Roma, 17 febbraio 2026 – A volte l’universo sorprende persino chi lo studia ogni giorno. È successo a Lyla Jung, astronoma dell’Università di Oxford, quando sul suo schermo è comparsa un’immensa catena di galassie che non solo si estendeva per milioni di anni luce, ma sembrava ruotare come un unico corpo. Un’illusione? No. Le analisi successive hanno confermato che si tratta di una delle più grandi strutture rotanti mai identificate.
Una struttura enorme a 400 milioni di anni luce dalla Terra
La scoperta, pubblicata su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, riguarda un filamento cosmico situato a circa 400 milioni di anni luce da noi. I filamenti sono i “ponti” invisibili che collegano le galassie nell’universo, insieme alla materia oscura. Con i grandi ammassi e le vaste regioni vuote, formano quella che gli scienziati chiamano ragnatela cosmica: una trama gigantesca che sostiene l’architettura del cosmo. È come le tazze di una giostra al luna park” ha detto Jung precisando che, osservare questo fenomeno, offre una rara opportunità per capire come le galassie acquisiscano il loro movimento rotatorio dalle strutture cosmiche su larga scala in cui si formano.
Un filo lungo 50 milioni di anni luce
Grazie ai dati del radiotelescopio MeerKAT, in Sudafrica, il team ha individuato 14 galassie ricche di idrogeno disposte in una sottile struttura lunga 5,5 milioni di anni luce. Ma era solo il cuore di qualcosa di molto più grande: un filamento esteso per circa 50 milioni di anni luce e popolato da oltre 280 galassie. La sorpresa è arrivata osservando il movimento. Molte delle galassie ruotavano su se stesse, come previsto. Inaspettatamente, però, anche l’intero filamento sembrava girare nella stessa direzione, a circa 110 chilometri al secondo. Un moto coordinato, mai rilevato prima.
Perché è una scoperta eccezionale
Come abbiamo già detto, i filamenti sono i canali attraverso cui la materia fluisce, alimentando galassie e ammassi. Studiare la loro rotazione può offrire indizi su come le galassie crescono nel tempo. Non solo: potrebbe aiutare a misurare la quantità di materia oscura presente in queste strutture. La rotazione delle galassie è già una delle prove più solide dell’esistenza della materia oscura. Se anche i filamenti ruotano, potrebbero diventare un nuovo strumento per capire quanta parte dell’universo sia composta da questa sostanza invisibile ma dominante. Insomma, questa scoperta è straordinaria perché mostra che non solo le galassie ruotano, ma potrebbe ruotare anche una struttura enorme che le contiene tutte insieme. Ed è qualcosa che non ci si aspettava su scale così gigantesche. Le analisi suggeriscono inoltre che il filamento stia ancora accumulando materiale. Molte galassie al suo interno appaiono giovani, ricche di idrogeno, il carburante necessario per formare nuove stelle. Una gigantesca spirale che danza nel buio. E che, forse, custodisce una chiave per svelare ciò che ancora non vediamo.