New York verso le elezioni: sfida tutta dem per il nuovo sindaco. Chi sostiene Trump

New York, 2 novembre 2025 – Gli occhi del mondo sono puntati su New York: la Grande Mela sceglierà il suo nuovo sindaco in quella che è stata la competizione elettorale più avvicente da decenni a questa parte. Ecco tutto quello che c’è da sapere e cosa aspettarsi.

Come si vota

Le elezioni si svolgeranno martedì 4 novembre 2025, con seggi aperti dalle ore 6 alle ore 21. Il voto anticipato è già in corso: i newyorchesi potranno esprimere la loro preferenza con l’early voting fino a domenica.

Il sistema elettorale è molto semplice: vince chi ha più voti, senza ballottaggi. Il City council – il ‘consiglio comunale’ della Grande Mela – è eletto sulla base di 51 collegi uninominali, in cui è suddivisa la città. Il sindaco eletto non avrà bisogno di alcuna maggioranza per governare.

Chi sono i candidati

Tutti parlano di Zohran Mamdani, il principale favorito alla poltrona ‘più alta’ di New York. Esponente della parte più radicale del Partito democratico, socialista e membro dell’Assemblea statale, propone un’agenda progressista con la promessa di tagliare i costi della vita, di rafforzare i trasporti pubblici, di costruire alloggi popolari e di attuare importanti riforme sociali. Mamdani rappresenta a pieno la multiculturalità di New York: è nato in Uganda, ha origini indiane e vive a Nyc da quando è bambino. A sostenerlo nomi come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.

Andrew Cuomo, anch’egli democratico ma in corsa come indipendente, è invece l’ex governatore dello Stato di New York. Si era dimesso nel 2021 a seguito di numerose accuse di violenza sessuale. Tuttavia, le indagini si sono chiuse senza alcuna denuncia formale. La corsa a sindaco ha il sapore di una ricerca di riabilitazione politica. Figura di riferimento per i moderati, ha alle sue spalle numerosi successi come governatore, specie nella gestione della crisi pandemica.

Il repubblicano Curtis Sliwa è alla sua seconda corsa a sindaco, questa volta come una ‘presenza marginale’ che potrebbe però fare la differenza tra i due sfidanti principali. Se si ritirasse, la stragrande maggioranza dei suoi elettori convergerebbe su Cuomo, potenzialmente consegnandogli New York. La parola d’ordine della campagna di Sliwa è ‘sicurezza’. È un volto noto in città dagli anni Ottanta, quando ha fondato i ‘Guardian Angels’, gruppo di volontari disarmati che pattugliano e cercando di rendere più sicure le strade della Grande Mela.

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(L-R) New York City mayoral candidates, Independent and former New York Governor Andrew Cuomo, Republican Curtis Sliwa and Democratic Zohran Mamdani debate in New York on October 16, 2025. (Photo by Angelina Katsanis / POOL / AFP)

La sfida interna ai dem

Facciamo un passo indietro. Il sindaco uscente è il democratico Eric Adams, incriminato lo scorso anno per corruzione e frode. Le accuse sono poi decadute, ma ciò non è bastato a riabilitare un primo cittadino dai risultati considerati universalmente deludenti. Nonostante l’iniziale ricandidatura alle primarie dem, i nomi forti di Mamdani e Cuomo hanno eclissato ogni chance, spingendo Adams a correre come indipendente, per poi ritirarsi.

A trironfare è stato Mamdani, con il 56% dei voti, contro il 43% di Cuomo, che ha comunque deciso di correre da indipendente.

Cosa dicono i sondaggi

Per la maggior parte dei sondaggi i risultati sono scontati: Zohran Mamdani vincerà a mani basse. Secondo Aarp New York, Gotham Polling & Analytics, il candidato dem è al 43,2%, ben distaccato sia da Cuomo (28,9%) che da Sliwa (19,4%). Ma se Sliwa si ritirasse, la situazione cambierebbe radicalmente: Mamdani potrebbe contare sul voto del 44,6% dei newyorchesi contro il 40,7% dell’ex governatore.

Per Fox News, Mamdani si attesta intorno al 52%, Cuomo al 29% e Sliwa tra il 14 e il 15%.

Cosa dice la storia

Storicamente New York City favorisce candidati del Partito democratico: la composizione demografica e l’assetto politico urbano rendono difficile un’inversione di tendenza. Tuttavia, occasionalmente, figure indipendenti o outsider hanno saputo costruire spazi di ampio consenso, come il repubblicano moderato Michael Bloomberg (sindaco dal 2002 al 2013).

Insomma, le tendenze politiche di New York rappresenetano ben poco quelle di uno dei suoi più famosi cittadini, l’attuale presidente Donald Trump. A punto tale da non esprimere nemmeno il proprio endorsement al candidato repubblicano Sliwa, consigliandogli piuttosto di ritirarsi nel tentativo di sfavorire l’elezione del “comunista” Mamdani.