Nordcorea, missili lanciati stamani erano a corto raggio

Image from askanews web site

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Roma, 6 ott. (askanews) – I due missili lanciati oggi dalla Corea del Nord verso il mar del Giappone erano SRBM, cioè missili balistici a corto raggio. L’ha riferito lo Stato maggiore congiunto sudcoreano.

Il lancio è avvenuto da Samsok, nell’area del capitale Pyongyang, attorno alle 6 del mattino locale (ore 23 di ieri in Italia).

Uno dei due missili ha volato per oltre 350 km con un apogeo di circa 80 km. L’altro invece è ammarato dopo 800 km, con un’altezza massima di 60 km. Entrambi i missili – secondo quanto ha riferito il ministro della Difesa nipponico Yasukazu Hamada, non si sono inabissati nella Zona economica speciale giapponese.

Il lancio viene sulla scia di un’escalation nell’area. Due giorni fa la Corea del Nord ha lanciato un missile medio-lungo raggio, che ha sorvolato il Giappone facendo scattare l’allarme anti-missile in diverse aree del centro-nord dell’Arcipelago, compresa la capitale Tokyo. In meno di due settimane, Pyongyang ha effettuato almeno sei test missilistici.

Sia Seoul che Tokyo hanno definito gravi provocazioni i lanci missilistici nordcoreani. La questione dovrebbe essere il principale tema sul piatto di un colloquio telefonico che avrà luogo tra il primo ministro giapponese Fumio Kishida e il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, previsto per oggi.

I lanci nordcoreani, inoltre, vengono dopo la conclusione di esercitazioni marittime tra il gruppo navale guidato dalla grande portaerei statunitense Ronald Reagan e unità della marina sudcoreana.

La Reagan, tra l’altro, è appena ritornata nelle acque sudcoreane per guidare un’altra esercitazione, che questa volta vedrà coinvolte anche unità giapponesi, per manovre dedicate alla guerra sottomarina.

Da inizio anno il regime di Kim Jong Un ha effettuato almeno una ventina di lanci, che hanno coinvolto poco meno di 40 missili.

Della questione si è parlato anche in una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu convocata d’urgenza su richiesta di diversi paesi. Ma non ne è emerso un consenso attorno a una condanna, perché Russia e Cina hanno accusato gli Stati uniti e i loro alleati di aver provocato Pyongyang con le loro esercitazioni militari.

Il ministero degli Esteri della Corea del Nord, dal canto suo, ha condannato “gli Usa e le loro forze vassalle” per aver portato al Consiglio di sicurezza Onu “la giusta risposta presa dall’Esercito del popolo coreano contro le esercitazioni sud Corea-Usa che portano a un’escalation delle tensioni militari nella Penisola coreana”.

Inoltre, Pyongyang ha definito “una grave minaccia alla stabilità della situazione nella Penisola coreana e nei suoi dintorni il ritorno del gruppo d’attacco della portaerei (Reagan) nelle acque in prossimità della Penisola coreana”.