C’è un momento preciso in cui Pechino Express smette di essere un programma televisivo e diventa qualcosa di più vicino a un test di resistenza psicologica. La quinta puntata, la prima ambientata in Cina dopo le tappe indonesiane, segna quel passaggio.
La Cina (non è) vicina
Il percorso da Shanghai a Hangzhou fino al villaggio di Yuliang — 519 chilometri in tre giorni — mette le coppie davanti a un ostacolo che non era previsto nel contratto: i cinesi non fermano i passanti stranieri, non capiscono le lingue europee e non sembrano particolarmente interessati a diventare protagonisti di un reality show italiano. Anzi… guardano quasi con fastidio più che con curiosità al drappello di profughi show.
In questo contesto, l’umanità dei concorrenti emerge in modo più netto che in Indonesia. Chi sa stare al mondo con leggerezza sopravvive. Chi invece viaggia con l’ansia addosso — di vincere, di non perdere, di dimostrare qualcosa — comincia a mostrare le prime crepe strutturali.
La quinta tappa: cosa è successo
Il meccanismo della puntata si apre con una prova da brividi veri: i concorrenti devono raggiungere l’88esimo piano di un grattacielo a forma di siringa — uno dei simboli dello skyline di Shanghai — e scattare quattro foto sporgendosi nel vuoto su una passerella stretta poco più di un metro. Chi soffre di vertigini paga dazio. Biagio Izzo degli Spassusi è tra quelli che accusano la prova più degli altri.
La seconda giornata porta le coppie verso Hangzhou, definita capitale mondiale del live streaming, dove devono affrontare una televendita in tempo reale in un centro commerciale. L’obiettivo è vendere cinque prodotti in due minuti per evitare penalità. Gli Spassusi recuperano punti ampiamente e sono gli unici a riuscirci completamente — Paolantoni e Izzo che vendono cianfrusaglie ai cinesi è uno dei momenti televisivi più spassosi e riusciti di tutta l’edizione.

Le DJ sempre in evidenza
La terza giornata porta il gruppo verso le colline di Shifeng e il Libro Rosso, meta simbolica della tappa. Arrivano primi i Veloci, Fiona May e Patrick Stevens, che conquistano l’immunità diretta alla sesta tappa. Poi si passa a Yuliang, dove le coppie devono completare alcune commissioni per gli anziani del villaggio. Vincono ancora le DJ, Jo Squillo e Michelle Masullo, al loro terzo successo stagionale.
Eliminate le Biondine, Gaia De Laurentiis e la figlia Agnese Catalani che tornano a casa dopo essersi messe in gioco soprattutto da un punto di vista emotivo fin dalla prima puntata. Una vera e propria resa dei conti in famiglia tra madre e figlia che non si sono formalizzate troppo davanti alla telecamera.
Il momento più teso è lo scontro tra i Rapper, Dani Faiv e Tony 2Milli, e i Veloci. Fiona May assegna un malus di dieci minuti ai Rapper dopo una tratta in bici fatta praticamente alla pari — le bici a pedalata assistita dei Rapper si erano guastate, ma questo non ha ammorbidito la scelta. I Rapper promettono che non la saluteranno più. Fiona May incassa senza battere ciglio.
La Cina come specchio
Il salto in Cina funziona da amplificatore di carattere. Le DJ, che in Indonesia sembravano avvantaggiate anche dalla loro capacità empatica di costruire alleanze, in Cina scoprono che quella stessa caratteristica può diventare quasi soprannaturale: in un Paese dove nessuno ferma gli stranieri, loro trovano sempre qualcuno disposto ad aiutarle. Non è fortuna. È un metodo. E il metodo si trasforma in un vantaggio tangibile.
Gli Spassusi restano la coppia più umana e più televisiva dell’edizione. Izzo che crolla sulla panchina accanto a Costantino della Gherardesca è divertente almeno quanto umano: “Non ce la faccio più, oggi è anche il mio compleanno, proprio un bel compleanno di merda” dice il comico. Che pochi minuti dopo è in un locale di Shanghai a festeggiare con le DJ alla consolle. È questo oscillare tra sconforto autentico e resilienza comica che rende Izzo e Paolantoni una coppia televisivamente preziosa.
Le Biondine se ne vanno nella loro puntata paradossalmente migliore: meno litigi, qualcosa di più simile alla sintonia. Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani avevano usato il programma come spazio di confronto generazionale, con la figlia che portava in gara rancori accumulati nel tempo. L’eliminazione arriva quasi come un sollievo — per loro, ma francamente anche per chi guardava.

Il cambio inviata: Giulia Salemi dopo Lillo
L’arrivo di Giulia Salemi al posto di Lillo è il cambiamento strutturale della puntata, e il giudizio non può essere sospeso. Lillo aveva trasformato il ruolo dell’inviato in qualcosa di quasi involontariamente comico: l’uomo fuori contesto che si improvvisa esperto di Badminton, che vive le tappe con la stessa sbigottita meraviglia dei concorrenti. Lillo è stato semplicemente Lillo, e tanto bastava e avanzava per rendere la sua presenza nello show portante, e non semplice elemento di contorno.
Giulia Salemi porta un registro completamente diverso —più costruito, professionalmente studiato. Ma è proprio questa rigidità il problema. Entusiasmo onnipresente, il sorriso sempre calibrato al massimo, la tendenza a fare della propria presenza una performance parallela alla gara: sembra messa lì con il desiderio di fare bella figura a tutti costi. Anche meno…
Giulia Salemi non è Lillo. E in questo specifico programma, con questo specifico conduttore — Costantino della Gherardesca, che lavora per sottrazione e per cinismo elegante — il passaggio sembra togliere molto allo show perché la rende una presenza forzata e non di servizio.
Il tempo dedicato all’inviata in questa puntata ha tolto spazio alla narrazione delle coppie, che è il vero cuore del programma.
Pechino Express 2026 torna la prossima settimana su Sky e in streaming su NOW con la sesta tappa.
Le pagelle di Pechino Express
Le DJ, Jo Squillo e Michelle Masullo — 9
Tre vittorie su cinque tappe non sono un caso. In Cina trovano passaggi dove gli altri trovano muri, si adattano alla lingua con sorrisi e pazienza, gestiscono il malus con precisione chirurgica e chiudono la puntata eliminando la coppia giusta al momento giusto. Rimane la sensazione che siano troppo forti per non essere il problema di tutti.
Gli Spassusi, Biagio Izzo e Francesco Paolantoni — 8
La televendita cinese è il loro momento più alto dell’edizione. Izzo crolla, poi si riprende, con Paolantoni che sogna gli spaghetti a Procida. Sono l’unica coppia che riesce a trasformare lo sconforto in intrattenimento puro senza che tutto sembri studiato.
I Veloci, Fiona May e Patrick Stevens — 7
Arrivano primi al Libro Rosso e si prendono l’immunità meritatamente. Ma il malus ai Rapper — in una situazione dove le bici erano guaste — è una scelta che dice più sul carattere da competitivi estremi che sulla strategia. Fiona May che incassa il “non ti saluteremo più” senza muovere un muscolo è televisivamente perfetta, umanamente discutibile. Lei vuole vincere e non fa nulla né per nasconderlo né per sembrare simpatica.
I Raccomandati, Chanel Totti e Filippo Laurino — 7
Partono con un malus e rimontano. L’episodio del traghetto — con Filippo che urla fino a far riaprire i cancelli già chiusi — è il loro momento migliore della puntata. Meno brillanti del solito, ma ancora dentro la gara con testa.
I Rapper, Dani Faiv e Tony 2Milli — 6,5
La prima parte della tappa è la loro migliore in assoluto. Veloci, fluidi, quasi in controllo. Poi la bici si guasta e tutto si rompe, pure il loro equilibrio emotivo. Finiscono penultimi e rischiano l’eliminazione. La promessa di non salutare più i Veloci è esattamente il tipo di teatro che Pechino Express sa fare quando funziona.
Le Albiceleste, Candelaria e Camila Solórzano — 6
Zitte zitte, arrivano seconde. Non si sa come, quasi non si capisce quando, ma ci sono sempre. La loro è una presenza quasi silenziosa che però produce risultati che le vedono sempre e comunque nel vivo della competizione anche se dal punto di vista televisivo offrono davvero troppo poco.
Giulia Salemi, inviata — 5
Vorrebbe essere professionale, all’altezza, sempre presente e sempre sorridente. Troppo sorridente, ma anche troppo presente. Il confronto con Lillo non regge perché non dovrebbe nemmeno essere un’ipotesi di confronto, sono due registri completamente diversi. Il problema è che in questo specifico programma l’entusiasmo al massimo volume produce un cortocircuito stilistico. Forse non la scelta più adatta.
Le Biondine, Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani — 5
Se ne vanno nella loro puntata più serena. Il paradosso è questo: arrivano a un equilibrio proprio nel momento in cui vengono eliminate. Il loro percorso è stato più terapeutico che competitivo, e probabilmente valeva la pena farlo lo stesso.