarsi, fra l’altro, a mettere sulle strade un milione di taxi autonomi e un milione di robot. Se riuscirà nell’impresa non solo diventerà un super paperone ma si ritroverà anche con quasi il 29% di Tesla, un livello di controllo straordinario per un amministratore delegato.