Articolo di Fiorentino Marco Lubelli – Sabato 29 Novembre 2025 – Tempo di lettura 2 minuti
Alla vigilia dell’inizio dell’inverno meteorologico vogliamo soffermarci su un parametro in particolare, quello stesso parametro che sancì, di fatto, la mitezza e generale stabilità dell’inverno 2024/25: la NAM. In apertura dell’articolo vogliamo proprio partire dal confronto tra l’andamento della NAM lo scorso anno e quella di quest’anno.


Andamento NAM 2025/26
Evidentissima la differenza tra le due atmosfere. Evidente il disaccoppiamento dello scorso anno con troposfera molto calda e stratosfera molto fredda, una eterogeneità che portò a una prima parte dell’inverno, dicembre, dinamica e piuttosto fredda a causa della debolezza del VP, e una seconda parte dominata da un VP profondissimo a causa del sopravvento delle dinamiche stratosferiche su tutta la colonna. Quest’anno sembra affermarsi tutta un’altra musica. L’intera colonna pare sottoposta al forcing troposferico con importanti conseguenze sul VP che potrebbe essere debole e soggetto a fratture con possibilità di inneschi di importanti fasi fredde, come avverrà in America settentrionale proprio nei prossimi giorni.


30 novembre ECMWF00 Anomalie termiche a 850 Hpa

1 dicembre ECMWF00 Anomalie termiche a 850 Hpa

2 dicembre ECMWF00 Anomalie termiche a 850 Hpa

3 dicembre ECMWF00 Anomalie termiche a 850 Hpa

4 dicembre ECMWF00 Anomalie termiche a 850 Hpa

5 dicembre ECMWF00 Anomalie termiche a 850 Hpa
Siamo andati a “spulciare” negli archivi della NAM per individuare le annate con andamento della NAM in ottobre/novembre simile a quello di quest’anno e abbiamo interpolato i dati riferiti alle anomalie a 500 hPa dei mesi di dicembre-gennaio-febbraio e delle anomalie termiche per lo stesso periodo con interessanti risultati che pubblichiamo qui di seguito.



Evidentissime le alte pressioni in zona polare e i conseguenti spostamenti di nuclei del VP in trasferimento verso le medie latitudini. Interessante la mappa per l’Europa in cui appare evidentissima una zona di bassi geopotenziali indice di maltempo. Interessante anche la situazione termica che vede le regioni polari significativamente sotto la media termica e l’Europa mediterranea, e l’Italia in particolare, con temperature leggermente sotto la media.



Lo schema pare consolidarsi anche nel mese clou della stagione invernale: gennaio, con frequenti scambi meridiani e temperature sotto la media su gran parte dell’Europa, segno di un vortice polare molto debole.



Il vortice polare sembra confermarsi molto debole anche nel mese di febbraio dove però i centri principali di vorticità penalizzerebbero, in fatto di freddo, le regioni mediterranee e orientali europee con un flusso prevalente dai quadranti sud occidentali per scambi meridiani che privilegerebbero le isole britanniche. Insomma, a dispetto, delle previsioni dei modelli di oggi, le premesse per un inverno dinamico e per fasi anche molto fredde in Europa, che ricordiamolo, mancano da ormai 8 anni, ci sono tutte.
Fonte: Progetto Scienze
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