Omicidio Charlie Kirk, il politologo Pasquino: “Italia diversa dagli Usa. La violenza non tornerà”

Roma, 13 settembre 2025 – L’Italia ha archiviato la stagione degli anni di piombo e anche nelle università non c’è una polarizzazione tale da rappresentare rischi. Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica all’Università di Bologna, legge in maniera diversa la situazione attuale rispetto a Giorgia Meloni.

Professor Pasquino, che idea si è fatto dell’assassinio di Charlie Kirk?

“In America la violenza è di casa sempre. Come disse un tempo un leader delle Pantere Nere, la violenza è americana come la torta di mele e quindi non mi stupisce più di nulla. Può succedere in qualsiasi momento contro un politico, contro i bambini che vanno a scuola. Contro qualsiasi elemento che in qualche modo possa eccitare qualche mente malata che dispone di armi”.

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In Italia, però, c’è un dibattito infervorato sulla possibilità che questa ondata di violenza approdi anche qui. Non dimentichiamo che il killer aveva scritto ‘Bella ciao’ sui proiettili.

“Non c’è il clima perché ci sia una radicalizzazione violenta nella società e mi auguro che non ci siano neanche coloro che sperano di trarre vantaggio politico. Sono altri tempi rispetto al passato e fa molto male Giorgia Meloni a richiamarli”.

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GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Non vede una polarizzazione all’interno degli atenei come negli Stati Uniti?

“C’è una situazione di tensione fra i giovani, soprattutto per quanto riguarda il delicato contesto internazionale, con particolare riferimento a Israele e Hamas. In una parte di attivisti pro Palestina è ravvisabile una qualche propensione alla violenza, ma si tratta di un fenomeno abbastanza limitato. L’Italia non è paragonabile agli Usa sotto alcun punto di vista”.

Ma, in concreto, che cosa, secondo lei, mette al riparo l’Italia da un rischio di emulazione dell’esperienza americana?

“Negli Stati Uniti, la tradizione di violenza è stata coltivata nel corso dei decenni, non si è mai né attenuata, né tanto meno estinta. Al contrario, in Italia è stata respinta in modo molto chiaro. Non mi pare che adesso nel nostro Paese ci siano gli spiragli o le motivazioni per portare avanti azioni di violenza politica motivata. È proprio un paragone che non sta in piedi”.